sabato 04 Febbraio, 2023 - 19:17:57

Self-care for cure: sostenere la resilienza degli operatori sanitari.

Self-care for cure: sostenere la resilienza degli operatori sanitari.

Implementato all’ospedale di Manduria un progetto per la creazione di ambienti di lavoro più attrattivi ed efficaci. Lo scorso mese è stato presentato da Fiaso come buona prassi del wellness organizzativo al Forum Risk Management ad Arezzo, uno dei più importanti eventi dedicati alla sanità.

Anche nel campo della sanità è convinzione ormai diffusa che siano necessarie azioni concrete per assicurare ai professionisti della salute le migliori condizioni di lavoro e ai pazienti i migliori servizi sanitari possibili. ASL Taranto, grazie al progetto “Self-care for cure”, promosso dal Dipartimento Salute Mentale diretto da Maria Nacci, ha partecipato all’iniziativa della Fiaso, la federazione che unisce le aziende sanitarie e ospedaliere italiane, dedicata proprio alla valorizzazione delle competenze dei professionisti, il riconoscimento del merito e delle capacità, con l’obiettivo di creare ambienti più attrattivi ed efficaci all’interno delle stesse Aziende sanitarie e ospedaliere.

Il progetto, curato dalle psicologhe Maria Teresa Coppola, Responsabile dell’unità operativa Psicologia del lavoro, e Giuseppina Muscolino del Centro Salute Mentale di Manduria, è nato a seguito della somministrazione, nel giugno 2020, di un questionario al personale per la misurazione dei livelli di stress realizzato dalla dottoressa Dora Chiloiro, responsabile della Psicologia clinica: i risultati hanno evidenziato come il personale in servizio presso l’ospedale Giannuzzi di Manduria avesse un livello di stress maggiore rispetto a quello degli altri ospedali aziendali e quindi si è ravveduta la necessità di attuare degli interventi specifici. Dopo lo stop dovuto all’emergenza Covid (l’ospedale di Manduria fu convertito in struttura full Covid), nel gennaio 2022 si è potuto riprendere il progetto con l’obiettivo di sostenere la resilienza degli operatori sanitari.

È stato realizzato un set di interventi psicologici in modo da poter fornire una soluzione personalizzata alle esigenze di ogni lavoratore. Gli operatori che hanno aderito volontariamente al progetto sono stati guidati nella scelta della soluzione migliore per ognuno di loro: dai colloqui psicologici, per chi chiedeva uno spazio di accoglienza e confronto più approfondito e riservato, ai percorsi di psicoeducazione, con incontri di gruppo di sensibilizzazione e informazione sui disturbi psichici e sulle possibili modalità di intervento. Ma anche percorsi di mindfulness e di training autogeno, per aumentare la percezione soggettiva di benessere o imparare tecniche di rilassamento utili per diminuire il livello di stress.

 

“Il successo del progetto è stato dovuto anche alla grande attenzione dimostrata dalla direzione strategica della Asl – ha spiegato Maria Teresa Coppola – poiché gli operatori hanno potuto partecipare alle attività in orario di servizio. Dopo la prima fase di massiccia pubblicizzazione del progetto ai responsabili delle strutture e poi a tutti gli operatori, che è avvenuta nei primi mesi dell’anno, a maggio abbiamo potuto attivare gli incontri, grazie alla collaborazione della direttrice medica di presidio Irene Pandiani e del dirigente infermieristico Pio Lattarulo, che ha permesso una gestione dei turni di servizio che tenesse conto delle esigenze di ognuno.”

In questo modo, il 38% dei dipendenti ha scelto di partecipare alle attività del progetto: dagli incontri di sensibilizzazione, alla psicoeducazione (15% dei partecipanti), agli incontri di mindfulness (44%) e di training autogeno (33%) fino ai colloqui individuali (richiesti dall’8% degli operatori partecipanti).

A novembre, la rilevazione anonima di gradimento dell’iniziativa ha confermato che la totalità dei partecipanti ha valutato positivamente l’esperienza, tanto da suggerirla come percorso sistematico e strutturale da mettere a disposizione di tutti gli operatori sanitari. Quasi nove operatori convolti su dieci hanno risposto di ritenere quanto appreso durante gli incontri utile anche per il lavoro futuro.

Il progetto è stato anche presentato da Fiaso nella tavola rotonda “Verso sistemi più attrattivi di gestione delle risorse umane”, organizzata lo scorso novembre nell’ambito del Forum Risk Management da Fiaso e Ien – Istituto Europeo Neurosistemica.

“La presentazione dei risultati del progetto da parte di Fiaso è stata la dimostrazione che, quando un progetto vale, esso funziona anche nonostante le difficoltà organizzative o logistiche – ha affermato il direttore generale Vito Gregorio Colacicco – Iniziative come questa sono fondamentali per supportare i nostri operatori sanitari, costantemente messi alla prova da un lavoro che dà grandi soddisfazioni ma che è anche sfiancante perché richiede molta energia mentale.”

Il tema di fondo di questo progetto, al pari degli altri portati avanti nelle altre realtà nazionali, è l’importanza del miglioramento dei modelli organizzativi che valorizzino il merito e le competenze dei professionisti attraverso ambienti organizzativi che favoriscano il cambiamento e l’innovazione, dando concrete possibilità di crescita professionale. Insieme alla leva economica sono tutti strumenti utili a far lavorare con entusiasmo e passione i professionisti nelle Aziende sanitarie, in modo da poter poi mettere a disposizione dei cittadini i migliori servizi sanitari.

 

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