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25 aprile. Mio padre percorreva i sentieri del sole e oltre le piazze si continuava ad uccidere… di Pierfranco Bruni

bsen (303 x 300)Era il 25 aprile. Quell’anno le tempeste della storia avevano colpito il naufragio delle vite. Bisognava alzarsi.
Pavese scriverà che il nemico anche vinto, anche morto, anche defraudato dalla sua civiltà bisogna cercarlo per capire il perché.
Mio padre percorreva un sentiero di sole e di spine. Salò era tragedia. Ma tutto era tragedia. Gli italiani non si riconoscevano più. Le piazze occupate.
“Una mattina mi son svegliato o bella ciao o bella ciao o bella ciao una mattina mi son svegliato e ho trovato l’invasor…”. Quella mattina l’invasore età stato cacciato. Gli americani con il sorriso stridente, e non sapevano neppure loro perché, cantavano e distribuivano cioccolato e sigarette.
Sciuscià Roma città libera La pelle… Ma La casa in collina raccontava la storia della luna e i falò. Santa bruciata dai partigiani comunisti e lasciata cenere sotto la luna… Sì, ma questi sono altri viaggi nelle storie della Storia e nella vita di una generazione… No, non è così…
Allora, mio padre camminava lungo i sentieri del sole. Scarponi con le cinghia sugli stinchi, una giacca strisciata di fango, un berretto miliziano. Sotto la giacca chiusa fino all’ultimo bottone si intravedevano ritagli della camicia nera. Stanco ma sapeva di aver avuto una dignità e di non essersi mai venduto l’anima.
C’era tanta paura. Nelle campagne si udivano ancora gli spari. Aveva lasciato il lago e senza bussole camminava percorrendo i sentieri. Erano scappati ancora di più verso il Nord. Mio padre cercava le vie per il Sud, per ritornare a casa. Non fuggiva. Non cercava di scappare. Cercava, invece, il ritorno.
Nelle piazze si faceva festa. Poi poi venne il “motto” che diceva: uccidere un fascista non è reato.
Mio padre non si è mai rinnegato e non ha mai rinnegato. Ma bisognava liberare l’Italia. L’Italia bisogna liberarla. Prima la si doveva difendere. Prima era la Primavera di bellezza. Poi vennero i tedeschi con la loro storia drammatica di ariani puri. E dopo i triangoli della morte che sono stati secretati. Ma la storia non è solo verità. È anche finzione e fantasia quando non nasconde la bugia.
Intanto mio padre percorreva con pazienza i sentieri del sole.
Era il 25 aprile.
Qualche giorno dopo Mussolini in fuga e Claretta l’amante da uccidere. Il re era scappato già anni prima.   L’Italia era libera.
La storia quando non si si ripete si allegorizza. E quando diventa nulla è pur sempre una farsa che racconta anche il destino dei vinti. Sono anni ormai che si riavvolgono.
Cosa è accaduto dopo il 25 aprile? Inesorabilmente e inevitabilmente si assiste al massacro di Piazzale Loreto. Milano. Appesi con la testa in giù. Claretta si mostrava con la sua nudita’ con una gonna tra gli spacchi che mostravano ancora la bellezza del suo corpo.
Pound recita la verità.
Oggi è un sacrilegio ricordare ciò? Ma la storia non è verità?
Negli ultimi suoi giorni di vita mio padre, dopo la pubblicazione del mio romanzo “Passione e morte. Claretta e Ben”, mi ha raccontato il suo viaggio lungo il sentiero del sole e mi ha detto: “La mia è stata una generazione che ha tentato o si è illusa di dare un senso alla Patria. Il tuo romanzo è  una passione nella tragedia. Bisognerebbe ora raccontare la tragedia nella passione per dare un orizzonte a questa generazione di ragazzi che sono partiti in nome di un valore e che sono stati traditi in nome di una ideologia. Il 25 aprile l’Italia era allo sbando. Avevamo Stati stranieri nelle nostre piazze. Ci hanno liberato da cosa? Eravamo stati tutti sconfitti e traditi. Dal Re, dai Tedeschi, dal Regime. Tutto si era consumato già nel luglio del 1943. Quello che è accaduto dopo è ancora tutto da inventare e reinventare. È vero. Le piazze urlavano inneggiando ad in’Italia libera.. Siamo stati liberati. La storia recita sempre… Ma io resto un reduce di una guerra persa e di valori decadenti e decaduti…”.
Poi smise di parlare e mi disse soltanto che mi avrebbe raccontato la sua storia se il tempo gli avesse dato lo spazio  per raccontarla e se fosse stato giusto ottenere ancora un frammento di spazio…
25 aprile. Le donne nelle piazze. Gli americani cioccolata e sigarette. Libertà e un Paese libero. Tedeschi in fuga. I resti dei repubblichini dispersi… È bastato poco , per molti, strapparsi la camicia nera e indossare quella rossa…
Bandiera Rossa che trionferà… Bianco Fiore e bandiera con scudo dopo il Popolare partito… È proprio vero che la storia non può avere parentesi… Ma è il 25 aprile…
Mio padre non c’e più e i suoi ricordi sono diventati storia. In un cassetto di casa ho ritrovato i suoi quaderni di avanguardista… Sì, questo è un altro tempo di un’altra storia.
25 aprile. Era gioia nelle piazze. Ma oltre le città si continuava a sparare ad uccidere…Era il 25 aprile. Quell’anno le tempeste della storia avevano colpito il naufragio delle vite. Bisognava alzarsi.
