lunedì 30 Novembre, 2020 - 5:29:52

Nessun ripensamento dal Vescovo di Taranto: la Chiesa che esclude e non include. Sono un cristiano sconfitto…

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Bonifacio VIII o Celestino V? Ma si sa che la mia posizione è quella di Benedetto XVI. Ovvero di Celestino… Comunque… Da cristiano sono uno sconfitto.

Mi sarei aspettato che la decisione iniziale sarebbe stata più ragionata sia dal punto di vista etico che cattolico. Ma così non ha voluto il vescovo di TARANTO mons. Filippo Santoro nel celebrare una messa in suffragio di due uomini, ovvero di due persone, ovvero di due “anime”. Una motivazione ideologica non rende la Chiesa la Chiesa comunità di tutti.

Pierfranco-BruniQuesto mi dispiace non tanto per Mussolini e il cristiano cattolico praticante Giovanni Gentile. Mi dispiace per il mondo cattolico e per Papa Francesco che ebbe a dire: chi sono io per giudicare. Mons. Santoro ha giudicato.

Questa non è la Chiesa di papa Bergoglio? Ma ammesso che sia questa non può essere la Chiesa dei cristiani. Ovvero non è la Chiesa inclusiva.
Non è la Chiesa che pone al centro la Persona, la Misericordia, L’Umiltà. È la Chiesa che ha giudicato ingiustamente.
Non riesco a trovare una ragione realmente motivante nella decisione del Vescovo Santoro. Ha commesso un grave errore proprio perché ha diviso l’immaginario della pacificazione tra uomini, tra pensieri, tra etiche.

Non riesco a leggerla nella cifra storica dopo oltre Settant’anni dalla caduta del Fascismo e dall’uccisione di Mussolini e Gentile.

Da cristiano, che ha lavorato per una vita su San Paolo, San Giuseppe Moscati, San Giovanni Paolo II, Santa Teresa d’Avila, San Francesco di Paola, San Pio… , sono uno sconfitto e amareggiato che non trova alcuna uscita di sicurezza come ben diceva il cristiano senza chiesa Ignazio Silone…

La morale vive di etica e anche di teologia. Questo gesto del Vescovo non fa altro che sollevare una questione metafisica. Non entro nel merito del correttamente politico o meno come si usa dire da qualche tempo.
Mussolini e Gentile non sono persone per il Vescovo di Taranto e, quindi, non meritano dalla Chiesa Cattolica alcuna misericordia? Questa è la lettura. Ci sono persone che meritano una messa e altre no? In riferimento alla collocazione politica e storica?
Se fossi in Lei, Eccellenza, ripenserei al concetto ontologico di misericordia e ritornerei a rileggere con Lei Paolo e Agostino nella misericordia dell’umiltà, perché sono convinto che molti aspetti mi saranno sfuggiti e per me sarebbe un onore poter trovare il dettaglio per comprendere ciò che è accaduto.

Questo suo gesto, a mia lettura, separa, allontana, taglia. Non include.
Da Cristiano in Cristo non condivido la Sua posizione perché Lei si è schierato non sul piano religioso, ma meramente ideologico proprio in una temperie in cui le ideologie hanno smesso le loro toghe.
Lei ha condannato due Anime. Non sono state degne di ricevere un “sacramento”.
La reazione a livello nazionale è stata abbastanza vistosa e la Sua posizione rigida non fa altro che creare uno spaccato tra cristiani e cattolici ideologizzati.

La Chiesa che non accoglie applica una “religione” della distanza. Ma il fatto che più mi meraviglia è che la Messa non è stata richiesta da atei, da giacobini, da laicisti, da relativisti del nulla. È stata chiesta da uomini cattolici cristiani e credenti.
La Chiesa non ha fatto altro che allontanare i propri figli.

Il resto cade nel silenzio.
Ma credo che i veri cristiani dovrebbero riflettere sulla posizione del Vescovo di Taranto, che accoglie le istanze ideologiche contravvenendo a coloro che pongono al centro l’uomo, la fede, il Cristo.

Viviamo in una Chiesa senza Cristo? Eppure siamo nel contesto della Misericordia.

Pierfranco Bruni

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Notizie su Pierfranco Bruni

Pierfranco Bruni
E' nato in Calabria. Ha pubblicato libri di poesia (tra i quali "Via Carmelitani", "Viaggioisola", "Per non amarti più", "Fuoco di lune", "Canto di Requiem", "Ulisse è ripartito", "Ti amero' fino ad addormentarmi nel rosso del tuo meriggio"), racconti e romanzi (tra i quali vanno ricordati "L'ultima notte di un magistrato", "Paese del vento", "Claretta e Ben", "L'ultima primavera", "E dopo vennero i sogni", "Quando fioriscono i rovi", "Il mare e la conchiglia") La seconda fase ha tracciato importanti percorsi letterari come "La bicicletta di mio padre", "Asma' e Shadi", "Che il Dio del Sole sia con te", "La pietra d'Oriente ". Si è occupato del Novecento letterario italiano, europeo e mediterraneo. Dei suoi libri alcuni restano e continuano a raccontare. Altri sono diventati cronaca. Il mito è la chiave di lettura, secondo Pierfranco Bruni, che permette di sfogliare la margherita del tempo e della vita. Il suo saggio dal titolo “Mediterraneo. Percorsi di civiltà nella letteratura contemporanea” è una testimonianza emblematica del suo pensiero. È presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”. Ricopre incarichi istituzionali inerenti la promozione della cultura e della letteratura. Ha ricevuto diversi riconoscimenti come il Premio Alla Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri per ben tre volte. Candidato al Nobel per la Letteratura.

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