martedì 17 luglio, 2018 - 21:04:06
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Lo scrittore Giuseppe Catozzella ad Aperitivo d’Autore

L'autore del bestseller “Non dirmi che hai paura” ospite del format che esalta la letteratura di qualità e la buona enogastronomia. L'evento si terrà il 3 luglio alla masseria Pilano, a Crispiano

È Giuseppe Catozzella l’ospite del prossimo Aperitivo d’Autore, che si terrà martedì 3 luglio (ore 20) nella splendida Masseria Pilano, a Crispiano. L’autore del caso internazionale “Non dirmi che hai paura”, tradotto in tutto il mondo e vincitore in Italia di 14 premi (tra cui lo Strega Giovani), presenterà il suo nuovo romanzo “E tu splendi” (Feltrinelli Editore), da più di due mesi in classifica. Si tratta di una storia di sconvolgente attualità, che parla di coraggio e del senso di giustizia di un ragazzino che lotta contro il razzismo in un piccolo paesino del Sud Italia.
Aperitivo d’Autore è il format itinerante di Volta la Carta che, dal 2015, abbina la letteratura contemporanea di qualità alla buona enogastronomia del nostro territorio, il tutto in location ricercate di Taranto e provincia.
Converserà con l’autore l’ideatore di Aperitivo d’Autore, il giornalista Vincenzo Parabita. Per questo appuntamento l’aperitivo sarà a cura del Symposium Cafè e abbinato ai vini di Cantina Lama Di Rose. La libreria AmicoLibro è partner dell’evento.

Per partecipare all’evento è obbligatorio prenotare chiamando al numero 380.4385348 oppure scrivendo all’indirizzo email aperitivodautore@gmail.com

L’AUTORE
Giuseppe Catozzella è nato nel 1976 a Milano, dove si è laureato in Filosofia. Dopo la laurea si è trasferito per un lungo periodo in Australia, a Sydney, e poi è tornato a vivere nel capoluogo lombardo. Scrive o ha scritto articoli, reportage e inchieste su La Repubblica, L’Espresso, Sette de Il Corriere della Sera, Vanity Fair, Granta, Lo Straniero, MilanoMafia, e ha collaborato con la trasmissione televisiva Le Iene. Ha tenuto conferenze e lezioni alla Columbia University di New York, alla UM University di Miami, alla University of Calgary in Canada, alla Freie Universität di Berlino, all’Università di Oslo, all’Università di Tirana e in molti altri atenei italiani e stranieri, oltre che alla Scuola Holden di Alessandro Baricco. A ottobre 2013 ha rappresentato l’Italia a New York per l’Anno italiano della cultura negli Stati Uniti.
Ha pubblicato il libro in versi “La scimmia scrive” e i romanzi “Espianti” (Transeuropa, 2008), “Alveare” (Rizzoli, 2011; Feltrinelli, 2014), da cui sono stati tratti molti spettacoli teatrali e il film “L’assalto”, “Non dirmi che hai paura” (Feltrinelli, 2014), “Il grande futuro” (Feltrinelli, 2016) e “E tu splendi” (Feltrinelli, 2018).
Ha vinto il Premio Strega Giovani 2014 e, lo stesso anno, è stato finalista al Premio Strega con “Non dirmi che hai paura”, un bestseller tradotto in tutto il mondo in cui ha raccontato la storia vera dell’atleta somala Samia. Per l’attenzione sull’Africa e sulla Somalia che questo romanzo ha portato nel mondo, Catozzella è stato nominato dall’ONU Goodwill Ambassador UNHCR, Ambasciatore dell’Agenzia ONU per i Rifugiati.

