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La regione Puglia autorizza l’abbattimento di 30.000 esemplari di storno

Wwf si tratta di "un regalo alle doppiette"

© Michael Sauer

La Regione Puglia, con la DGR n. 1587 del 03.10. 2017, ha autorizzato il prelievo in deroga dello sturnus vulgaris un regalo alle doppiette che consente espressamente l’abbattimento di 30.000 esemplari di storno, in un’area molto estesa del nostro territorio. Di fatto ha aumentato il numero degli esemplari cacciabili in violazione della legge nazionale e regionale che per il prelievo indicano caratteristiche eccezionali e stringenti,
Questa decisione è arrivata dopo una stagione molto difficile per la fauna selvatica caratterizzata da incendi, come è noto, anche nelle aree protette e da una terribile siccità.
Fatta salva l’eventualità che una grande concentrazione di storni possa provocare danni alle coltivazioni agricole, questa bellissima specie di uccelli che disegna piroette nei cieli, risulta fondamentale per il mantenimento della biodiversità in Puglia.
Secondo il WWF, la delibera che ne autorizza in deroga l’abbattimento, presenta numerosi punti oscuri, senza considerare i reiterati tentativi, sempre bocciati negli anni passati, di consentire la caccia agli storni,specie protetta che può essere oggetto di prelievo venatorio soltanto previa verifica di stringenti condizioni, in rapporto al numero e alla dannosità delle popolazioni insistenti in un dato territorio.
A fronte della delibera sarebbero necessari anche pareri che devono essere espressi da autorità come l’ISPRA e l’Osservatorio faunistico regionale. Uno dei punti della Delibera citata che desta maggiore perplessità è proprio l’esistenza di un parere in base al quale è possibile il prelievo di 8.000 capi nel territorio di alcuni Comuni individuati (12 in tutto), autorizzando 266 operatori. Ma la Regione ha inteso superare il parere ISPRA, estendendo il prelievo ad altri 97 Comuni, per l’abbattimento di 22.000 capi (quasi il quadruplo rispetto a quelli su cui si è espresso ISPRA) autorizzando ben 733 cacciatori.
Il WWF ha inviato alla regione formale diffida perché la delibera venga revocata in autotutela a salvaguardia della natura e della straordinaria biodiversità pugliese e, soprattutto, nel rispetto delle norme che regolano il prelievo venatorio sia nazionali che regionali. La Regione Puglia, è bene ricordarlo, è soprattutto titolare della tutela della fauna selvatica, quale patrimonio indisponibile dello Stato.

Il WWF Terre Peucete,  da sempre impegnato nella salvaguardia e nella tutela dei territori interessati, ha formulato istanza di accesso agli atti al fine di verificare il rispetto delle condizioni poste dall’art. 9 della Direttiva “Uccelli” e dall’art. 19 bis della Legge n. 157/92, ai sensi del quale “Le deroghe possono essere disposte dalle regioni e province autonome, con atto amministrativo, solo in assenza di altre soluzioni soddisfacenti, in via eccezionale e per periodi limitati. Le deroghe devono essere giustificate da un’analisi puntuale dei presupposti e delle condizioni e devono menzionare la valutazione sull’assenza di altre soluzioni soddisfacenti, le specie che ne formano oggetto, i mezzi, gli impianti e i metodi di prelievo autorizzati, le condizioni di rischio, le circostanze di tempo e di luogo del prelievo, il numero dei capi giornalmente e complessivamente prelevabili nel periodo, i controlli e le particolari forme di vigilanza cui il prelievo è soggetto e gli organi incaricati della stessa, fermo restando quanto previsto dall’articolo 27, comma 2”.

fonte: Wwf

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