martedì 27 Ottobre, 2020 - 15:41:47

Il porto di Campomarino di Maruggio è nato nei primi anni del Fascismo.

Amarcord-Campomarino-di-Maruggio-TA-veduta-porto-anni-60E’ opinione largamente diffusa che l’IDEA di dotare Campomarino di un porticciolo è da attribuire al Sindaco Giuseppe Depierro in carica dal 1975 al 1979. In verità il “Progetto Generale di ampliamento e sistemazione del Porto” è stato redatto per effetto della Delibera di G.C. n. 45/1974, Sindaco Nino Longo. “Il Progetto Generale”, invece, lo ritroviamo inserito nella programmazione urbanistica  comunale (P.d.F.) con Delibera di G.C. n. 32 del 3.2.1975, ratificata con Delibera di C. C. n. 23 del 14.2.1975. Altra opinione è che l’idea del porto è venuta a Vanni Longo; a quest’ultimo va il merito – lo scriviamo a scanso di equivoci – di averlo completato, se non altro perché ha governato il paese per 12 anni quasi di fila. Tutto ciò porterebbe al convincimento che il Porto di Campomarino sia figlio dei governi a guida democratica o democristiana (Nino Longo, Peppino Depierro, Vanni Longo). L’IDEA di attrezzare Campomarino di un porto è nata, invece, negli anni che hanno preceduto la Democrazia. La prova che attribuisce la paternità del porto a chi ne è stato il vero protagonista è nel documento che riportiamo integralmente qui di seguito, datato 12 agosto 1929 – Anno VII° E. F., indirizzato a S. E. Prefetto di Taranto, avente oggetto: “Sviluppo della spiaggia di Campomarino – Costruzione di un porticino per riparo di barche”. [t.f.]

