martedì 17 Settembre, 2019 - 2:22:23
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A Taranto le “raccomandazioni” per una nuova Europa. Il successo del convegno “Rebranding Europe” della Loggia “Europa”

Già solo una sala dell’Hotel “Delfino” di Taranto affollatissima, nonostante un pomeriggio piovoso, dovrebbe decretare l’esito positivo del convegno “Rebranding Europe: comunicare ai cittadini europei i vantaggi e le opportunità di una Europa Unita nelle difficoltà della vita quotidiana”.

Il vero successo della manifestazione, organizzata (sabato 4 maggio) dalla Loggia “Europa” n. 1444 all’Oriente di Taranto del Grande Oriente d’Italia, è stato essere riuscita a fornire, grazie al contributo di tre relatori di assoluto livello, una informazione chiara sul rapporto tra il nostro Paese e l’Unione Europea.

Aprendo i lavori, infatti, l’avvocato Gianluca Galluzzo, Maestro Venerabile della Loggia “Europa”, ha spiegato che «a causa di un grave deficit di comunicazione, il rapporto del nostro Paese con l’Unione Europea è stato falsato da disinformazione e pregiudizi, tanto da arrivare a mettere in discussione la nostra permanenza. Come Loggia Europa abbiamo organizzato questo convegno per portare alla comunità un contributo di informazione chiara e veritiera».

I lavori, moderati dal giornalista Marco Amatimaggio, sono iniziati con la relazione di Stavros Papagianneas, direttore della StP Comunications, autore del libro “Rebranding Europe” che, pubblicato nel marzo del 2017, ha dato il titolo al convegno.

Forte di un’esperienza ventennale nelle comunicazioni EU, avendo ricoperto diverse posizioni come responsabile della comunicazione presso la Commissione europea e addetto stampa e portavoce presso varie missioni diplomatiche a Bruxelles, Stavros Papagianneas ha analizzato i motivi che hanno portato a un gap comunicazionale tra l’Unione Europea e i suoi cittadini, fornendo anche le “raccomandazioni” per operare in futuro un cambiamento.

A Taranto Stavros Papagianneas ha esaminato anche i pericoli che, in questo periodo storico, sta causando la distanza dell’Unione Europa dai suoi cittadini, una situazione facilmente strumentalizzabile da separatisti, come accaduto nel Regno Unito con la Brexit.

Nella sua personale “ricetta” per il futuro Stavros Papagianneas ha enfatizzato il ruolo della cultura e dell’istruzione nella formazione di una comune identità europea, processo che deve essere adeguatamente supportato dalla UE, mentre nella comunicazione ha auspicato un sinergico rapporto osmotico tra la UE e i paesi membri, in particolare mediante una loro responsabilizzazione che, attraverso un nuovo ruolo attivo, li veda “farsi interpreti” dei messaggi generati a Bruxelles nei confronti dei loro cittadini.

In seguito è intervenuto l’ingegnere Domenico Laforgia, professore ordinario di Sistemi per l’Energia e l’Ambiente dell’Università del Salento e direttore del Dipartimento Sviluppo Economico, Innovazione, Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Puglia.

Nel suo intervento ha innanzitutto sfatato alcuni “falsi miti”, in particolare quello sullo scarso utilizzo dei fondi europei da parte della Regione Puglia, settore che, per quanto riguarda il suo Dipartimento, la vede invece tra le eccellenze assolute a livello continentale, risorse che permettono alla Puglia di operare quegli investimenti che invece lo Stato italiano non ha mai operato.

Domenico Laforgia ha poi analizzato i numerosi vantaggi conseguiti dai cittadini grazie all’Unione Europea, a partire da 70 anni senza conflitti, un periodo di pace sconosciuto nel vecchio continente, o la libera circolazione delle persone e delle merci.

La sua analisi si è poi spostata sui problemi che attraversa in questo periodo la UE, derivati da scelte passate poco felici, come il suo allargamento ad est, o l’assenza di una lingua comune europea – «finalmente oggi abbiamo imparato l’inglese, ma con la brexit gli inglesi escono dall’Europa…» – o una istruzione ancora diversificata con lo stesso titolo di studio non riconosciuto in tutti i paesi UE.

Il professore Domenico Laforgia, già rettore dell’Università del Salento, ha poi auspicato che la UE riesca a “prendere il meglio da ciascuno Stato membro verificandone la sostenibilità”, per raggiungere una Europa veramente unita in tema di Stato federale, politica interna, unica lingua, politica estera, diritti, giustizia, istruzione, formazione, università, welfare, politica energetica e ambientale.

Domenico Laforgia ha chiuso il suo intervento sottolineando – tra gli applausi – come il nostro Paese sia sotto attacco da parte del virus della “ignoranza funzionale”, con troppi cittadini che non dispongono di mezzi culturali sufficienti anche solo per interpretare un testo, ma soprattutto deve contrastare la “ignoranza attiva” di persone non adeguate che, per l’assenza di meritocrazia, oggi occupano “posti chiave” del Paese danneggiandone le istituzioni: «È una decadenza che può essere fermata puntando su valori irrinunciabili: pace e libertà”.

Nel suo intervento anche il dottor il dottor Michele Carriero, dottore commercialista e consulente aziendale, professionista esperto in finanziamenti europei, ha sfatato un falso mito, quello della difficoltà per le aziende nell’accedere ai finanziamenti europei.

Michele Carriero ha esordito sottolineando come, solo in questo periodo, le imprese pugliesi possono partecipare a 25 bandi europei che mettono a disposizione complessivamente sette miliardi di euro; la Regione Puglia è una delle più avanzate nella promozione di queste opportunità, avendo creato piattaforme online che forniscono una informazione chiara e precisa.

Sul territorio le imprese possono ottenere idonee consulenze, da professionisti e società specializzate, nonché una adeguata assistenza nella redazione dei progetti perché «la chiave del successo – ha detto Michele Carriero – in questo settore è impostare, laddove possibile, il progetto in modo che sia perfettamente “allineato” ai requisiti del bando».

«L’accesso ai fondi europei – ha concluso Michele Carriero – è una opportunità importante che le imprese devono poter e saper cogliere per potersi innovare e affrontare con successo la globalizzazione dei mercati».

Il convegno ha poi visto svilupparsi un interessante dibattito con il pubblico che, nelle sue domande, ha chiesto a più riprese ai relatori perché nel nostro Paese le loro “semplici” raccomandazioni non si riescano a realizzare…

Al riguardo il giornalista Marco Amatimaggio, concludendo i lavori, ha citato Winston Churchill che affermava “Il politico diventa uomo di stato quando inizia a pensare alle prossime generazioni e non alle prossime elezioni”, per poi chiedere a sé stesso e ai presenti: «quanti statisti vedete oggi nei telegiornali?»

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