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Maxi-processo “Scacco alla Torre” Chieste dal pm le condanne.

MANDURIA – Quattro secoli di carcere sono stati chiesti dalla procura nel maxi-processo «Scacco alla torre», scaturito dalla riunione dei procedimenti all’esame della procura di Taranto e della Direzione investigativa antimafia.

Fra Daniele D’Amore, 44enne, considerato fra i numeri uno della malavita di Manduria, ed Andrea Bruno, 41 anni di Torre Santa Sussanna, altro elemento di spicco della mala salentina, si sarebbe creato un accordo illecito basato soprattutto sulla commercializzazione delle sostanze stupefacenti. Lungo questo «patto» avrebbero recitato un ruolo diverso primari e comprimari, pusher, ma anche estortori. Lungo questo accordo illecito, non sarebbero mancate le detenzioni di armi.

La volta nell’inchiesta
è arrivata nel 2009 con una raffica di arresti che stroncò intrecci affaristici legati soprattutto alla commercializzazione di droga.
A dicembre la decisione del tribunale sulle rischieste avanzate.

I nomi e le richieste di pena:

Giuseppe Attanasio, di anni 22 di Manduria: 5 anni; Andrea Bruno, di anni 41 di Mesagne: 12 anni; Emidio Carella, di anni 43 di Manduria: 8 anni; Leonardo Daggiano, anni 23 di Manduria: 14 anni; i manduriani Danilo D’Amore, di anni 24: 18 anni; Cosimo Luca D’Amore, di anni 28: 18 anni; Paolo D’Amore, di anni 22: 18 anni; Piero D’Amore, di anni 22: 22 anni; Alfredo De Fazio, di anni 23: 16 anni; Giovanni De Fazio, di anni 49: 9 anni; Vittorio De Fazio, di anni 26: 8 anni; Santa De Fazio, di anni 42: 7 anni; Pietro De Gaetani, di anni 45 di Oria: 7 anni; Maurizio De Simone, di anni 37 di Torre Santa Susanna: 7 anni; Cristian Dimitri, di anni 24 di Manduria: 15 anni; Teresa Dimitri, di anni 38 di Manduria:8 anni; Patrizio De Tommaso, di 35 anni di Torre Santa Susanna: 7 anni; Cesarino Fugazzaro, di anni 29 di Manduria: 20 anni; Graziella Fugazzaro, di anni 55 di Manduria: 8 anni; Rosa Gioia, di anni 46 di Manduria: 28 anni; Maurizio Indirli, di anni 29 di Manduria: 16 anni; Gregorio Lochi, di anni 37 di Manduria: 7 anni; Filippo Locorotondo, di anni 46 di Manduria: 7 anni; Carlo Lupo, di anni 24 di Manduria: 22 anni; Vincenzo Lupo, di anni 59 di Lizzano: 22 anni; Gianpiero Mazza, di anni 29 di Manduria: 6 anni e sei mesi; Anna Laura Montrone, di anni 50 di Manduria: 7 anni; Vito Moro di Ginosa, di anni 42: 3 anni; Giuseppe Nicola Moscogiuri, di anni 41 di Manduria: 7 anni e sei mesi; Antonio Pinto, di anni 26 di Manduria: 7 anni; Gino Aldo Portogallo, di anni 29 di Manduria: 6 anni; Carlo Saturno, di anni 22 di Manduria: 7 anni e sei mesi; Antonio Stano, di anni 29 di Manduria: un anno e dieci mesi; Giovanni Stano, 35 anni, nativo di Torino ma residente a Manduria: un anno; Pietro Tondo, di anni 39 di Manduria: 2 anni; Giuseppa Vaccaro di Manduria, di anni 41: 7 anni; Manuela Cari Benesch, di anni 28 di Torre Santa Susanna: 7 anni; Giuseppe Buccolieri, di anni 34 di Manduria: 4 anni.

Fonte: Quotidiano di Puglia

Leggi la notizia  del 10-02-2009

Manduria: scacco alla torre e la polizia arresta 51 persone

Solo una paziente indagine, iniziata nell’estate del 2006, fatta di appostamenti e intercettazioni telefoniche, poteva portare gli uomini del commissariato di Manduria, in provincia di Taranto, a ricostruire l’attività ben avviata di un’organizzazione criminale accusata di traffico di sostanze stupefacenti e detenzione illecita di armi.

Tre sono i gruppi criminali coinvolti nel redditizio spaccio di droga che impiegava uomini e donne di più famiglie, residenti in masserie apparentemente organizzate come aziende agricole, dislocate tra le provincie di Taranto e Brindisi.

Ma stamattina erano 140 gli uomini e le donne della polizia che hanno messo fine a questo pezzo di criminalità con un doppio scacco alla “Torre di Santa Susanna” e alla sua frangia torrese. Al gruppo mafioso della Sacra Corona di Torre Santa Susanna si era infatti affiliato un gruppo criminale di Manduria, da quando era rimasto orfano del capo storico, già in carcere da più di venti anni. E in carcere è oggi finito anche il capo di questo gruppo criminale di Manduria, Daniele D’Amore e tutta la sua famiglia. Il D’Amore è stato arrestato dopo un tentativo di fuga durante il quale aveva cercato di liberarsi anche di una pistola calibro 22, poi ritrovata con la matricola abrasa.

Ma non solo spaccio nel triangolo delle attività delittuose racchiuse tra Torre Santa Susanna, Oria e Manduria, anche armi utilizzate per estorsioni e rapine, e associazione per delinquere tra i capi d’imputazione. Nel corso di questi due anni d’indagine sono stati ritrovati e sequestrati: mezzo chilo di eroina e 100 grammi di cocaina come sostanza stupefacente, 3 fucili a canne mozze e una pistola calibro 38.

Molti gli uffici impiegati nell’operazione denominata “scacco alla torre”: le questure di Taranto, Brindisi, Lecce, Bari, Cosenza, Matera e Potenza; i commissariati di Manduria, Grottaglie e Martina Franca. Ma anche i nuclei prevenzione crimine di Lecce e Bari e un elicottero del IX Reparto volo della polizia.

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