lunedì 21 Giugno, 2021 - 14:45:49

La Polizia di Stato celebra i 40 anni della legge di riforma

La Polizia di Stato celebra i 40 anni della legge di riforma
In occasione del 40^ Anniversario della promulgazione della Legge 121/81 che ha smilitarizzato il Corpo delle Guardie della Pubblica Sicurezza e posto le fondamenta della Polizia di Stato, il Questore di Taranto Dr. Giuseppe Bellassai ha commentato l’importante evento che oggi sarà ricordato anche a livello nazionale.

“Un anniversario importante, una data storica, quella del 1^ aprile che segna la promulgazione della Legge 121/ 1981, considerata la pietra miliare nell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza.La Polizia di Stato celebra i 40 anni della legge di riforma

La legge ha determinato un cambiamento epocale e radicale nella gestione della Sicurezza nel Nostro Paese.
Un percorso iniziato 40 anni fa che gradualmente ha modificato e migliorato l’organizzazione della Polizia di Stato.
La smilitarizzazione, la sindacalizzazione e soprattutto la parificazione dei ruoli tra gli uomini e le donne sono state tappe che, con il passar degli anni, hanno fatto diventare la Polizia di Stato un’organizzazione volta alla tutela dei diritti e delle libertà dei cittadini e non solo volta alla repressione dei reati.

Il nostro “Esserci Sempre” può essere considerato l’evoluzione che questa riforma voleva rappresentare e che intendeva dare alla comunità tutta, ovvero una Polizia di Stato vicina ai cittadini che ne comprendesse le difficoltà e le esigenze per poi operare a tutela dei loro diritti.
Il percorso che ha poi avuto come risultato la parificazione tra gli uomini e le donne della Polizia di Stato, ha avuto inizio ben prima del 1981.
Già vent’anni prima, nel 1961 era stata istituita la Polizia Femminile seppur con dei compiti limitati e circoscritti.La Polizia di Stato celebra i 40 anni della legge di riforma

La Polizia di Stato può essere considerata di diritto precursore del fenomeno sociale della parità di genere. A oggi sono circa 15.000 le donne impegnate nella nostra amministrazione sempre più spesso con ruoli di rilievo. Non ultimo la nomina a Vice Capo della Polizia di un prefetto donna.”
Il Dipartimento di Pubblica Sicurezza ha voluto evidenziare l’importanza della ricorrenza con un libro dal titolo “La riforma dell’Amministrazione della pubblica sicurezza” del Prefetto Carlo Mosca, scomparso purtroppo pochi giorni fa, che di quella riforma è stato uno degli ispiratori. Dopo il messaggio del Presidente della Repubblica Mattarella, quello del Ministro dell’Interno Lamorgese e del Sottosegretario Franco Gabrielli, nei 12 capitoli del libro si snodano i temi più significativi di quella riforma lontana nel tempo eppure ancora cosi attuale. Ogni capitolo si arricchisce del contributo di riflessione da parte di una personalità del mondo religioso, scientifico, politico o istituzionale: il Cardinale Gianfranco Ravasi approfondisce gli aspetti del “servizio”, il Ministro Marta Cartabia quelli del ruolo delle “donne”, il Procuratore generale Giovanni Salvi l’introduzione del ruolo degli “Ispettori”, il prof. Michele Ainis i “sindacati”, il dott. Gianni Letta l ”ordine e la sicurezza pubblica” e poi ancora il professore Giuliano Amato, Marino Bartoletti, Eugenio Gaudio, Annamaria Giannini, Gaetano Manfredi, Antonio Romano, Maurizio Viroli.

La Polizia di Stato celebra i 40 anni della legge di riforma

Marta Cartabia, Ministro della Giustizia

«La presenza delle donne nella Polizia di Stato appartiene alla storia recente. Come è accaduto per altre funzioni pubbliche la partecipazione delle donne all’esercizio di funzioni della sicurezza pubblica è stata ostacolata dal pregiudizio che determinate attività non fossero adeguate alla natura della donna. La legge 121 rimosse gli ostacoli giuridici alla effettiva parità delle donne nel servizio di polizia e simbolicamente marcò la fine dell’eguaglianza condizionata alle attitudini di genere. A distanza di quarant’anni è significativo notare che la presenza femminile nelle Forze di polizia è particolarmente qualificata. Caduti gli ostacoli di ordine giuridico, le donne con il loro lavoro, la loro dedizione e la loro professionalità hanno mostrato il contributo che sono in grado di offrire alla vita sociale, anche in questo ambito, che era loro tradizionalmente precluso».

Con queste parole, l’allora ministro dell’Interno, Virginio Rognoni, nella seduta della Camera del 25 marzo 1981, accompagnò, verso la conclusione, un dibattito parlamentare iniziato l’8 novembre 1979, che condurrà alla promulgazione della legge 1 aprile 1981, n. 121, recante il “Nuovo ordinamento dell’Amministrazione della pubblica sicurezza”.

Credo che non si abbia una visione esatta della complessità della legge se non si tiene conto di un fatto: la riforma non si esaurisce nella smilitarizzazione, nella sindacalizzazione, nel riconoscimento dei diritti civili e politici, ma investe il sistema complessivo dell’Amministrazione della pubblica sicurezza, dal vertice alla periferia, dalle strutture organizzative al piano funzionale e istituzionale”.

Sono 181 pagine ricche di immagini, anche storiche, che ricordano il passaggio da amministrazione militare di polizia ad amministrazione civile di garanzia, illuminata dallo spirito e dal dettato della Costituzione Repubblicana, al servizio dei cittadini e delle Istituzioni democratiche del Paese.

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