venerdì 23 Ottobre, 2020 - 8:06:58

Alla corte di Luigi XIV (nel XXI secolo)

…Trattasi dell’individuo che non si può definire stronzo. Uno, se è stronzo, lo è a tempo pieno. Essere stronzi è una missione, non si può mica scegliere con chi esserlo e con chi no.
Possiamo piuttosto definirlo un disturbo bipolare, metà anguilla, metà galletto sulla monnezza.

Onde disarmare il cannone a volgarità, eviteremo di usare termini che hanno a che fare con la lingua e le terga. Parleremo piuttosto di cortigiani di Luigi XIV. Anche se non siamo a Versailles. Anche se siamo nel XXI secolo.
La moda cambia, le parrucche vanno, i modi restano. Restano nella sostanza, variando giusto un po’ le fome. Si passa da que vous êtes manignifique, monsieur, que vous êtes grand, monsieur, quelle jolie caca vous avez fait aujourd’hui, monsieur aCerto, mi occupo di tutto io con gioia e giubilo”. E tutto va sempre bene, è un paradiso, un’isola felice in cui gli intoppi non esistono e ogni compito è portato a termine in una sorta di orgasmo intellettuale collettivo.

Solo che sticazzi. Perché qui non si vive nel mondo dei Mini Pony e nemmeno in quello degli Orsetti del Cuore. Semmai in quello degli Orsetti del Male. E i problemi esistono eccome.
Qual è l’atteggiamento tipico del cortigiano di fronte ai problemi? Si lamenta, una volta che il superiore è fuori portata uditiva e si può il tappeto che copre le cacchine. E poi? Si lamenta. Va bene, ma dopo? Si lamenta ancora. Sia mai che la corrente d’aria generata dalle lamentele faccia muovere la situazione.
Solo che no, non si puote andare avanti così. A un certo punto corrispondente al picco delle lamentele,  capita che ci sia un reparto di specialisti nel campo che decidono di darci un campo. Sono quelli che tolgono il tappeto, lo infilano in lavatrice e ramazzano le cacchine. La versione umana degli scarabei stercorari, ma senza la scatofilia.

Come reagisce il cortigiano di fronte all’azione degli scarabei stercorari? Di solito si schifa. O si lamenta, sempre quando i capi non sono in loco. “Ah, ma io non avrei fatto così”, “Hai fatto la cosa giusta, ma che modi bruschi!”, “Beh, ma c’era tutto il tempo!”.

Deve essere dura la vita del cortigiano di Luigi XIV. Nel mentre il nostro amico sta meditando se smettere la sua livrea lucente da scarabeo per ordinare parrucca e gonnellona, smettere di farsi la doccia in favore di ingenti dosi di profumo e imparare a salutare dal maestro di balletti di corte. Forse sarebbe più apprezzata.

Tratto da: Questo dunque… è un romanzetto!

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