giovedì 04 Marzo, 2021 - 16:06:06

La scomparsa di Ilaria Occhini, attrice che ha portato in tv la latteratura. Era la nipote di Giovanni Papini

Nipote da parte materna di Giovanni Papini. Il padre scrittore. Sposata allo scrittore Raffaele La Capria. Ha sempre respirato vissuto attraversato cultura.

Dalla letteratura al cinema al teatro. Ilaria Occhini. Una lettura tra i temi e i personaggi. Una attrice che ha fatto del cinema non solo un immaginario, ma ha lavorato per un cinema del pensiero.

Così per la televisione. I suoi sceneggiati in tv hanno raccontato. Hanno trasportato, non solo trasposto, il romanzo la narrativa in un intreccio di immagini dal bianco e nero sino ai nuovi metodi di filmografia.
Stile eleganza bellezza BRAVURA hanno caratterizzato il suo viaggio nelle parole e nella recita. Ha reso affascinante la letteratura nelle varie sfaccettature.

Il suo libro confessa una vita tra protagonisti con lei protagonista nelle arti dello sguardo e delle parole e il racconto di un Novecento vissuto in prima persona.

Il padre era lo scrittore Barba Occhini.

Da Goldoni a Puccini ha viaggiato con registi come Anton Giulio Majani, Luchino Visconti, Giuseppe Patroni Griffi.

Nel 1957 per il cinema lavora al film di Monicelli “Il medico e lo stregone”. Nel 1964 ai “Promessi sposi” di Mario Maffei. Nel 1966 la troviamo in “L’uomo che ride” di Sergio Corbucci. Nello stesso anno con Vittorio De Sieta è interprete in “L’uomo a metà”.
Negli ultimi anni in “Domani”, regia di Francesca Archibugi (2001), “Mar nero”, regia di Federico Bondi (2008), “Mine vaganti”, regia di Ferzan Özpetek (2010) in “Tutti al mare”, regia di Matteo Cerami (2011), in “Una famiglia perfetta”, regia di Paolo Genovese (2012).
Lavora ad una filmografia televisiva ottima a cominciare dal 1956 per “L’Alfieri” sono a Contro ogni volontà – film TV (1992) attraversando “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” del 1996, a “Don Milani – Il priore di Barbiana del 1997, a “Edda Ciano e il comunista” del 2011, a “La ragazza americana” 2011 e ad alcuni episodi tra il 2005 e 2023 di “Provaci ancora prof!”.

In teatro (e per il teatro) è un punto di riferimento per i testi su Goldoni, Miller, D’Annunzio, Flaiano, Sofocle, Cechov, Pirandello, Shachesper, Ronconi, Savinio. Il teatro è la strada di quella letteratura che ha contraddistinto l’attrice la recita la donna. Nel 2016 scrive e pubblica il suo “La bellezza quotidiana. Una vita senza trucco”.

Nel film “Mine vaganti” del 2010 del regista Ferzan Ozptec, interpretando la nonna d Tommaso, dirà: “Non farti mai dire dagli altri chi devi amare, e chi devi odiare. Sbaglia per conto tuo, sempre”.

Ha sempre saputo distinguere il gusto la qualità e la vocazione. È tutto ciò che ha reso Ilaria una attrice e interpre unica. Una tradizione e un confronto in un passaggio epocale sia per la televisione che per il teatro.

Papini le dedica le pagine de “La mia Ilaria”. Lei, ricordando il nonno Giovanni, dirà: “Spesso trovavo il suo salotto pieno di gente”
Erano gli anni fiorentini di Giuseppe Prezzolini, Giovanni Spadolini, Giovanni Amendola e Mario Luzi.
Definirà il nonno una persona molto spiritosa

Era nata il 28 marzo del 1934 a Firenze. Muore a Roma il 20 luglio del 2019.

Pierfranco Bruni

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Notizie su Pierfranco Bruni

Pierfranco Bruni
E' nato in Calabria. Ha pubblicato libri di poesia (tra i quali "Via Carmelitani", "Viaggioisola", "Per non amarti più", "Fuoco di lune", "Canto di Requiem", "Ulisse è ripartito", "Ti amero' fino ad addormentarmi nel rosso del tuo meriggio"), racconti e romanzi (tra i quali vanno ricordati "L'ultima notte di un magistrato", "Paese del vento", "Claretta e Ben", "L'ultima primavera", "E dopo vennero i sogni", "Quando fioriscono i rovi", "Il mare e la conchiglia") La seconda fase ha tracciato importanti percorsi letterari come "La bicicletta di mio padre", "Asma' e Shadi", "Che il Dio del Sole sia con te", "La pietra d'Oriente ". Si è occupato del Novecento letterario italiano, europeo e mediterraneo. Dei suoi libri alcuni restano e continuano a raccontare. Altri sono diventati cronaca. Il mito è la chiave di lettura, secondo Pierfranco Bruni, che permette di sfogliare la margherita del tempo e della vita. Il suo saggio dal titolo “Mediterraneo. Percorsi di civiltà nella letteratura contemporanea” è una testimonianza emblematica del suo pensiero. È presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”. Ricopre incarichi istituzionali inerenti la promozione della cultura e della letteratura. Ha ricevuto diversi riconoscimenti come il Premio Alla Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri per ben tre volte. Candidato al Nobel per la Letteratura.

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