lunedì 30 Novembre, 2020 - 6:19:03

Novità codice della strada: gli scooter 125cc potranno circolare in autostrada

kymco_likeNovità nelle norme che regolano il Codice della strada: d’ora in poi anche gli scooter e i motocicli 124cc potranno circolare su tangenziali e autostrade, purché alla guida ci siano dei maggiorenni. La novità è stata introdotta nel testo della legge delega relativa alla riforma del codice sella strada, approvato quest’oggi in Commissione Trasporti della Camera.

Una normativa che porta l’Italia ad allinearsi al resto d’Europa, dove siffatto divieto non è mai esistito. Novità anche per le biciclette, grazie all’introduzione di un sistema di marchiatura volontaria del telaio che, in caso di furto, renderà più facile l’identificazione e il recupero del mezzo alle forze dell’ordine.

Grande la soddisfazione della comunità motociclistica, per l’approvazione delle proposte di emendamento suggerite da Confindustria ANCMA e relative alla sicurezza dei motociclisti e alla mobilità delle due ruote, all’interno del testo unificato della legge delega che riformerà il codice della strada.
Nella seduta della Commissione Trasporti della Camera, che si è svolta oggi pomeriggio, è stato votato e approvato il testo dopo un lavoro che è durato otto mesi e che ha permesso alla stessa Commissione di definire i criteri direttivi che il Governo dovrà tradurre in norme cogenti. Il documento potrà essere ancora modificato nel successivo passaggio al Senato, ma già oggi contiene lo scheletro del futuro codice stradale.
“L’approvazione del testo che contiene le richieste di Confindustria ANCMA è la testimonianza del dialogo costante e concreto che l’Associazione ha con gli organi deputati a legiferare” afferma Corrado Capelli, presidente di Confindustria ANCMA – “Lavoriamo quotidianamente sul fronte della sicurezza stradale considerandolo uno dei temi principali sui quali puntare e sul quale sensibilizzare il Governo e l’opinione pubblica. Anche all’interno della 72° edizione dell’Esposizione Mondiale del Motociclismo, dal 6 al 9 novembre a Milano, racconteremo gli sforzi del settore in questa direzione e lo stato delle infrastrutture in Italia”.
Nel testo approvato c’è l’attribuzione dello status di utenti vulnerabili anche agli utilizzatori di ciclomotori e motocicli, il riconoscimento rappresenta per il popolo delle due ruote una vera e propria rivoluzione copernicana. La legge delega stabilisce, inoltre, l’introduzione di disposizioni che migliorino la sicurezza della circolazione di biciclette, ciclomotori e motoveicoli, tra l’altro anche attraverso la limitazione della presenza a bordo strada di ostacoli fissi artificiali, come i supporti della segnaletica stradale e i guardrail.
Ancora sul tema delle strade, il Ministero dei Trasporti viene incaricato di predisporre linee guida destinate agli enti proprietari delle strade, che definiscano criteri di progettazione e costruzione di infrastrutture stradali sicure per gli utilizzatori di veicoli a due ruote. In proposito Confindustria ANCMA ribadisce di aver redatto, in collaborazione con il DISS (Dipartimento di Sicurezza Stradale) dell’Università di Parma, un vademecum utile a progettisti e tecnici per realizzare infrastrutture che limitino i rischi per i motociclisti. Si tratta di un vero e proprio compendio che affronta tutte le problematiche della circolazione stradale per chi viaggia su due ruote, offrendo soluzioni concrete per la riqualificazione e l’adeguamento infrastrutturale, in linea con gli standard comunitari. Sul versante della mobilità, il provvedimento accoglie una storica richiesta di ANCMA: consentire l’accesso di scooter e motocicli 125cc, se guidati da conducenti maggiorenni, su tangenziali ed autostrade. In questo modo il nostro Paese si allinea finalmente al resto d’Europa, dove questa limitazione non è mai esistita.Buone notizie anche per il mondo della bicicletta: oltre ad una serie di disposizioni volte ad incentivare la mobilità delle due ruote a pedale, viene introdotto un sistema di marchiatura volontaria del telaio, che renderà più semplice alla forze dell’ordine l’identificazione e il recupero delle biciclette rubate.
Infine viene introdotto il principio che le corsie riservate ai mezzi pubblici potranno in futuro essere percorse anche da biciclette e motocicli: anche questa misura è destinata ad accrescere la sicurezza degli utenti delle due ruote in quanto li separa dal traffico ordinario ed è stata mutuata dall’esperienza di altre città europee, come Londra.
“Il testo unificato di riforma del Codice della Strada può essere salutato con entusiasmo da quelli che, in più occasioni, ho definito utenti vulnerabili ovvero coloro che la percorrono su due ruote, perché per la prima volta li prende in considerazione come categoria, salvaguardandone diritti e peculiarità” – dichiara l’On. Vincenzo Garofalo, membro della Commissione – “Tra gli emendamenti approvati segna una svolta, che potremmo definire storica, quello che consente di percorrere l’autostrada anche ai mezzi di cilindrata 125. Un emendamento che ho presentato e fortemente sostenuto”.
“La sicurezza stradale in città è possibile anche per i pedoni e i ciclisti” – commenta l’On. Paolo Gandolfi, relatore del provvedimento – “Lo dimostrano molti casi già sviluppati in Europa. Per farlo occorrono più educazione, più controlli e una riforma profonda delle regole di comportamento e dei nuovi criteri di costruzione delle strade. Questa riforma del Codice della Strada, quando sarà approvata definitivamente, sarà uno straordinario cambiamento verso una realtà diversa, verso città più sicure. Un cambiamento possibile, basta volerlo.”

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