martedì 18 Febbraio, 2020 - 11:14:07

Antonio Caprarica, narratore di “Didone ed Enea” «Scoprite i segreti della nostra terra»

«Contiene tutti gli elementi per suscitare la curiosità del pubblico». Inghilterra, fascino di un Impero e la sciagura dell’abbandono dell’UE. Debutto al teatro “Apollo” (Lecce), poi “Fusco” (Taranto) e “Monticello” (Grottaglie). Orchestra Terra del Sole e Leochorus, diretti dal maestro Andrea Crastolla, regia Antonio Petris. Progetto patrocinato dall’ICO Magna Grecia.

“Didone ed Enea – Tra mito e realtà”, il capolavoro del teatro musicale barocco in tre atti dell’inglese Henry Purcell (1659-1695), dopo il debutto al teatro “Apollo” di  ieri 17 dicembre a Lecce, sarà rappresentato venerdì 20 al teatro “Fusco” di Taranto e sabato 21 dicembre al teatro “Monticello” di Grottaglie. Patrocinata dall’ICO Magna Grecia con la direzione artistica del maestro Piero Romano e finanziata dalla Regione Puglia nell’ambito del Programma straordinario in materia di Cultura e spettacolo, l’opera si avvale della produzione della Proloco di Gallipoli in partenariato con le associazioni “Parsifal” di Mesagne, “Il Musicante” ed “Emys Ambiente” di Gallipoli.

Regista dell’evento è Antonio Petris, mentre spetterà al maestro Andrea Crastolla la direzione musicale di Orchestra Terra del Sole e Leochorus. L’evento vede incursioni in scena del popolare giornalista e scrittore Antonio Caprarica, qui in veste di analista e commentatore, che traccia un parallelismo tra mito e realtà contemporanea. Prima del debutto dell’opera, abbiamo sentito proprio Caprarica. Volto noto della Rai, corrispondente e inviato, Caprarica è altrettanto popolare come autore e saggista.

“Didone ed Enea”, poi altri appunti, l’ultimo suo libro, “La regina imperatrice – Intrighi, delitti, passioni alla corte di Victoria”.

«Andiamo per ordine. Sulle assi del palcoscenico in questi giorni sto portando “Didone ed Enea”, un progetto elaborato con il maestro Andrea Crastolla: Lecce, Taranto e Grottaglie; libri: credo di avere una produzione abbastanza fissa, pubblico mediamente un libro ogni anno. Spesso ho una crisi da sovrapproduzione, tanto che a volte di libri ne pubblico anche due in un anno; sto lavorando ancora a una seconda parte di questa Saga vittoriana, un tentativo di tornare sì alle radici della famiglia reale, ma anche alle stesse radici di un Impero che oggi ha spinto la Gran Bretagna a un passo così grave come l’abbandono dell’Unione europea».

Didone ed Enea, compirà incursioni all’interno dell’opera. Un’anticipazione, uno spot?

«Seguite la grande musica per scoprire i segreti del Salento. La grande musica di un inglese geniale, Henry Purcell, del Seicento per di più: esistono tutti i motivi per suscitare la curiosità del pubblico».

E veniamo al suo ultimo libro e ad un breve giro per presentare “La regina imperatrice – Intrighi, delitti, passioni alla corte di Victoria”.

«E’ un ritorno, ma avevo proprio voglia di arricchire una ricerca storica attorno a un personaggio straordinario come la regina Vittoria, attribuire quei tratti appassionanti che una donna di grande fascino può avere. Il romanzo, ricordo che di componimento narrativo si tratta, torna utile perché consente una libertà di immaginazione che, naturalmente, un saggio storico non permette».

E’ salentino, cosa le è rimasto di una terra, la sua, che non ha dimenticato.

«Forse quella specie di inquietudine che abbiamo noi, gente di mare e di terra salentina; la curiosità, la spinta di andare in giro per il mondo. Ovunque io vada, in giro per il mondo, un salentino lo trovo sempre. Siamo eredi di navigatori e marinai».

Della sua vita in Inghilterra come corrispondente, ci ha parlato nei suoi libri, fra i titoli “Intramontabile Elisabetta” e “Dio ci salvi dagli inglesi…o no?”. Cosa le ha insegnato, oltre a una pronuncia così “inglese”, a classe, eleganza e puntualità la sua esperienza inglese?

«Certamente il rispetto delle cose e degli altri, dell’ambiente che non va sporcato con cartacce gettate a terra e, soprattutto, il senso di comunità, la specifica tradizione e l’abitudine nel considerare la storia collettiva di un Paese come patrimonio comune da salvaguardare».

Quanto ama il suo lavoro e il suo Salento?

«Al primo rispondono i cinquant’anni di professione; per ciò che riguarda il Salento, il fatto stesso che dopo cinquant’anni amo questa terra con l’affetto che avevo fin da ragazzino innamorato delle nostre polpette, la dice tutta…».

Quanto si sente inglese, quanto salentino?

«Fifty-fifty. Cinquanta e cinquanta…».

“Didone ed Enea – Tra mito e realtà”. Ingresso 19.45, sipario ore 20.30. Info, Taranto: Orchestra della Magna Grecia, via Tirrenia 4 tel. 099.7304422 (sabato escluso); via Giovinazzi 28, tel. 392.9199935 (omg@orchestramagnagrecia.info, info@orchestramagnagrecia.it); Grottaglie: Associazione Areté, via Brodolini 50, lunedì, mercoledì e venerdì 17.30/20.00, tel. 329.9625387/349.0669610 (Associazione.arete2016@gmail.com).

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