mercoledì 17 Agosto, 2022 - 6:17:48

Lasciamo da parte il vittimismo per una idea progettuale in una Taranto che vorremmo

Pierfranco-Bruni-foto-di-P.-Buscicchio-La grave crisi del siderurgico che ha attanagliato e attanaglia Taranto non è soltanto una questione che riguarda l’aspetto economico emergente o il dilagare della disoccupazione, oppure la manifesta difficoltà imprenditoriale che viene ad essere coinvolta in una crisi di investimento generale.
C’è una questione di fondo.

Queste difficoltà sono vissute da altre città. Potenza, Reggio Calabria, Cosenza.

Cosenza è una di quelle città che, nella geografia meridionale, regge, con grandi difficoltà emergenti e antiche, all’imbatto critico delle economie non investite o alle economie investite che hanno avuto un ritorno nel rapporto tra costi e benefici sempre in un legame tra risorse e vocazioni.
Cosenza reagisce perché ha una classe culturale forte che non è dovuta soltanto alla ormai storica università. Ma alla storica classe di intellettuali che hanno fatto gran parte del Mezzogiorno: dalla Riforma agraria ai processi culturali. Taranto non solo è priva di una classe politica forte che abbia ruoli istituzioni robusti (sempre a menar contro la classe politica: io ormai mi sono stancato e non ci sto), bensì manca una classe culturale robusta che sia in grado di dare un senso a un progetto.

Tutto ciò si è verificato in queste settimane sulla questione del definito “scippo” della Soprintendenza. È stato dato un Museo autonomo tra i 20 d’Italia e non si è riuscito ad apprezzare… Invece di cogliere questa proposta come elemento per valorizzare Museo autonomo, territorio, biblioteca comunale si sono usati gli strumenti del vittimismo e degli attacchi, ma contro chi?. La controproposta qual è stata?
Si è detto la Soprintendenza non si tocca e basta. Non è un ragionamento progettuale. Così come nella caduta nel siderurgico. Non abbiamo più un Ente Provincia. L’Amministrazione comunale studia il giorno come fare rimpasti il pomeriggio. La Regione è una frontiera. Ma la Taranto che cerca di esprimersi culturalmente la vuole smettere il lamento, le geremie, e il “… che male abbiamo fatto noi…”?
Non ho visto una idea, una sola, di Progetto in grado di legare la città culturale con le altre città culturalizzate. Il fatto di essere stata la capitale della Magna Grecia non ha alcuna importanza. Anche noi un tempo siamo stati giovani, eravamo coraggiosi e abbiamo dato voce alla spigolatrice di Sapri, ma il tempo passa.

Li vedo sempre rancorosi, questi intellettuali, lamentosi, a volte apatici e così via fino al che me ne fotte a me… Insomma Non basta ritrovarsi in un gruppo. Questo gruppo deve possedere la forza di proporre. Cosenza è una città che non si è mai arresa: ha un teatro comunale storico, una università storica, la sede della Rai, una splendida Biblioteca Nazionale e altre biblioteche, e il territorio è contornato da strutture importanti. Eppure hanno fatto progetto per realizzare tutto ciò che hanno.

Taranto fino a quando gioca a fare la vittima e a lamentarsi non otterrà nulla perché ha bisogno di idee innovative – innovatrici e non di ciò che è stata. Il dibattito si potrebbe aprire, ma per favore, come usa dire Papa Francesco, con molta serenità e armonia.

Piefranco Bruni

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Notizie su Pierfranco Bruni

E' nato in Calabria. Ha pubblicato libri di poesia (tra i quali "Via Carmelitani", "Viaggioisola", "Per non amarti più", "Fuoco di lune", "Canto di Requiem", "Ulisse è ripartito", "Ti amero' fino ad addormentarmi nel rosso del tuo meriggio"), racconti e romanzi (tra i quali vanno ricordati "L'ultima notte di un magistrato", "Paese del vento", "Claretta e Ben", "L'ultima primavera", "E dopo vennero i sogni", "Quando fioriscono i rovi", "Il mare e la conchiglia") La seconda fase ha tracciato importanti percorsi letterari come "La bicicletta di mio padre", "Asma' e Shadi", "Che il Dio del Sole sia con te", "La pietra d'Oriente ". Si è occupato del Novecento letterario italiano, europeo e mediterraneo. Dei suoi libri alcuni restano e continuano a raccontare. Altri sono diventati cronaca. Il mito è la chiave di lettura, secondo Pierfranco Bruni, che permette di sfogliare la margherita del tempo e della vita. Il suo saggio dal titolo “Mediterraneo. Percorsi di civiltà nella letteratura contemporanea” è una testimonianza emblematica del suo pensiero. È presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”. Ricopre incarichi istituzionali inerenti la promozione della cultura e della letteratura. Ha ricevuto diversi riconoscimenti come il Premio Alla Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri per ben tre volte. Candidato al Nobel per la Letteratura.

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