<<Questo comune è congiunto al mare a mezzo di una via provinciale di 3° classe di circa km. 2 ed ha una spiaggia bellissima frequentata da forestieri che vengono dai comuni di Manduria, Sava, Francavilla, Oria, ed anche Taranto. Ad iniziativa dei singoli proprietari, oltre un certo numero di casine costruite nelle campagne adiacenti, per conto proprio degli interessati, sulla spiaggia, sono state costruite circa un ottantina di casette, formanti un tutto organico, con vie e piazzette formatesi, che vengono fittate ai bagnanti. La spiaggia è frequentata da una gran quantità di pescatori provenienti da Cesaria, Gallipoli, Mola, Fasano e Taranto, per la pesca delle triglie e delle aragoste, di cui  se ne fa una larga esportazione nei centri urbani più importanti ed anche a Napoli, dove sono ricercate e rinomate. Tale fiorente industria che, d’altro canto, potrebbe dare occupazione ad una buona parte della cittadinanza, non può però avere il suo vero e reale sviluppo, perché alla spiaggia stessa manca un punto di approdo per riparare le barche dai venti predominanti (Scirocco Sud Ovest); senza dire che potrebbe anche essere un punto di espansione dei pescatori tarantini,  atto a potere fare sviluppare la politica di decentramento urbano che tanto sta a cuore, sia a S. A. E. il Capo del Governo che alle Superiori Gerarchie. Non avendo per tanto questo comune altre industrie, essendo questa cittadinanza prevalentemente agricola, primo pensiero di questa amministrazione è stato quello di valorizzare al massimo grado questo ridentissimo angolo naturale di cui questo comune è dotato. E’ stato infatti, nello scorso anno, provveduto a fare dichiarare provinciale la via di accesso al mare, via che costruita da oltre un trentennio, non era stata mai né riparata  né mantenuta.  Per la costruzione di tale porticino, che data la natura della spiaggia pianeggiante e priva di scogliere emergenti, e tali da potere da per loro costituire un riparo, si rende indispensabile la costruzione di una diga, con direzione Nord-Owest Sud-Owest o di raccordare e sollevare qualche scogliera esistente per renderla atta allo scopo. Essa darebbe aggio ai pescatori, che ora sostano solo qualche mese, e non quando soffia lo scirocco, di fermarsi tutto l’anno a Campomarino, si da costituire un nuovo vero e proprio centro abitato. Si avrebbero così i requisiti necessari, principalissimo fra tutti, la luce e gli spacci di vendita di generi alimentari e affini. Si dice che, a cura di Codesto Direttore della Cattedra Ambulante di Agricoltura, è stata proposta la costruzione di un piccolo porto nei pressi di Torre Burraco. Non sa lo scrivente quanto vi sia in ciò di concreto, ma se il DICITUR dovesse rispondere a verità non saprebbe spiegarsi tale iniziativa. Tale località, sita alla foce di un piccolo corso di acqua, punto malarico per eccellenza, non presenta le caratteristiche volute per giustificare tale importante e rilevante spesa. Facendo infatti la analisi sommaria delle cose, vi è da domandarsi qual è lo scopo di questa proposta? Non può giustificarsi dal punto di vista demografico perché, data l’insalubrità del sito nessuno oserebbe costruire delle abitazioni e molto meno abitarle specialmente nei mesi estivi, non può giustificarsi dal lato dello sviluppo dell’industria della pesca giacché detta località trovasi molto lontano dai centri abitati (circa Km 10 in media) essendo ciò disagevole ai rigattieri marinai per lo smaltimento del prodotto, priva di strade adatte alla bisogna; senza dire che Burraco ha già un riparo naturale formata da una scogliera capace di proteggere da tutti i venti, l’approdo di tre o quattro barche. Quale altro allora potrebbe essere lo scopo? Quello forse di volere iniziare così la bonifica della zona circostante a Torre Burraco? Ma ciò importerebbe una spesa non indifferente ed andrebbe congiunta a tutto un altro piano organico di lavori atti a fare ottenere lo scopo. L’E.V. Ill.ma può fare constatare da persone tecniche e di sua fiducia quanto lo scrivente ha detto al riguardo onde potersene formare un concetto esatto. Campomarino, invece, ottenendo la costruzione della diga ed il riconoscimento di borgata, diverrebbe una importantissima stazione balnearia che per le sue importanti doti naturali (sabbia estesissima, mare bassissimo e sabbioso per un lungo tratto, attiguo a Maruggio e poco distante da Manduria, circondato alle spalle da campi ubertosissimi di frutteti e vigneti, nonché da casine signorili ed invidiabili come centro di villeggiatura, e servita da una via provinciale che arriva fin sull’acqua) non avrebbe nulla da invidiare alle più importanti spiagge d’Italia, mentre sarebbe una fonte di ricchezza di questa industre e laboriosa cittadinanza. Essa infatti, anche ora che è priva di ogni comodità per il forestiero, è frequentatissima, oltre che da artigiani ed impiegati, anche da noti professionisti e industriali, che cercherebbero di coadiuvare l’opera valorizzatrice che lo scrivente ha in animo di portare a compimento, per il maggior sviluppo demografico ed economico di questa cittadinanza, che nell’ultimo decennio ha avuto uno sviluppo di popolazione di oltre il 20%. L’opera dello scrivente sarà nulla però se non avrà l’appoggio della E.V. Ill.ma che, animata com’è da nobili propositi nell’interesse di questa giovanissima provincia, non può non prendere a cuore le modeste e giuste aspirazioni di questa laboriosa cittadinanza, che dall’opera fattiva del Governo nazionale, vedrà realizzato, a suo mezzo, un sogno cui da moltissimi anni aspira e per il quale osa sperare nella validissima cooperazione della E.V. Ill.ma. Con perfetta osservanza. Il Podestà Pietro Filotico.>>

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2 commenti

  1. Avatar

    …A riprova e conferma…ove ce ne fosse ancora bisogno, della lungimiranza degli Uomini di quei tempi…e di quanto Quelli fossero più moderni di questi…ominicchi!!!

  2. Avatar
    cosimo massafra . ferrara

    Come credo in molti ancora mi chiedo : il porto , specifico questo porto , (ovviamente non mi riferisco al primo , di basso impatto ambientale , quasi poco più di un attracco) , ha arricchito od inguaiato Campomarino ?
    quali effetti ha avuto sull’urbanistica ? quali benefici e ritorno economico per gli abitanti ? quanti posti di lavoro ha generato ? quale impatto sull’assetto idrogeologico ? sulle spiagge ? sulla costa ?
    personalmente ho grandissime riserve e credetemi vorrei tanto essere in errore .

    Apprezzo l’articolo , in special modo quanto e come relazionato da Pietro Filotico , l’eleganza espositiva delle argomentazioni , lo stile , ossequioso e non melenso , non ho però ben compreso come intendesse realizzarlo , il suo da nord ad ovest e da sud ad ovest fa intuire che l’orientamento della bocca di ingresso al porto fosse opposta a come di seguito realizzata , e credo che se ho ben interpretato il suo scritto avesse compreso molto meglio le correnti del nostro mare di chi ha poi realizzato l’opera .

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