
Si chiude oggi la 58ª edizione di Vinitaly, che archivia un totale di circa 90.000 presenze, segnando un leggero calo rispetto al 2025, quando i visitatori erano stati 97.000. Con essa si conclude anche il viaggio della redazione de La Voce di Maruggio tra i padiglioni della più importante manifestazione italiana dedicata al vino.
In questi giorni abbiamo raccontato ai nostri lettori scorci, incontri e storie provenienti dal cuore pulsante dell’enologia nazionale, con un’attenzione particolare alla Puglia, terra che continua a distinguersi per qualità, identità e capacità di innovazione. Le nostre visite ai padiglioni pugliesi ci hanno permesso di incontrare produttori appassionati, realtà consolidate e nuove promesse, raccogliendo testimonianze autentiche di chi vive il vino non solo come prodotto, ma come espressione culturale.
Tra le scoperte più affascinanti di questa edizione, non possiamo non citare lo spazio dedicato al gin, dove abbiamo incontrato una proposta capace di coniugare artigianalità, design e visione artistica. Si tratta di J.Rose London Dry Gin, un distillato che nasce in Salento, a Minervino di Lecce, da un’idea di Dario Roselli, già noto per il suo atelier esclusivo Affreschi & Affreschi, specializzato nella progettazione di pareti sartoriali materiche.
La particolarità di J.Rose sta nella sua identità duplice: un London Dry che rimane sempre fedele a sé stesso nella ricetta, ma che cambia veste estetica, presentandosi con ben otto etichette diverse, tutte firmate da un artista e pensate come veri e propri oggetti da collezione. A “vestire” le bottiglie è Milo Manara, icona del fumetto internazionale, celebre per la sensualità e l’eleganza delle sue figure femminili. Un incontro tra arte e distillazione che trasforma ogni bottiglia in un racconto visivo, oltre che in un’esperienza sensoriale.
Le interviste realizzate nel corso della manifestazione hanno restituito un quadro variegato e dinamico: aziende attente alla sostenibilità, giovani imprenditori pronti a scommettere sul territorio e storiche cantine impegnate a rafforzare la propria presenza sui mercati internazionali. Un mosaico di esperienze che conferma la vitalità del comparto, pur in un contesto non privo di sfide.
Non sono mancati, tuttavia, alcuni segnali contrastanti. Tra gli operatori circolavano già nei giorni scorsi rumors su una possibile flessione delle presenze, oggi confermata dai numeri finali. Una percezione condivisa da diversi espositori, che hanno notato una maggiore presenza di visitatori curiosi rispetto agli addetti ai lavori. Un dato che apre a riflessioni sul futuro della manifestazione e sulla necessità di mantenere saldo il suo ruolo di piattaforma commerciale internazionale.
Resta comunque forte il valore di Vinitaly come luogo di incontro, confronto e promozione. Anche in questa edizione, tra degustazioni, incontri e momenti di networking, si è respirata la passione di un settore che continua a rappresentare una delle eccellenze del Made in Italy.
La Voce di Maruggio torna da Verona con nuove storie da raccontare, consapevole che dietro ogni calice c’è un territorio, una famiglia, un progetto. E con lo sguardo già rivolto alle prossime sfide del mondo del vino.
La 59^ edizione di Vinitaly sarà a Veronafiere dall’11 al 14 aprile 2027
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