mercoledì 05 Ottobre, 2022 - 17:00:18

Daniele Mero, il violinista cieco per le tarantate della Sava di inizi ‘800

 

Daniele Mero, il violinista cieco per le tarantate della Sava di inizi '800

In uno scritto di Carmelo Spagnolo Rochira del 1934, intitolato “Una visita di Gioacchino Murat nel Salento[1] è riportata la storia che a seguire si riassume: due giovani savesi si arruolano nella Grande Armata Napoleonica comandata da Gioacchino Murat (generale francese e condottiero, nominato Re di napoli da Napoleone nel 1808). I fatti si svolgono in questa maniera: nel 1812 Gioacchino Murat partecipa alla campagna di Russia al comando dell’ Armata Napoleonica, partendo per Mosca con un contingente di soldati del Regno di Napoli tra i quali figurano i due savesi. Questi due soldati alla fine della battaglia faranno ritorno in patria ma uno dei due, ferito in guerra, vi ritorna cieco e continua la sua vita facendo il suonatore di violino per le tarantate in Sava e dintorni.

Questa vicenda è raccontata anche da Giuseppe Lomartire in un suo articolo del 1982, apparso sulla rivista “Rassegna salentina” e intitolato “Due savesi con Napoleone in Russia”.

Daniele Mero, il violinista cieco per le tarantate della Sava di inizi '800
Violinista cieco da un dipinto del pittore scozzese Sir David Wilkie (1785-1841) 

Nel testo del Rochira i due giovani sono identificati come Pasquale Prudenzano (1788-1867) e “un altro giovane compaesano, che si chiamava Daniele”: il Lomartire li identificherà poi, a quanto sembra erroneamente, come fratelli, dal momento che una successiva ricerca curata da G. Rossetti e R. Corrado[2] precisa che si trattava di due persone dal cognome differente. Il soldato che divenne cieco, difatti, si chiamava Daniele Mero (1792-1878).

Non sappiamo altro, al momento, della vita e della storia di Daniele come suonatore per le tarantate: è pur vero che non ho potuto visionare gli scritti originali di Rochira e Lomartire, ma non dovevano contenere molti dettagli in merito a questo aspetto, essendo concentrati sulla vicenda della spedizione bellica. Rossetti e Corrado omettono, a loro volta, di raccogliere particolari in merito, nella loro opera.

L’unica osservazione che possiamo fare in proposito è che siamo in presenza di un clichè tipico della storia dei musicisti delle tarantate, molti dei quali, appunto, erano ciechi: è il caso di Francesco Mazzotta di Novoli, citato da Giuseppe De Simone[3] dal De Martino ne La Terra del Rimorso, di “Pascali lu ciecu” di Lizzano che, si racconta, fosse divenuto cieco proprio a causa del morso di un ragno[4], del violinista tarantino “Ciotola” che nell’ 800 era una conosciutissima figura nell’ambito dei musicisti locali per le tarantate[5], del violinista cieco del quale racconta la Caggiano in un suo saggio, La danza dei tarantolati nei dintorni di Taranto.[6]

Daniele Mero, il violinista cieco per le tarantate della Sava di inizi '800
Pier Leone Ghezzi, Rolli il violinista cieco (1745)
  1. C. Spagnolo Rochira, Una visita di Gioacchino Murat nel Salento, in: Il Salento – Almanacco illustrato VIII, 1934, pp. 26-31
  2. Giuseppe Rossetti, Roberto Corrado, Savesi in Russia 1812/1941-43 e ragazzi “russi” a Sava, Gruppo Culturale Savese, 2005
  3. Giuseppe De Simone Il ballo (la Taranta, la Pizzica-Pizzica,, la Tarantella), in “La Rivista Europea” 1876
  4. “ …sona Pascáli, senti, nonci veti,// pi nna taránta nfama, traditóra, / ca li štutóu la luci ti lu soli ”, recitano i versi di una composizione di Salvatore Fischetti intitolata Taranta e dedicata al ricordo delle figure e della tradizione del tarantismo in Lizzano (in: Scardi,versi in vernacolo lizzanese, Schena Editore, 1982)
  5. A. Basile, Il ballo della taranta a Taranto e nei dintorni albanesi, in Carlo Petrone (a cura di), Il morso della taranta a taranto e dintorni, Giuseppe Laterza Edizioni, 2002, pag. 60
  6. A. Caggiano, La danza dei tarantolati nei dintorni di Taranto, in “ Il folklore italiano: archivio trimestrale per la racolta e lo studio delle tradizioni popolari”, anno VI, Fasc. I-II, genn. – giu. 1981 – p. 73
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Notizie su Gianfranco Mele

Sociologo, studioso di tradizioni popolari, etnografia e storia locale, si è occupato anche di tematiche sociali, ambiente, biodiversità. Ha pubblicato ricerche, articoli e saggi su riviste a carattere scientifico e divulgativo, quotidiani, periodici, libri, testate online. Sono apparsi suoi contributi nella collana Salute e Società edita da Franco Angeli, sulla rivista Il Delfino e la Mezzaluna e sul portale della Fondazione Terra d'Otranto, sulla rivista Altrove edita da S:I.S.S.C., sulle riviste telematiche Psychomedia, Cultura Salentina, sul Bollettino per le Farmacodipendenze e l' Alcolismo edito da Ministero della Salute – U.N.I.C.R.I., sulla rivista Terre del Primitivo, su vari organi di stampa, blog e siti web. Ha collaborato ad attività, studi, convegni e ricerche con S.I.S.S.C. - Società Italiana per lo Studio sugli Stati di Coscienza, Gruppo S.I.M.S. (Studio e Intervento Malattie Sociali), e vari altri enti, società scientifiche, gruppi di studio ed associazioni.

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