IL LIBRO
Arigliana, “cinquanta case di pietra e duecento abitanti”, è il paesino sulle montagne della Lucania dove Pietro e Nina trascorrono le vacanze con i nonni. Un torrente che non è più un torrente, un’antica torre normanna e un palazzo abbandonato sono i luoghi che accendono la fantasia dei bambini, mentre la vita di ogni giorno scorre apparentemente immutabile tra la piazza, la casa e la bottega dei nonni. Intorno, una piccola comunità il cui destino è stato spezzato da zi’ Rocco, proprietario terriero senza scrupoli che ha condannato il paese alla povertà e all’arretratezza. Quell’estate, che per Pietro e Nina è fin dall’inizio diversa dalle altre (sono rimasti senza la mamma), rischia di spaccare Arigliana, sconvolta dalla scoperta che dentro la torre normanna si nasconde una famiglia di stranieri. Chi sono? Cosa vogliono? Perché non se ne tornano da dove sono venuti? È l’irruzione dell’altro, che scoperchia i meccanismi del rifiuto. Dopo aver catalizzato la rabbia e la paura del paese, però, sono proprio i nuovi arrivati a innescare un cambiamento, che torna a far vibrare la speranza di un Sud in cui si mescolano sogni e tensioni. Un’estate memorabile, che per Pietro si trasforma in un rito di passaggio, doloroso eppure pieno di tenerezza e di allegria: è la sua stessa voce a raccontare come si superano la morte, il tradimento, l’ingiustizia e si diventa grandi conquistando il proprio fragile e ostinato splendore. Attraverso questa voce irriverente, scanzonata eppure saggia, Catozzella scrive un romanzo potente e felice, di ombre e di luce, tragico e divertente, semplice come le cose davvero profonde.

LA LOCATION
La masseria Pilano è un’antica masseria pugliese del XVII secolo, collocata in una vasta piana della zona pre-murgiana, a 340 metri d’altitudine, nel cuore del Parco naturale regionale “Terra delle Gravine”, tra Crispiano e Martina Franca. Le attività prevalenti della masseria sono la produzione di olio extravergine biologico, di grano duro nonchè l’allevamento delle splendide vacche podoliche pugliesi e dei cavalli murgesi. Fanno parte della masseria anche i boschi di macchia mediterranea dove vivono in libertà cinghiali, lepri, istrici, volpi, tassi, faggiani, tordi, beccacce e molte altre specie di volatili. Dal 2007 Pilano è anche agriturismo e offre la possibilità di soggiornare nelle antiche strutture, ricavate dal restauro delle tipiche stalle e dei trulli del seicento, che circondano il caseggiato padronale con servizio di bed & breakfast. Inoltre le ampie corti esterne e la filare dei trulli del ‘600 costituiscono un’invidiabile ed autentica cornice per matrimoni, eventi e cerimonie. Di recente masseria Pilano ha ricevuto il prestigioso riconoscimento di agriturismo a cinque Girasoli, il primo del Sud Italia.

I VINI
La famiglia Tagliente da sempre si è dedicata con grande passione alla coltivazione dei vigneti. Questa dedizione, unita allo spirito di sacrificio, è stata trasmessa da Domenico e Margherita ai loro figli. Forte delle proprie convinzioni e con il fine di fare al meglio viticoltura ed esaltare la bontà delle produzioni vinicole che il territorio è capace di dare, hanno pensato di valorizzare i vitigni autoctoni. Stiamo parlando di uve quali il Primitivo, la Verdeca, Il Fiano Minutolo, oltre ad alcuni vitigni alloctoni che, uniti ai nostri, danno vini di grande struttura e serbevolezza. Con questa forte consapevolezza, i fratelli Tagliente, con l’obiettivo di mantenere un’unica entità tecnica e produttiva capace di affrontare le sfide del mercato, hanno dato vita alla società agricola e cantina denominata “Lama di Rose”. Nel 2003 aprono la cantina per la trasformazione dell’uva prodotta dalla società, che vanta una superficie di circa 28 ettari, di cui 18 a vigneto, 5 a oliveto, 4 a seminativo e 1 di macchia mediterranea. In questi ultimi anni l’azienda si sta arricchendo di nuovi componenti che stanno dando all’azienda nuove idee, la linfa vitale di un’impresa giovane e moderna.
Attualmente i vini prodotti dalla cantina Lama di Rose sono i seguenti: Pizzichicchio (primitivo IGP Salento), Fucaraz (primitivo IGP Salento), Tufaja (pinot bianco IGP Salento), Fiano (fiano IGP Salento), Cabernet (rosso IGP Salento). Tutti i vigneti sono ubicati nei Comuni di Crispiano e Massafra. La cantina e il punto vendita, invece, si trovano a Crispiano, in via Paganini.

Vincenzo Parabita

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