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Unione degli Istriani a Monti: Revocare onorificenza a Tito

L’Unione degli Istriani si appella al Presidente del Consiglio Mario Monti

Lacota: “Dopo la revoca  ad Assad, anche al dittatore Tito via l’onorificenza che tradisce la moralità di uno Stato che spudoratamente continua ad onorare vittime e carnefice”.
TRIESTE –  Dopo gli ultimi sviluppi dei giorni scorsi, che hanno portato il governo a chiedere al Quirinale la revoca, per indegnità, dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone al merito della Repubblica Italiana, conferita dal presidente Giorgio Napolitano l’11 marzo 2010 al presidente-despota siriano Bashar al-Assad, l’Unione degli Istriani scrive al Governo Monti chiedendo che “la stessa onorificenza venga tolta al maresciallo Tito, i cui crimini contro centinaia di migliaia di italiani, tedeschi, ungheresi, e di varie nazionalità jugoslave, sono stati definitivamente acclarati e condannati”.

– L’onorificenza era stata concessa al maresciallo Tito nel 1969 dall’allora presidente della repubblica Giuseppe Saragat.- (ndr)

Il procedimento per revocare le onorificenze esiste, ed è previsto dalla Legge n. 178 del 1951 che, all’articolo 5, precisa: «Salve le disposizioni della legge penale incorre nella perdita dell’onorificenza l’insignito che se ne renda indegno. La revoca è pronunciata con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta motivata del Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio dell’Ordine». Ed è stato lo stesso Staffan De Mistura, sottosegretario agli Esteri di origini dalmate, ad assicurare l’impegno del Governo, intervenendo a Palazzo Madama pochi giorni fa, a seguito dell’interpellanza urgente di una sessantina di senatori. “La stessa misura deve riguardare ora anche il Maresciallo Tito”,spiega il presidente Lacota, che già due anni fa aveva trattato la questione polemizzando con il Quirinale. “Non è accettabile, non può esserlo per nessun motivo, che lo Stato onori contemporaneamente le vittime di una bestiale pulizia etnica, come quella subita dai giuliano-dalmati, ed il persecutore che la mise in pratica: un simile atteggiamento tradisce la moralità dello Stato”. Il Presidente dell’Unione degli Istriani chiederà un incontro con il sottosegretario Staffan De Mistura, affinché “non si debba trascorrere un altro 10 Febbraio, Giorno del Ricordo, con ancora in piedi una simile, disumana situazione”.

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Un commento

  1. cosimo massafra ( ferrara )

    L’ONORIFICENZA CONCESSA A TITO HA OFFESO ED OFFENDE ANCORA LE VITTIME ISTRIANE , PER TROPPI ANNI LA MAGGIOR PARTE DEGLI ITALIANI NON HA VOLUTO VEDERE ED HA IGNORATO LE CRIMINALI MALEFATTE TITINE , IN QUESTO NON SIAMO STATI DIVERSI DA TANTI TEDESCHI CHE PUR NON SPORCANDOSI LE MANI HANNO RIVOLTO IL LORO SGUARDO ALTROVE MENTRE IL LORO CAPO STERMINAVA MIGLIONI DI INNOCENTI . L’ITALIA DI TOGLIATTI , SARAGAT E NAPOLITANO ( GIà BEN ATTIVO E SVEZZATO ) HA FATTO ANCHE PEGGIO , OLTRE ALL’ONORIFICENZA A TITO HA APPROVATO E DIFESO L’OPERATO DEI COMUNISTI RUSSI IN POLONIA , UNGHERIA , MURO DI BERLINO ; INOLTRE SPERO NON SIA VERO , MA , SI DICE ABBIA CONCESSO LE PENSIONI ITALIANE AGLI STERMINATORI TITINI .
    E’ UNA PAGINA NERA DELLA DEMOCRAZIA ITALIANA , CON GRANDI RESPONSABILITA’ DI STORICI E DI GIORNALISTI ASSERVITI AL PADRONE DEL MOMENTO .

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