Pavese scriverà che il nemico anche vinto, anche morto, anche defraudato dalla sua civiltà bisogna cercarlo per capire il perché.
Mio padre percorreva un sentiero di sole e di spine. Salò era tragedia. Ma tutto era tragedia. Gli italiani non si riconoscevano più. Le piazze occupate.
“Una mattina mi son svegliato o bella ciao o bella ciao o bella ciao una mattina mi son svegliato e ho trovato l’invasor…”. Quella mattina l’invasore età stato cacciato. Gli americani con il sorriso stridente, e non sapevano neppure loro perché, cantavano e distribuivano cioccolato e sigarette.
Sciuscià Roma città libera La pelle… Ma La casa in collina raccontava la storia della luna e i falò. Santa bruciata dai partigiani comunisti e lasciata cenere sotto la luna… Sì, ma questi sono altri viaggi nelle storie della Storia e nella vita di una generazione… No, non è così…
Allora, mio padre camminava lungo i sentieri del sole. Scarponi con le cinghia sugli stinchi, una giacca strisciata di fango, un berretto miliziano. Sotto la giacca chiusa fino all’ultimo bottone si intravedevano ritagli della camicia nera. Stanco ma sapeva di aver avuto una dignità e di non essersi mai venduto l’anima.
C’era tanta paura. Nelle campagne si udivano ancora gli spari. Aveva lasciato il lago e senza bussole camminava percorrendo i sentieri. Erano scappati ancora di più verso il Nord. Mio padre cercava le vie per il Sud, per ritornare a casa. Non fuggiva. Non cercava di scappare. Cercava, invece, il ritorno.
Nelle piazze si faceva festa. Poi poi venne il “motto” che diceva: uccidere un fascista non è reato.
Mio padre non si è mai rinnegato e non ha mai rinnegato. Ma bisognava liberare l’Italia. L’Italia bisogna liberarla. Prima la si doveva difendere. Prima era la Primavera di bellezza. Poi vennero i tedeschi con la loro storia drammatica di ariani puri. E dopo i triangoli della morte che sono stati secretati. Ma la storia non è solo verità. È anche finzione e fantasia quando non nasconde la bugia.
Intanto mio padre percorreva con pazienza i sentieri del sole.
Era il 25 aprile.
Qualche giorno dopo Mussolini in fuga e Claretta l’amante da uccidere. Il re era scappato già anni prima.   L’Italia era libera.
La storia quando non si si ripete si allegorizza. E quando diventa nulla è pur sempre una farsa che racconta anche il destino dei vinti. Sono anni ormai che si riavvolgono.
Cosa è accaduto dopo il 25 aprile? Inesorabilmente e inevitabilmente si assiste al massacro di Piazzale Loreto. Milano. Appesi con la testa in giù. Claretta si mostrava con la sua nudita’ con una gonna tra gli spacchi che mostravano ancora la bellezza del suo corpo.
Pound recita la verità.
Oggi è un sacrilegio ricordare ciò? Ma la storia non è verità?
Negli ultimi suoi giorni di vita mio padre, dopo la pubblicazione del mio romanzo “Passione e morte. Claretta e Ben”, mi ha raccontato il suo viaggio lungo il sentiero del sole e mi ha detto: “La mia è stata una generazione che ha tentato o si è illusa di dare un senso alla Patria. Il tuo romanzo è  una passione nella tragedia. Bisognerebbe ora raccontare la tragedia nella passione per dare un orizzonte a questa generazione di ragazzi che sono partiti in nome di un valore e che sono stati traditi in nome di una ideologia. Il 25 aprile l’Italia era allo sbando. Avevamo Stati stranieri nelle nostre piazze. Ci hanno liberato da cosa? Eravamo stati tutti sconfitti e traditi. Dal Re, dai Tedeschi, dal Regime. Tutto si era consumato già nel luglio del 1943. Quello che è accaduto dopo è ancora tutto da inventare e reinventare. È vero. Le piazze urlavano inneggiando ad in’Italia libera.. Siamo stati liberati. La storia recita sempre… Ma io resto un reduce di una guerra persa e di valori decadenti e decaduti…”.
Poi smise di parlare e mi disse soltanto che mi avrebbe raccontato la sua storia se il tempo gli avesse dato lo spazio  per raccontarla e se fosse stato giusto ottenere ancora un frammento di spazio…
25 aprile. Le donne nelle piazze. Gli americani cioccolata e sigarette. Libertà e un Paese libero. Tedeschi in fuga. I resti dei repubblichini dispersi… È bastato poco , per molti, strapparsi la camicia nera e indossare quella rossa…
Bandiera Rossa che trionferà… Bianco Fiore e bandiera con scudo dopo il Popolare partito… È proprio vero che la storia non può avere parentesi… Ma è il 25 aprile…
Mio padre non c’e più e i suoi ricordi sono diventati storia. In un cassetto di casa ho ritrovato i suoi quaderni di avanguardista… Sì, questo è un altro tempo di un’altra storia.
25 aprile. Era gioia nelle piazze. Ma oltre le città si continuava a sparare ad uccidere…

 

Pierfranco Bruni

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La Voce di Maruggio nasce nel 2010 come supplemento de La Voce di Manduria, dal 17 luglio 2012 diventa testata giornalistica grazie ai propri investitori che credono in questo progetto. Giornale free press La Voce di Maruggio, tratta la cronaca, la politica e cultura e sport principalmente della Città di Maruggio.

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