mercoledì 17 Agosto, 2022 - 10:14:31

Bagliori d’infanzia

donna infanzia

L’ infanzia è una delle prime fasi della vita, di cui i ricordi restano per sempre dentro di noi e ci accompagnano durante il nostro percorso vitale.

Essere bimbo è cosi magico: puoi essere quello che vuoi ad esempio il tuo personaggio preferito dei cartoni animati, puoi avere i “superpoteri” , puoi vedere “speciali” anche le cose più piccole e puoi fare gli “occhietti dolci” ai grandi per ottenere facilmente ciò che desideri.

L’ infanzia è la fantasia che corre sull’ arcobaleno, come una barchetta che scivola sulle sue onde colorate simili a delle magiche montagne russe e acchiappa la felicità con un retino per le farfalle. Quando sei piccolo la vita sembra essere senza problemi, sensazionale, un sorriso costante…
Ma poi diventi grande e ti svegli la mattina di Natale senza più regali da scartare, l’amore diventa una sofferenza e non più una cosa semplice come quando a scuola ti arrivava il bigliettino su cui segnare il Si o No per iniziare una storia, e non ci sono macchine del tempo che possano riportarti nella stanzetta piena di giochi e di bene di chi ti ha cresciuto.

arcobaleno-bimbi

E’ vero anche che non tutti i bambini vivono un’infanzia felice, tipo quelli dei Paesi più poveri che al posto di un gioco hanno tra le mani un utensile per lavorare la terra. Un’ infanzia negata, che lascia il posto a un “divenire adulto” cosi presto e nega ogni diritto a queste creature. E poi ci sono i bimbi vittime di pedofilia, problema che diventa sempre più grave, pedine sottomesse a carnefici malati da cui non riescono purtroppo a divincolarsi.

Ma chi ha vissuto un’infanzia normale di certo la porta nel cuore.

L’infanzia vissuta dai nostri nonni è certamente diversa da quella vissuta dai nostri genitori e lo è ancor di più da quella vissuta da noi stessi. I nonni hanno lavorato sin da piccoli per contribuire al benessere familiare ma erano comunque bimbi felici; i nostri genitori sono a metà strada tra i primi citati e noi loro figli; e poi ci sono i figli di questi ultimi, generazione cresciuta in un “mondo nuovo” fatto di tecnologia, non più con bamboline o robot, ma videogiochi, playstation, cellulari e giochi da scaricare da un iPod.

I giochi più belli invece fatti dai nostri nonni (e anche da alcuni genitori) sono semplici ma divertenti, e spesso li si può ritrovare guardando delle vecchie fotografie. I giochi all’aperto, tra vicoli e cortili, hanno caratterizzato l’infanzia di molti ragazzi negli anni ’60-’70, quando era più sicuro e più facile giocare fuori, quando si conoscevano e si chiacchierava con i vicini, quando c’erano meno pirati della strada. giocofucile1Basti pensare, ad esempio, ai “fucili con le molle” per i maschietti, il “gioco del fazzoletto”, quello della “mosca cieca”ed ancora il “mentraponi”  il gioco preferito dai ragazzi. Si formano due gruppi: quello con i saltatori e l’altro, penalizzato, a fare da “cavallina”. Si sorteggia e si sceglie la squadra che si “mette sotta “. Il primo si appoggia al muro con la schiena e gli altri si appoggiano a lui a con la schiena inclinata . I saltatori devono saltare in groppa. Se il peso non viene sopportato il gioco si ripete. Se qualcuno dei saltatori cade o non riesce a rimanere in groppa, il gioco si inverte.

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giochitrottolaIl gioco del “curru” (trottola) che  consiste nel lancio a turno, dopo un sorteggio, di un “curru “  in un  cerchio che delimita il terreno di gioco. Si avvolge una cordicella intorno al “curro“ e lo si lancia trattenendo un capo della cordicella. Secondo l’esperienza del giocatore il “curru” gira veloce oppure sobbalza per fermarsi e cadere a terra per mancanza d’inerzia. Chi lancia dopo il primo deve cercare di far uscire dal cerchio il “curru” avversario conquistando punti e partite. A fine partita chi perde paga le penalità stabilite sempre prima di iniziare il gioco. Il rinomato “nascondino”, conosciuto da tutti; “Strega comanda color” e “1,2,3 stella!”. Poi un gioco imagesCAK0IEYJdi una semlpicità unica “li pitroddi”. Il gioco delle cinque pietre  un antico gioco di società praticato dai greci e dai romani.

Oggi invece c’è il “disincanto” del mondo infantile. Subito diventare GRANDI per stare al passo coi tempi, nei cartoni animati una semplice scena bella in quanto tale è cambiata in qualcosa di “elemento virtuale” come suggerisce la massa innovativa.
Finisce cosi presto l’età in cui si fanno le prime scoperte della vita e si inizia a dare ad essa quello che è il suo significato reale.

Per ritornare piccolini quando ci si fa vecchietti (demenza senile): omoni robusti, con rughe in viso e che camminano aiutandosi con un bastone, sono poi cosi “bimbi dentro” , fragili e teneri, bisognosi d’amore.

Un po’ tutti dovremmo conservare in noi il Peter Pan di quando eravamo bimbi, tenere dentro noi una parte di quell’ essenza meravigliosa… ci servirebbe ad affrontare i momenti più duri della vita in un modo diverso e visti da un’ altra ottica la soluzione sarebbe più vicina. Sorrideremmo più di noi stessi e più con gli altri, e la stessa vita potrebbe sembrarci più leggera, a dispetto del ritmo frenetico che la contraddistingue. Saremmo felici per le piccole cose, semplici non artefatte, non complicate, ma naturali… come il sole nel cielo, una farfalla che vola o una carezza da parte di chi ci vuole bene, non un sms di whatsapp.

Essere un bimbo è avere delle grandi ali per volare quanto più in alto possibile e raggiungere i sogni più belli. E noi tutti dovremmo apprendere di più dalla magia e dalla genuinità delle nostre piccole creature.

Valentina Saracino

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Notizie su Valentina Saracino

Valentina Saracino, classe 1986 vive nel piccolo paesino di Maruggio in provincia di Taranto. Ama il suo paese per il mare, per il calore della gente, la natura e perché non si possono non amare le proprie radici. Prossima alla laurea in lingue con qualche progetto per il futuro. Persona solare, estroversa quanto basta e molto sensibile Ama il mare, la fotografia, la musica e soprattutto scrivere. Non riesce a stare ferma, deve avere sempre qualcosa da fare. Collabora con La Voce di Maruggio dall' 08 marzo 2016 curando la rubrica "Emozioni".

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