lunedì 17 Gennaio, 2022 - 19:35:49

Cinque tartarughe decapitate sulla costa barese, forse riti pesca: Wwf Molfetta denuncia su Facebook

Cinque tartarughe decapitate sulla costa barese, forse riti pesca: Wwf Molfetta denuncia su Facebook

In Puglia è emergenza tartarughe. Come ha denunciato il Centro recupero tartarughe WWF di Molfetta (Bari) sono già cinque i casi di tartarughe marine Caretta caretta ritrovate decapitate, in pochi giorni sulle spiagge del litorale compreso tra Bari e Trani.

Le tartarughe Caretta caretta sono una specie protetta proprio perché a rischio estinzione e da anni il WWF lavora con tantissimi volontari per salvarle dalla plastica, difenderne i nidi, sensibilizzare le comunità di pescatori.

Il WWF ha chiesto alle forze di polizia il massimo impegno per individuare in tempi rapidi gli autori di questa mattanza. Chi è responsabile di questi crimini deve essere assicurato alla giustizia. Il WWF chiede, inoltre ai cittadini, di fornire informazioni utili alla cattura dei responsabili per fermare questa strage assurda, crudele e incomprensibile.

«L’escalation è preoccupante. Questa è una strage e i colpevoli la pagheranno cara», è il commento di Pasquale Salvemini che ha lanciato il grido di allarme. «Il cerchio dei sospettati si sta stringendo con l’intervento delle forze dell’ordine. Questi killer vanno fermati!», continua ancora il responsabile del centro recupero tartarughe marine di Molfetta che chiede maggiore collaborazione da chi ha visto qualcosa e può aiutare nell’individuazione dell’uccisione degli esemplari.

Interviene l’assessore all’Ambiente della Regione Puglia, Gianni Stea, che in una nota afferma: “Se fossero vere le voci che si tratterebbe di riti messi in atto da pescatori e legati a insopportabili e arcaiche superstizioni, sarebbe, se possibile, ancora più grave”. “La Regione – prosegue Stea – raccoglie la denuncia che arriva da Pasquale Salvemini, responsabile del Centro recupero tartarughe marine Wwf Molfetta”. Le Caretta caretta, rileva l’assessore, sono “una specie protetta e ad altissimo rischio estinzione, e ci troviamo davanti a reati penali”. Confidando “nell’operato di forze dell’ordine e magistratura”, l’assessore chiede “alla stragrande maggioranza dei pescatori che affrontano il mestiere con grande rispetto per l’ambiente” di “collaborare”.

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