lunedì 25 Ottobre, 2021 - 19:01:12

Eleganza e sobrieta’ per la presentazione dei “Cinque fratelli” di Micol e Pierfranco Bruni nella lussuosa Villa Rendano di Cosenza

Presentato con successo nelle eleganti sale di Villa Rendano di Cosenza il romanzo di Micol e Pierfranco: “Cinque fratelli. I Bruni Gaudinieri nel vissuto di una nobiltà” edito da Pellegrini. La manifestazione è stata organizzare dalla Fondazione Villa Rendano, dalla Società Dante Alighieri comitato di Cosenza e dalla Pellegrini editore. Una serata in uno scenario affascinante con un pubblico raffinato e qualificato. Ha coordinato i lavori Antonietta Cozza, responsabile Ufficio stampa LPE. I saluti introduttivi sono stati sviluppati da Maria Cristina Parise, presidente della Società Dante Alighieri. Hanno relazionato lo storico Coriolano Martirano e il critico letterario Alberico Guarnieri. Nel corso della serata è stato proiettato il Video “I cinque fratelli” realizzato da Anna Montella. Le letture sono state di Francesco Dodaro, vice presidente dei giovani della Dante Alighieri. Ha concluso la serata Pierfranco Bruni che ha sottolineato le impostazioni del romanzo e delle ricerche che hanno permesso la struttura del racconto. Un pubblico attento e scrupoloso ha partecipato alla manifestazione. Si riporta la sintesi dell’introduzione di Maria Cristina Parise. Presente alla serata in forma istituzionale l’assessore Stamato del Comune di San Lorenzo del Vallo, comunita’ dove risiedevano i Bruni Gaudinieri.

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La lettura di questo volume è stata per me un vero piacere direi terapeutico perché mi ha fatto rivivere sensazioni ed esperienze che man mano affioravano dal mio subconscio. La saga familiare raccontata da Micol e Pierfranco Bruni infatti può essere, con le dovute differenziazioni, la storia di qualsiasi altra famiglia meridionale che si sia trovata in quella fascia temporale nelle stesse situazioni socio-culturali…l’autore ha presente, come lui stesso dichiara il modello Gattopardo e I Buddenbrook …e la storia pur se legata ad un arco temporale preciso tra la fine dell’Ottocento e i giorni nostri, e pur essendo collocata in un territorio ben definito del cosentino , ed essendo la storia di una famiglia (che discende da due famiglie : Bruni e Gaudinieri) con personaggi fortemente identificati, purtuttavia è una storia che trascende i confini spazio- temporali ed assume carattere paradigmatico …Mi viene in mente un assunto del filosofo spagnolo Miguel de Unamuno <<Quanto più un uomo appartiene al suo tempo ed al suo paese, tanto più sarà di tutti i tempi e di tutti i paesi…>>

La saga familiare dei cinque fratelli discendenti dall’unione di Alfredo Francesco Ermete Bruni e Giulia Gaudinieri: Adolfo, Mariano, Virgilio-Italo, Luigi, Pietro, nasce dall’ intreccio di tante storie e di tanti destini, che l’autore sa raccontare nella visione della famiglia nel suo insieme ed analizzare nelle diverse individualità, nelle quali la famiglia stessa di volta in volta si realizza e diversifica …tra padre e figlia c’è un modo diverso d’intendere la storia: per Micol la storia vive attraverso i documenti cioè le fonti; per Pierfranco la storia è un viaggio attraverso ricordi, segni, dettagli, in cui anche i luoghi hanno parte determinante ed influente sugli uomini…qui le due visioni si armonizzano ed i documenti rivivono nel racconto autobiografico attraverso il flusso di coscienza che oscilla dal vero al fantastico, dal magico al mistero ed al sacro… il narratore è lui stesso la coscienza di tutta la famiglia, un narratore onnisciente che sa tutto di tutti eppure conserva intatto lo stupore e sa trasmetterlo al lettore e con lo stupore si avverte fortemente l’orgoglio di essere parte della famiglia… mi piace il fatto che Pierfranco non maschera il suo orgoglio di appartenenza sotto quella falsa modestia che spesso caratterizza i racconti autobiografici…

Al contrario Pierfranco manifesta apertamente il giusto orgoglio di essere discendente di quella famiglia caratterizzata da: aristocrazia, nobiltà e cattolicesimo. Lui stesso dice:“nella verità della famiglia c’è sempre la bellezza dell’onestà di essere famiglia”…Il modello narrativo di Pierfranco Bruni si conserva anche in questo racconto autobiografico, che procede tra il mito e l’archetipo , tra il sacro (San Francesco di Paola è lui stesso un personaggio di famiglia) e la leggenda, tra la realtà e la visione il che conferisce alla scrittura di Pierfranco quel carattere poetico che la caratterizza perché l’autore resta fondamentalmente un poeta…
Potrei parlare del libro tanto ancora ma il mio compito era quello di una breve introduzione e non vorrei anticipare né sovrappormi ai relatori…pertanto concludo invitandovi a leggere il libro di Micol e Pierfranco Bruni perché è un racconto coinvolgente in cui oguno di noi può in qualche modo ritrovarsi e ritrovarvi la propria famiglia…

Maria Cristina Parise

 

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