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Debutto del ciclo performativo Liceinscena al De Sanctis Galilei.Diritti, passioni e rivendicazioni in scena grazie al Fondo Sociale Europeo

Nell’ambito delle azioni progettuali implementate grazie al Fondo Sociale Europeo, volte allo sviluppo delle competenze di cittadinanza globale, martedì 4 giugno, nella cornice del Teatro De Sanctis del Liceo “De Sanctis Galilei” di Manduria, ha avuto luogo la prima delle rappresentazioni studentesche legate al tradizionale ciclo performativo Liceinscena, giunto quest’anno alla sua terza edizione, grazie al sostegno ideativo e organizzativo del dirigente scolastico, prof.ssa Maria Maddalena Di Maglie.

Ad aprire le danze sono stati gli studenti e le studentesse del PON “Il futuro possibile”, relativo al modulo “Diritti umani” che, guidati dal docente esperto, prof. Giacomo Fronzi, e dalle docenti-tutor, prof.ssa Erika Bascià e prof.ssa Luana D’Aloja, hanno affascinato la platea di spettatori, offrendo uno spazio di riflessione intorno ad una pluralità di temi, che ha intrecciato “diritti, passioni e rivendicazioni” in un unico prodotto scenico, frutto del connubio tra arte drammatica e oratoria.

Il sipario si è aperto dando luce alla tematica della separazione amorosa, che ha trovato identificazione nella figura di Antigone, personaggio che dà nome alla celebre tragedia sofoclea, simbolo della lotta contro il potere, della ribellione romantica e solitaria contro il dominio ingiusto di un tiranno senza limiti, ma anche esempio di amore fraterno incondizionato. A seguire il pubblico è stato conquistato dall’emozionante lettura di un brano tratto dal romanzo “Più profondo del mare” di Melissa Fleming, capo delle comunicazioni per l’Alto Commissariato per le Nazioni Unite, che ha raccontato la storia di una profuga siriana, che ha perso il proprio amato compagno a seguito di un terribile naufragio nel Mediterraneo. Ha concluso, poi, l’iter drammatico la ripresa di alcune scene della “Medea”, nota tragedia di Euripide, incentrata su uno dei personaggi più controversi della mitologia greca, additata dalla tradizione come archetipo dell’irrazionalità femminile nei suoi aspetti più violenti e pericolosi: dall’offesa nel talamo prende le mosse la sua vendetta, che si esplicherà nel duplice omicidio dei suoi nemici e nell’infanticidio dei propri figli. Il congedo è stato, in ultimo, affidato alla lettura dei trenta articoli della “Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino”, testo che ha accompagnato lo studio e l’approfondimento dell’intero percorso progettuale.

Virginia Zappimbulso

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