domenica 22 aprile, 2018 - 10:45:32
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“Chissà se…” Lo sfogo di un insegnante

Pubblichiamo lo  sfogo che ci ha inviato una nostra lettrice. Sicuramente ci farà molto riflettere leggetelo.

 

Chissà se immaginate la frustrazione di un insegnante quando vede dormire fannulloni in parlamento o le cifre dei parrucchieri là; quando deve rivolgersi ad uno laureato come lui per una consulenza e deve sborsare in 10 minuti quello che lui guadagna in 5 giorni, o vede gente con qualifiche dietro una scrivania che prende più di lui o chiama per un intervento un artigiano che in pochi minuti ha preso in nero quello che in un anno dovrebbe litigarsi coi colleghi di bonus merito …e poi fai ore in più, per cose che pensi possano servire ai ragazzi e alle famiglie, li accompagni all’uscita o gita o manifestazione di turno con le palpitazioni ma no… mica puoi chiedere recupero o straordinario, che coi ragazzi sei stato e non ti sei divertito? Ma poi in quell’ora quante cose succedono? Uno tira un pugno al compagno che lo ha offeso, un altro ti racconta che sta male perché i genitori si separano, l’altro si sporge pericolosamente da un cornicione, l’altro ti chiede spiegazioni perché non ha capito… e tu? Tu devi essere onnipresente, averi i tentacoli di un polpo , 1000 occhi e stare attento a come parli, perché , se dici la parola sbagliata, puoi prenderti calci e pugni da un genitore! Non importa se per suo figlio sei stato tutto il pomeriggio a creare un’ attività personalizzata, se ti sei fermata dopo il servizio per ascoltare i suoi problemi, se hai cercato di mostragli la via e gli hai parlato per motivarlo…..tu lavori solo la mattina e non meriti più rispetto di un usciere in parlamento… ops no… quelli sono signori… prendono 3 volte te! Tu sei solo un insegnante che ha preso almeno 2 o 3 specializzazioni dopo la laurea, fatto impossibili concorsi….e costretto ad esilii interminabili… che vuoi? Sei tu che hai scelto sto lavoro, zitto e impara come si dà l’educazione ai figli degli altri!

Annalisa Defazio

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