Li chiamarono briganti: verità e memoria di un conflitto

Locandina del film scritto e diretto da Pasquale Squittieri

Chi erano i briganti? Erano guerriglieri che difendevano la propria patria. Li chiamarono briganti con una parola che non appartiene alla parlata del Sud, per additarli al disprezzo del mondo, perché la brava gente si vergognasse di amarli. Ma il popolo continuò ad amarli, e a entusiasmarsi per le loro imprese. Erano uomini e donne che vivevano secondo le tradizioni e le usanze dei padri. Solo pochi erano abituati all’azione. Ma quando capirono che la patria aveva bisogno di loro presero le armi rudimentali di cui disponevano e fecero il loro dovere. Perché nelle società tradizionali, quando la difesa della patria lo richiede, ciascun membro della comunità diventa soldato e collabora alla lotta secondo le proprie attitudini e possibilità.

La loro vita era stata sconvolta all’improvviso dall’invasione di una banda di avventurieri, travestiti da liberatori, finanziati e protetti da potenze straniere e da sette anticattoliche, aiutati dalla criminalità organizzata e dai ceti borghesi parassitari. Ovunque seminavano morte e scompiglio, preparando l’ingresso di un esercito di occupazione, quello piemontese ribattezzato italiano, animato da volontà predatoria, da arroganza verso i popoli napolitani e siciliani e da disprezzo verso la fede delle popolazioni. Comincia così un conflitto sanguinoso, durato oltre 10 anni, contro un’armata di almeno 120.000 uomini calata da Piemonte, che si avvale di circa altri 100.000 fra collaborazionisti, guardie nazionali, cacciatori di taglie e mercenari stranieri, fra cui i temutissimi ungheresi. Uomini e donne salgono allora sui monti, per difendere la propria fede, il proprio re, la propria terra, la propria famiglia, la propria dignità. Tornano al bosco sacro, luogo della religiosità naturale, della tradizione, alla montagna come simbolo di libertà.

Di tutto questo ne parlerà giovedì 19 febbraio alle ore 18,00 nella sede dell’UNITRE in via Salvatore Gigli,18 il dott. Edoardo Vitale, magistrato in pensione, direttore della pubblicazione napoletana tradizionalista “L’Alfiere” e presidente dell’associazione “Sud e Civilta”. Introdurrà l’avv. Luigi Stano, cultore di Storia Patria. La cittadinanza è invitata.

 

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