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Discariche a cielo aperto. I sindaci si ribellano

Immagine di repertorio
TARANTO – Duecento mila euro all’anno. E’ la media del costo che le amministrazioni comunali (per i territori più vasti la somma quasi si raddoppia) sostengono per ripulire campagne, cigli stradali e periferie dai rifiuti abbandonati.
Quello delle discariche abusive è un fenomeno che da sempre attanaglia i Comuni.
“Un fenomeno che è difficile da debellare” osservano i sindaci. Unico strumento valido resta il controllo del territorio.
Controllo che a più voci tornano a chiedere alla luce dell’operazione che ieri gli agenti del Corpo Forestale dello Stato hanno compiuto a Manduria.
Nell’ambito dei servizi volti alla repressione delle violazioni in materia di abbandono dei rifiuti, gli agenti hanno identificato e denunciato due individui che si sono resisi responsabili dell’abbandono di rifiuti speciali. In pratica stavano abbandonando nelle campagne materiale inerte proveniente da attività di demolizioni.
Per i due è scattata una multa salatissima così come previsto e l’obbligo al ripristino dei luoghi, ovvero alla rimozione ed allo smaltimento in discariche autorizzate di quanto stavano scaricando illegalmente.
“Quello dell’abbandono dei rifiuti è infatti un vero e proprio reato, perseguibile penalmente”. Ci tiene a ricordarlo il sindaco Paolo Tommasino che plaudendo all’azione condotta dal Corpo Forestale torna, comunque, a sollecitare azioni mirate di repressione al fenomeno.
“Questa non è che una brillante operazione – afferma – che deriva da un’attenta organizzazione e tutela del territorio. Credo che ne seguiranno altre. Da parte nostra c’è la volontà di sensibilizzare i cittadini su questi reati che hanno ripercussioni non di poco contro sul territorio. Continueremo a sorvegliare le campagne, mettendo in azione anche pattuglie in borghese e macchine civetta”.
La lotta alla discariche a cielo aperto è diventato un cruccio anche per il sindaco di Martina, Franco Palazzo: “Non solo le organizzazioni criminali mettono a rischio l’ambiente e vanno contrastate senza riserve, ma anche i privati che scaricano in maniera illegale i rifiuti devono altrettanto essere indotti a non farlo più. Prevenzione e repressione sono fondamentali e devono procedere di pari passo. Noi abbiamo speso 150 mila euro in pochi mesi per effettuare varie operazioni di bonifica del nostro sterminato agro. In alcuni casi è stato sconsolante verificare che le zone bonificate erano più sporche di prima. I cittadini devono rendersi conto del fatto che gravare sull’amministrazione pubblica per gli interventi di bonifica, significa soltanto spendere, o letteralmente buttare nella spazzatura, i loro soldi. Noi continueremo la nostra opera di prevenzione, cerchiamo di attuare un controllo grazie anche all’apporto delle forze dell’ordine. Siamo tutti pronti a impegnarci e lo facciamo concretamente”.
E’, invece, di duecento mila euro il budget di Leporano. “Dall’inizio dell’anno abbiamo speso questa cifra – fa sapere il sindaco Domenico Pavone – per ripulire le aree dove soprattutto i piccoli manutentori e quelle realtà sommerse abbandonano i rifiuti. Somme che influiscono non poco sui bilanci comunali togliendo fondi per altro. Abbiamo attivato il servizio di raccolta a domicilio, qualcosa l’abbiamo ottenuta, ma l’inciviltà, purtroppo, regna ancora”.
Insomma, nell’era del riciclo dei rifiuti vanno ancora contrastati coloro che di senso civico e rispetto per il territorio sanno ben poco. Ben vengano, quindi, azioni come quella di ieri della Forestale e la denuncia può e deve partire anche dai cittadini, perchè chiunque può e deve agire per rispettare e far rispettare la legge.

Fonte (Taranto Sera)

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