martedì 30 Novembre, 2021 - 6:37:12

Albanesi e Armeni. Due culture che hanno conosciuto il mondo musulmano. Da Alvaro ad un Medioevo dalle eredità mediterranee

Cattura

Armeni e Albanesi sono nel paesaggio – passaggio del mondo musulmano. Gli Armeni nella civiltà tra storia e difesa del Cristianesimo. Uno scavo che permette di indagare in tutti i territori che hanno avuto rapporti sia con il mondo arabo e islamico sia puramente Ottomano sia ortodosso e bizantino (Cfr. http://pierfrancobruni.weebly.com/ethnoifabula-2014.html).

Il Genocidio degli Armeni è la prima tragedia storia del nostro tempo moderno.

Anche la Calabria, realtà che ha avuto contatti scontri, confronti e tolleranze con tutto il Mediterraneo, il mondo balcanico e le aree geografie asiatiche, si trova, proprio in una lettura antropologica che chiama in causa i punti nodali delle etnie (tra i grecanici, gli arbereshe e gli occitani) avverti, per i suoi radicamenti, di doversi necessariamente confrontare con approfondimenti sulla presenza armena non solo dal punto di vista storico, ma anche guardando con attenzione alla letteratura.

Per non dimenticare il Genocidio degli Armeni bisogna rileggere il mondo provenzale raccontato da Alvaro e gli Armeni in Calabria. La favola Armena ha molte affinità con quella albanese.

Di questo ho palato già Festival delle minoranze culturali ed etnolinguistiche di Napoli del 2014 dedicato alla Fabula,ovvero Ethnoi/Fabula. Storia e racconti del mondo.

La Calabria, la Puglia, la Basilicata e la Campania restano al centro di una visione geopolitica sul piano storico, ma costituiscono una lettura antropologica della cultura armena.

Penso alla Calabria. C’è stato un rapporto ben consistente tra il popolo armeno e quello calabrese. Già a cominciare dal tempo in cui dominò Giustiniano sino al VII secolo. Una delle caratteristiche fondamentali è il rapporto costante tra la Calabria e il Mediterraneo all’interno di una contestualizzazione dei legami con il mondo arabo.

Fu proprio il mondo arabo a consolidare un raccordo tra la Calabria, ma non solo in Calabria, e la storia degli Armeni. Tanto che in provincia di Reggio Calabria, nel territorio di Ferruzzano vi è stato l’insediamento di un nucleo armeno con una comunità che diede il nome a Rocca degli Armeni.

Una cittadina ormai diruta, la cui esistenza è da stabilirsi tra l’Ottavo e il Nono secolo, ma che ha preso il “nome” di Buzzone.

Furono gli Arabi, e la loro islamizzazione, a creare dei seri problemi tanto che si verificò una vera e propria diaspora. Successivamente la Calabria ospitò altri Armeni giunti con Niceforo Foca il Vecchio.

Comunque c’è tutta una cultura, anche orale, che rimanda ad un legame tra la tradizione Italo – Albanese, quella musulmana e quella armena, in uno stretto collegamento con l’identità greca e grecanica che passa anche attraverso le radici formative di Dante, Boezio e San Paolo prima.

Cattura02Albanesi e Armeni costituiscono una lettura di un intreccio anche letterario tra il Mediterraneo e il mondo balcanico – asiatico sino a toccare le culture stilnovistiche.

Il Genocidio degli Armeni (1915 – 1916). La tragedia di un popolo si rivela nel raccontare una storia attraverso valenze che sono antropologiche. Nella sua complessità storica l’Itinerario italiano attraversato da Corrado Alvaro costituisce un legame tra le varie diversità nell’identità italiana.

La favola e la poesia sia nel mondo albanese che in quello armeno sono elementi che permettono non solo di ricostruire una identità ma di comprendere il senso di una appartenenza.

La visione resta quella mediterranea e non si tratta di dare una valenza altra al “c’era una volta…”, ma come addirittura questo incipit costituisce ancora oggi un modello di comprensione tra una eredità e una reale appartenenza.

Proprio in Calabria questi elementi si integrano sia per una prospettiva geografica sia per una influenza tra l’intreccio dei mari sia per una tradizione che è araba ed adriatica, ma è cristiana, musulmana, ebraica.

Gli Armeni hanno fatto della loro letteratura non una storia soltanto ma una valenza antropologica al cui centro c’è la dimensione umana del cristianesimo. La Calabria non è solo una geografia, ma si porta dentro l’anima dei popoli che la hanno abitata e tra questi gli Armeni.

Gli Armeni sono una civiltà non solo in una cultura da considerarsi etnica, ma sono una civiltà nella letteratura di una cultura profondamente radicata nel valore dell’umanesimo. Senza una forte consapevolezza mediterranea non sarebbe possibile comprendere la favola e la leggenda nel racconto degli Albanesi e degli Armeni. Alvaro è un viaggiatore che ha legato le culture delle Provenze. Il mondo illirico albanese e la cristianità armena si pone come questione anche letteraria. La letteratura non divide. Lega le due civiltà tra storia e poesia.

Pierfranco Bruni

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Notizie su Pierfranco Bruni

E' nato in Calabria. Ha pubblicato libri di poesia (tra i quali "Via Carmelitani", "Viaggioisola", "Per non amarti più", "Fuoco di lune", "Canto di Requiem", "Ulisse è ripartito", "Ti amero' fino ad addormentarmi nel rosso del tuo meriggio"), racconti e romanzi (tra i quali vanno ricordati "L'ultima notte di un magistrato", "Paese del vento", "Claretta e Ben", "L'ultima primavera", "E dopo vennero i sogni", "Quando fioriscono i rovi", "Il mare e la conchiglia") La seconda fase ha tracciato importanti percorsi letterari come "La bicicletta di mio padre", "Asma' e Shadi", "Che il Dio del Sole sia con te", "La pietra d'Oriente ". Si è occupato del Novecento letterario italiano, europeo e mediterraneo. Dei suoi libri alcuni restano e continuano a raccontare. Altri sono diventati cronaca. Il mito è la chiave di lettura, secondo Pierfranco Bruni, che permette di sfogliare la margherita del tempo e della vita. Il suo saggio dal titolo “Mediterraneo. Percorsi di civiltà nella letteratura contemporanea” è una testimonianza emblematica del suo pensiero. È presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”. Ricopre incarichi istituzionali inerenti la promozione della cultura e della letteratura. Ha ricevuto diversi riconoscimenti come il Premio Alla Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri per ben tre volte. Candidato al Nobel per la Letteratura.

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