martedì 24 Novembre, 2020 - 15:30:23

Annibale e Svevo rapiti nella Casa del Parco

“Una breccia nel muro, uno strappo al cuore: Annibale e Svevo sono stati sottratti alla loro casa, alla nostra Casa del Parco”.

annibale e  svevo
Annibale è un amabile asinello martinese e Svevo è un fiero cavallo murgese.
Sono due ospiti speciali delle Riserve regionali orientate del Litorale Tarantino Orientale, il Parco naturale di Manduria, rubati da ignoti nel cuore della notte.
La loro scomparsa è stata comunicata dal direttore del parco, Alessandro Mariggiò, socio Touring, con un post dal profilo facebook della Riserva.
Nella notte tra il 13 e il 14 ottobre, ignoti si sono introdotti nella Casa del Parco presso la Masseria La Marina, in località San Pietro in Bevagna, sul litorale jonico nel territorio di Manduria. Hanno sfondando un muro perimetrale, un’area priva di videosorveglianza, portando via questi due bellissimi esemplari di razze autoctone, autentiche mascotte del Parco e non solo.
“Annibale e Svevo sono animali docili, amati “compagni di gioco” per tutti i bambini che frequentano il Parco, “amici sinceri” degli operatori  che vi lavorano. La loro presenza esprime la tipicità e la ricchezza di questo territorio ed è motivo per ricordare e raccontare la storia e la laboriosità delle nostre genti che, anche con il sudore di questi fedeli compagni di lavoro, ci hanno consegnato in eredità un paesaggio agrario unico, la genuinità di prodotti sani, l’immagine di un’antica alleanza che unisce uomini e animali – dichiara, con un nodo alla gola, Alessandro Mariggiò. Stanotte tutto questo è stato barbaramente portato via, calpestando valori, simboli e significati, mortificando l’impegno e il sacrificio di molti”.
I ladri hanno agito nella bieca convinzione di restare impuniti.
Indisturbati, hanno aperto un varco nel muro di cinta, devastato le stalle, legato gli animali, si sono spostati a piedi attraverso la macchia, caricando infine Annibale e Svevo su automezzi per trasportali così verso destinazioni sconosciute.
Oggi denunciare questo episodio è fondamentale e indispensabile.
Se da un lato si sollecitano le forze dell’ordine a intensificare i controlli, dall’altro lato la Direzione del Parco annuncia che intensificherà la programmazione di attività di educazione ambientale e progetti sulla legalità, di servizi di fruizione e valorizzazione turistica e culturale del territorio, per far conoscere, amare e rispettare maggiormente il grande patrimonio naturalistico che appartiene a tutti e a ciascuno. “Il Corpo Consolare della Puglia del Touring Club Italiano – ha dichiarato il viceconsole regionale Tci, Giuseppe Genghi, nel corso di una telefonata al direttore Mariggiò – non farà mancare tutta la sua attenzione e ogni supporto al Parco e alla sua comunità”.
Il gesto scellerato di questi ladri senza scrupoli non trova quindi terreno fertile nel Parco.
Le coscienze degli operatori e di quanti amano il Parco di Manduria non si lasciano scalfire dalla spietatezza di chi ha agito di notte, in danno di tutti.
Su costoro pesa già la tremenda condanna d’essere degli emarginati in una comunità che non si piega né si lascia intimorire da tanta folle prepotenza, né si lascia assuefare da quel senso di impotenza, di illegalità e di abbandono che sperano, inutilmente, di seminare.

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