venerdì 27 Gennaio, 2023 - 9:00:27

Fortezze e Castelli di Puglia: Il perduto Palazzo Federiciano di Foggia

Fortezze e Castelli di Puglia: Il perduto Palazzo Federiciano di Foggia

FOGGIA – Tutto ciò che resta del palazzo voluto dal Sacro Romano Imperatore Federico II di Svevia a Foggia è un portale di ingresso formato da un arco a tutto sesto, decorato con una scultura a foglie di acanto, e recante due capitelli a forma d’aquila a guisa di mensole, il tutto attualmente inserito in un muro di Palazzo Arpi, che ora ospita il Museo Civico. L’arco ha un’altezza di 7 metri e 38 centimetri mentre la larghezza è pari a 3,20 m. Accanto al portale c’è un’epigrafe sviluppata su cinque righe che riporta il periodo di costruzione del palazzo: giugno 1223, gli anni di regno dello Stupor Mundi ed il nome dell’architetto: il protomagister Bartolomeo da Foggia.

Federico aveva una grande predilezione per la Puglia, non per nulla fu chiamato anche PuerApuliaeIl fanciullo di Puglia, all’epoca ricoperta di boschi ricchi di selvaggina, come cinghiali, caprioli, cervi, orsi, che offrivano grandi occasioni per gli appassionati di caccia, come appunto l’imperatore. Tra Foggia e Lucera si stendevano fitte foreste di querce, faggi ed altri alberi, mentre l’intera regione era ricca anche di fiumi e laghi ormai prosciugati.

In genere Federico amava trascorrere la stagione fredda nella Capitanata e ovviamente anche a Foggia che, come riportato sulla citata epigrafe, veniva indicata come Inclita Sede, che significa residenza preferita, mentre in prossimità dell’estate si tratteneva in posti più freschi. La città di Foggia fu fondata probabilmente verso la fine del XI secolo d.C., come un piccolo casale intorno alla Chiesa di Santa Maria che ospitava un’immagine della Madonna ritrovata, secondo la leggenda, in uno stagno. Successivamente il suddetto casale si ingrandì e già nel 1125 si parla di esso come di un insediamento fortificato con un borgo esterno. La città assunse grande importanza proprio durante il regno di Federico che la elesse, in un certo qual modo, a capitale temporanea del Regno di Sicilia, nonostante i suoi abitanti, al tempo della scomunica con la quale il papa lo colpì, gli avessero precluso l’accesso.

Il palazzo che più che una fortezza con funzioni difensive era una dimora residenziale, da quanto riportano le fonti doveva ricoprire un’ampia superficie ed al suo interno vi erano giardini arricchiti da fontane e statue di vario genere, mentre gli interni erano rivestiti con pregiatissimi marmi. Non mancavano ovviamente le stalle, le scuderie ed i depositi. Da un disegno della Città di Foggia risalente al XVI secolo e conservato presso la Biblioteca Angelica di Roma, in cui è riportata la più antica rappresentazione del palazzo rapportato alla planimetria urbana, risulta che la struttura era ubicata alla periferia, nei pressi della Porta Grande.

Purtroppo nel 1731 un violento terremoto distrusse Foggia, in seguito ricostruita ex novo, ed il Palazzo Federiciano. Restano soltanto il suddetto portale di ingresso, vestigia di un glorioso passato, inglobato alla memoria nel muro di Palazzo Arpi, nonché la Chiesa di Santa Maria.

Cosimo Enrico Marseglia

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Notizie su Cosimo Enrico Marseglia

Nato a Lecce, città in cui vive. Ha frequentato i corsi regolari dell’Accademia Militare dell’Esercito Italiano in Modena e della Scuola di Applicazione dell’Arma TRAMAT presso la cittadella militare Cecchignola in Roma, ed ha prestato servizio come ufficiale dell’Esercito presso il 3° Battaglione Logistico di Manovra in Milano, il Distretto Militare di Lecce ed il Battaglione Logistico della Brigata Pinerolo in Bari. Dopo otto anni in servizio permanente effettivo, ha lasciato la carriera militare, dedicandosi alla musica jazz ed al teatro. Attualmente collabora con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università del Salento, come esperto di Storia Militare, e dal 2009 è ufficiale commissario del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana. Scrive per L’Autiere, organo ufficiale dell’ANAI (Associazione Nazionale Autieri d’Italia), Sallentina Tellus (Rivista dell’Ordine del Santo Sepolcro), per L’Idomeneo (Rivista dell’Associazione di Storia Patria) e per altre testate. Ha già pubblicato Les Enfants de la Patrie. La Rivoluzione Francese ed il Primo Impero vissuti sui campi di battaglia (2007), Il Flagello Militare. L’Arte della Guerra in Giovan Battista Martena, artigliere del XVII secolo (2009), Battaglie e fatti d’arme in Puglia. La regione come teatro di scontro dall’antichità all’età contemporanea (2011), Devoto ad Ippocrate. Rodolfo Foscarini ufficiale medico C.R.I. fra ricerca e grande guerra (2015), Marseglia. Storia di una famiglia attraverso i secoli (2016) per la Edit Santoro, e Attacco a Maruggio. 13 giugno 1637. Cronaca di una giornata di pirateria turca nel contesto politico-sociale europeo (2010) per la Apulus, quest’ultimo insieme al Dott. Tonino Filomena

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