martedì 28 Settembre, 2021 - 9:30:39

TARANTO – Dopo la denuncia di un giovane di Rovigo, Il vescovo sospende il parroco gay

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TARANTO – Un vero e proprio terremoto, con epicentro Taranto, sta scuotendo gli ambienti ecclesiastici pugliesi dopo la denuncia presentata al Tribunale ecclesiastico della Puglia da una «gola profonda» che mette in luce un giro di incontri gay tra religiosi. L’effetto non si è affatto attendere e ieri, con tutto l’imbarazzo possibile alla luce della notizia pubblicata la domenica di Pasqua dal «Corriere del Mezzogiorno», il vescovo di Taranto, Filippo Santoro, ha fatto sapere di aver sospeso il parroco di una delle più importanti chiese del capoluogo. Ad alzare il velo su un mondo fatto di incontri omosessuali, anche di gruppo, tra esponente della chiesa, è stato un trentaduenne di Rovigo, A. B. , ex aiuto cuoco in cerca di lavoro, presunta vittima del sacerdote cinquantenne di Taranto con il vizio delle video chat e assiduo frequentatore dei social network. Su Facebook il sacerdote avrebbe contattato il rovighese con il quale sarebbe iniziata un’intima amicizia arrivata al culmine con le hot chat e le confidenze che farebbero impallidire le più audaci porno conversazioni tra amanti. Tutto il materiale, sapientemente raccolto dall’ex cuoco, è finito poi nel dossier trasmesso al vicario giudiziale della sede tarantina del Tribunale ecclesiastico della Puglia, monsignor Giuseppe Donato Montanaro, e da lì sul tavolo del vescovo Santoro che ieri ha preso il provvedimento. A comunicare la sospensione dall’incarico del parroco coinvolto è il portavoce dell’Arcidiocesi, don Emanuele Ferro. «Sebbene i giorni trascorsi siano stati particolarmente impegnativi e gli uffici di Curia chiusi per le festività pasquali – si legge in una nota -, ugualmente, proprio per amore al popolo santo di Dio, l’intervento è stato immediato. Ora – continua il comunicato – il parroco non si trova più nel capoluogo ionico e l’ordine religioso è stato interpellato ed esprimerà il nome di un nuovo parroco entro mercoledì prossimo». La curia che definisce «moralmente riprovevole» la condotta del prete rimosso, fa sapere nel comunicato che «il sacerdote interessato non appartiene al clero di Taranto, bensì ad un ordine religioso». Il materiale inviato al Tribunale del clero dal trentaduenne di Rovigo, non ha lasciato dubbi circa le responsabilità del prelato. Fa sapere infatti il portavoce dell’Arcidiocesi jonica che «appena lo stesso arcivescovo insieme ad alcuni curiali, ha appurato l’attendibilità dei fatti: già dalla settimana scorsa il religioso non è più a Taranto». Allontanando sospetti di ulteriori coinvolgimenti di personale con la tonaca, la chiesa tarantina assicura che «nella documentazione acquisita dal tribunale ecclesiastico al momento non c’è traccia alcuna del coinvolgimento in diocesi di altri sacerdoti». Da Rovigo dove è giunta la notizia della rimozione, l’autore dello scandalo si dice «soddisfatto per la decisione del Vescovo». Ma aggiunge. «E’ il minimo che potevano fare, ma per tutto quello che ho dovuto subire – aggiunge – le mie ferite non sono guarite e non guariranno».

Nazareno Dinoi sul Corriere del Mezzogiorno – Corriere della Sera

 

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