Nuoto, disavventura a Singapore per Pilato e Tarantino: fermate per presunto furto, rientrate in Italia

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Una vicenda singolare ha coinvolto due delle più promettenti nuotatrici pugliesi, Benedetta Pilato e Chiara Tarantino. Le due azzurre, reduci dai Mondiali di nuoto disputati a Singapore, sono state fermate il 14 agosto scorso all’aeroporto della città-stato con l’accusa di furto.

Secondo quanto ricostruito, le telecamere di sorveglianza avrebbero ripreso le atlete mentre infilavano alcuni oggetti in una borsa all’interno di un negozio. Le autorità locali hanno quindi proceduto al fermo, poi conclusosi nel giro di poche ore grazie all’intervento tempestivo dell’Ambasciata italiana e della Farnesina.

Dopo il rilascio, Pilato e Tarantino hanno trascorso alcuni giorni in un hotel di Singapore, in attesa di poter rientrare in Italia. Il viaggio di ritorno è avvenuto lo scorso 20 agosto, ma la notizia è stata resa nota soltanto oggi.

Sui social, Benedetta Pilato ha voluto chiarire la propria posizione con un messaggio: Desidero condividere alcune considerazioni in merito a quanto recentemente emerso sulla mia persona. Durante il mio rientro dall’Asia, a seguito della partecipazione ai Campionati Mondiali e di un breve soggiorno privato con altri miei compagni della nazionale di nuoto, mio malgrado, sono stata indirettamente coinvolta in uno spiacevole episodio gestito dalle autorità aeroportuali di Singapore. In giorni che avrebbero dovuto essere soprattutto di riposo e di relax mentale, ho invece attraversato, lontana da casa, momenti particolarmente difficili, che poi fortunatamente si sono rilevati essere indipendenti dalla mia volontà, ma che mi hanno profondamente segnato sul piano umano. Tengo a precisare che ho collaborato fin da subito con le autorità locali, con il pieno supporto dell’Ambasciata Italiana. La vicenda fortunatamente si è conclusa in poche ore, senza nessuna implicazione, grazie anche alla mia massima trasparenza nei confronti delle stesse autorità aeroportuali di Singapore”, prosegue Pilato, sottolineando “non ho mai avuto intenzione di compiere gesti inadeguati, e chi mi conosce sa quanto tengo ai valori dello sport, alla correttezza e all’onestà personale. Da questa esperienza comunque traggo grandi insegnamenti sulla prudenza, sulla responsabilità individuale e sul valore delle persone che mi circondano. Adesso torno nuovamente a concentrarmi con serenità e maggior determinazione sul mio percorso sportivo. Ringrazio profondamente chi mi ha sostenuta con discrezione, senza giudizi gratuiti, e chi continua a credere in me“. Un modo per prendere le distanze dall’episodio e ribadire la propria estraneità ai fatti contestati.

L’intera vicenda, che ha destato sorpresa e clamore, si è conclusa senza ulteriori conseguenze giudiziarie per le due atlete, che ora sono tornate ad allenarsi in vista dei prossimi appuntamenti internazionali.

Di Redazione

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