Dopo le quattro serate, svoltesi il 5, 6, 7 e 9 agosto, dedicate alle gare dei quattro rioni — Castello, Saraceno, San Francesco e San Martino — e dopo il grande corteo con figuranti in abiti storici e lo spettacolo di canti, danze e combattimenti, l’associazione “Giostra dei Rioni San Francesco d’Assisi” di Avetrana si prepara a celebrare uno degli appuntamenti più attesi dell’estate: “Fricennu Mangiannu”, giunto quest’anno alla sua ventesima edizione.
L’appuntamento è fissato, come da tradizione, per domenica 16 agosto alle ore 21.00, in piazza Vittorio Veneto.
Un evento ormai diventato un appuntamento fisso per la comunità avetranese e per i numerosi visitatori che, da vent’anni, affollano la piazza, dando vita a una serata all’insegna della convivialità e della condivisione.
“Fricennu Mangiannu” nasce con l’obiettivo di riunire la popolazione locale, i cittadini dei territori limitrofi e i tanti turisti provenienti da diverse regioni italiane e dall’estero. La manifestazione offre l’opportunità di riscoprire e assaporare i prodotti e i piatti tipici della tradizione salentina, accompagnati da musica, canti e danze popolari, tra cui l’immancabile pizzica.
“Fricennu Mangiannu” è, a tutti gli effetti, un viaggio attraverso sapori, colori, profumi, suoni e tradizioni del Salento: una grande festa popolare capace di mettere insieme gastronomia, cultura e intrattenimento.
Protagonisti della serata saranno i piatti tipici della tradizione, tra i più conosciuti e apprezzati: pesce fritto, purè di fave con friggitelli, legumi, polpette di carne, verdure fritte in pastella, pettole e frittelle.
Non mancherà inoltre l’angolo dedicato alla braceria, dove saranno preparati gustosi panini con salsiccia e würstel, da accompagnare con del buon vino nostrano.
A rendere ancora più coinvolgente la ventesima edizione saranno i gruppi musicali Zimibà Cà Te Passa e Alla Bua, formazione che da anni porta sui palchi l’energia e il ritmo della pizzica salentina.
Una serata pensata per celebrare vent’anni di tradizione, partecipazione e cultura popolare, nel segno dell’identità salentina e della voglia di stare insieme.
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