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Alta formazione, nuove tecnologie e servizi: così l’Oncologia del “Fazzi” guarda al futuro

Alta formazione, tecnologie d’avanguardia e nuovi servizi: l’Oncologia di Lecce viaggia verso il futuro a tappe forzate.
La formazione di qualità è uno dei punti qualificanti dell’iniziativa della dr.ssa Silvana Leo, impegnata dalla fine dello scorso anno nella direzione dell’Oncologia medica del Polo Oncologico e, dall’avvio della Rete Oncologica Pugliese, coordinatrice del Centro di Orientamento Oncologico (COrO) di Lecce. Diversi gli appuntamenti già in agenda. Il primo, venerdì 27 settembre, ha avuto  un impatto – anche visivo – molto forte. Nel piazzale del “Giovanni Paolo II”, infatti, ha sostato un truck da 30 tonnellate, largo 6,5 metri e lungo 16: una vera e propria maxi-aula di formazione mobile, ad elevato contenuto tecnologico, che viaggia per l’Italia. L’iniziativa di formazione interattiva è denominata X-Evolution ed è rivolta ai medici, i quali potranno usufruire di una didattica di tipo esperienziale basata sul metodo di apprendimento Cell-Explorer. Nel “pacchetto” proposto ci sono quattro filoni principali: affrontare il tema del tumore alla prostata, uno dei cinque percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali (PDTA) che saranno varati a breve dalla Regione Puglia; favorire la continuità delle cure attraverso un approccio multidisciplinare tra specialisti (oncologi, urologi e radioterapisti); individuare la corretta strategia terapeutica tenendo conto della qualità di vita del paziente; sottolineare l’importanza della comunicazione medico/paziente.

Dottoressa Silvana Leo

Per il 12 ottobre, invece, l’evento formativo sarà orientato sul carcinoma del colon retto. In questo caso (all’Hotel Tiziano di Lecce) la novità riguarda l’utilizzo del programma del paziente-avatar, un ambiente virtuale interattivo su cui l’équipe multidisciplinare potrà studiare, valutare e applicare la decisione terapeutica medica o chirurgica più adeguata. Un’innovazione nel campo dell’oncologia personalizzata, con la possibilità di valutare i diversi percorsi terapeutici prima di applicarli concretamente al paziente, passando così dal virtuale al reale con un guadagno in termini di sicurezza, precisione ed efficacia.
Nello stesso mese di ottobre, il 21 nelle aule del Polo Didattico ASL Lecce, il focus riguarderà il cancro del polmone. Nuova tappa il 19 dicembre, con una giornata dedicata ancora al tumore del colon retto, questa volta con l’attenzione puntata anche sui benefici della Dieta Mediterranea, perché – ricorda la dr.ssa Leo – “una buona prevenzione comincia a tavola”.

«Denominatore comune di tutti gli eventi formativi – sottolinea Leo – è l’approccio multidisciplinare alla patologia oncologica. E’ una strategia clinica ma anche un metodo di lavoro, perché in oncologia è particolarmente importante agire in team, ad esempio con i gruppi interdisciplinari di patologia (GIP) che si riuniscono ogni settimana e sono garanzia di appropriatezza delle cure».
Dalla metà di ottobre, poi, l’Oncologia leccese si arricchirà di un nuovo servizio: l’ambulatorio delle terapie antitumorali per via orale. I pazienti oncologici che assumono terapie orali, chemioterapia o targeted therapy, ossia la somministrazione di farmaci che “aggrediscono” in modo specifico un “bersaglio” presente soltanto nelle cellule tumorali, avranno a disposizione un ambiente dedicato in orario pomeridiano. In ambulatorio saranno presenti un’infermiera e volontari dell’associazione “La chiave d’argento”, anche per fornire semplici informazioni ad utenti e familiari. «Vogliamo valorizzare – spiega la dr.ssa Leo – la preziosa presenza del volontariato al fianco del nostro personale sanitario in modo da migliorare i servizi, anche perché tutto si svolge in collaborazione con persone che sono parte integrante dell’associazione e sono essi stessi pazienti o ex pazienti. Dal punto di vista logistico il nuovo ambulatorio, la prima esperienza del genere in Puglia, ha anche l’obiettivo di separare tale attività da quella del day service, dove di mattina vengono somministrate terapie endovenose. Così – conclude la direttrice dell’Oncologia – eviteremo l’affollamento degli spazi, rendendo più vivibili gli ambienti e offrendo un servizio dedicato e senz’altro migliore ai pazienti».

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