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Piloti cassintegrati in Italia lavoravano all’estero,fino a 11.000 euro e lavoro ‘nero’ con compagnie estere

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Il fondo utilizzato per la Cig e la mobilità dei piloti è finanziato con una addizionale sui biglietti aerei di 3 euro per ogni viaggio. A spiegarlo all’Adnkronos è il direttore dell’Inps Mauro Nori in merito alla truffa perpetrata ai danni dell’Istituto di previdenza da 36 piloti che pur percependo un assegno mensile dall’Inps, che in alcuni casi arrivava a 13.000 euro lavoravano in ‘nero’ per alcune compagnie estere.

“La truffa attuata dai piloti – spiega Nori – è particolarmente spiacevole perché il fondo di solidarietà del trasporto aereo dà delle integrazioni salariali particolarmente generose finanziate da tutti i viaggiatori con una addizionale di 3 euro sul biglietto. La vicenda dei 36 piloti -spiega- rientra in una vasta operazione avviata dall’Inps in collaborazione con la Gdf 3 anni fa. L’istituto ha chiesto informazioni alle ambasciate su un gruppo di piloti sospettati di lavorare all’estero nonostante continuassero a percepire un significativo assegno da parte dell’Inps. Sulla vicenda -conclude -le verifiche proseguono”.

Danno all’erario per 7,5 milioni di euro – In Italia erano in cassa integrazione o in mobilità, percependo dall’Inps indennità oscillanti fra i 3.000 e gli 11.000 euro al mese per sette anni ma, evidentemente non ancora soddisfatti, ‘arrotondavano’ lavorando all’estero alle dipendenze di compagnie straniere. Per questo la Guardia di Finanza di Roma ha denunciato i 36 piloti italiani di aeromobili di linea, responsabili di aver truffato lo Stato per un totale di 7,5 milioni di euro.

Per continuare a fruire degli ‘ammortizzatori sociali’, si legge in una nota della Gdf, avevano dimenticato a partire dal 2009, di comunicare la propria occupazione all’Ente Previdenziale e, in altri casi, presentato false dichiarazioni attestanti l’assenza di altri rapporti di lavoro.

Innescate ‘seguendo la scia’ di un pilota in cassa integrazione che lavorava presso una scuola di volo della Capitale, le indagini dei Finanzieri del Comando Provinciale di Roma, si sono poi estese ‘a macchia d’olio’ coinvolgendo altri piloti, individuati grazie all’incrocio dei dati forniti dall’Inps con le informazioni rese disponibili dalle compagnie straniere facenti scalo in Italia.

Fonte:adnkronos.com

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