martedì 20 Ottobre, 2020 - 17:34:31

Fortezze e Castelli di Puglia: Il Castello poi Palazzo Ducale di Martina Franca

Agli inizi del XIV secolo, per volere del Principe di Taranto Filippo d’Angiò, l’originario villaggio di San Martino, risalente al X secolo, venne ampliato e chiunque fosse andato ad abitarlo avrebbe goduto di speciali esenzioni fiscali e franchigie. Da qui il termine Franca. Nel 1388, su disposizione di Raimondello Orsini del Balzo, Principe di Taranto e Conte di Lecce, Soleto e San Pietro in Galatina, la cittadina venne dotata di una cinta muraria rinforzata da 24 torri e dotata di un castello. Questo aveva essenzialmente funzioni di carattere difensivo ed era formato da un torrione centrale o Mastio o anche Dongione, dal francese Donjon, circondato da una cinta di quattro cortine con altrettante torri angolari.

Nel 1507 la famiglia napoletana Caracciolo acquisiva il titolo Ducale di Martina, dando inizio ad una serie di profonde trasformazioni alla città ed alla fortezza. Nel 1668, infatti, ebbero inizio i lavori di ristrutturazione, per volere del Duca Petracone Caracciolo, destinati a trasformare l’imponente castello tardo trecentesco in un altrettanto maestoso Palazzo Ducale. La similitudine con alcuni palazzi romani fece sorgere l’errata idea che i lavori fossero da attribuirsi nientemeno che al Bernini ma in realtà a questi andrebbe ascritto soltanto il disegno. I lavori furono compiuti da operai locali sotto la direzione dell’architetto di Bergamo Giovanni Andrea Carducci.

Per il completamento dell’opera bisogna tuttavia attendere il XVIII secolo quando il Duca Francesco III dispose il completamento del versante orientale ed incaricò il Maestro Domenico Carella di decorare le sale del primo piano. Attualmente il Palazzo Ducale ospita gli uffici del Comune, quelli del Tribunale, della biblioteca comunale Isidoro Chirulli e dal centro artistico Paolo Grassi, organizzatore ogni anno nel periodo estivo del Festival della Valle d’Itria.

La struttura, che si caratterizza per la sua imponenza, si presenta a pianta quadrangolare con un ampio cortile della stessa forma. La facciata principale, tipicamente barocca, con un ampio e maestoso portale ed una lunga balconata, il cui piano coincide con la Galleria, con le sale affrescate dal Carella. Notevoli sono gli interni che meritano di essere visitati.

Cosimo Enrico Marseglia

 

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Notizie su Cosimo Enrico Marseglia

Cosimo Enrico Marseglia
Nato a Lecce, città in cui vive. Ha frequentato i corsi regolari dell’Accademia Militare dell’Esercito Italiano in Modena e della Scuola di Applicazione dell’Arma TRAMAT presso la cittadella militare Cecchignola in Roma, ed ha prestato servizio come ufficiale dell’Esercito presso il 3° Battaglione Logistico di Manovra in Milano, il Distretto Militare di Lecce ed il Battaglione Logistico della Brigata Pinerolo in Bari. Dopo otto anni in servizio permanente effettivo, ha lasciato la carriera militare, dedicandosi alla musica jazz ed al teatro. Attualmente collabora con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università del Salento, come esperto di Storia Militare, e dal 2009 è ufficiale commissario del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana. Scrive per L’Autiere, organo ufficiale dell’ANAI (Associazione Nazionale Autieri d’Italia), Sallentina Tellus (Rivista dell’Ordine del Santo Sepolcro), per L’Idomeneo (Rivista dell’Associazione di Storia Patria) e per altre testate. Ha già pubblicato Les Enfants de la Patrie. La Rivoluzione Francese ed il Primo Impero vissuti sui campi di battaglia (2007), Il Flagello Militare. L’Arte della Guerra in Giovan Battista Martena, artigliere del XVII secolo (2009), Battaglie e fatti d’arme in Puglia. La regione come teatro di scontro dall’antichità all’età contemporanea (2011), Devoto ad Ippocrate. Rodolfo Foscarini ufficiale medico C.R.I. fra ricerca e grande guerra (2015), Marseglia. Storia di una famiglia attraverso i secoli (2016) per la Edit Santoro, e Attacco a Maruggio. 13 giugno 1637. Cronaca di una giornata di pirateria turca nel contesto politico-sociale europeo (2010) per la Apulus, quest’ultimo insieme al Dott. Tonino Filomena

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