lunedì 24 Gennaio, 2022 - 7:29:51

Era il tempo in cui leggevo Capitain Miki insieme al Grande Blek

Era il tempo in cui leggevo Capitain Miki insieme al Grande Blek
Un volume dedicato a Capitan Miki, edito dalla Casa Editrice Dardo nel 1975 con la copertina di Gigi Coppola.

Sono passati gli anni. Era il tempo in cui leggevo Capitain Miki insieme al Grande Blek. Poi vennero gli altri. Ma fu Diabolik ed Eva Kant a trasformare il mio viaggio. Dante e Pavese vennero negli intagli insieme a D’Annunzio e Nietzsche. La vita non ha una recita immobile. È teatro. Come tale è una ribalta che si avvolge tra scena e retroscena. Travolge.

Ogni età è rivoluzione. Ogni rivoluzione è rivolta tra caduta e notturni. L’alba è un’àncora dell’aurora che cerca sempre le ore della sera. Se gli Apache continuano ad essere nel mio pensiero lo sciamano mi accompagna come il Conte di Montecristo che ci invita a non arrenderci mai lungo il viaggio che si compie. Poi venne anche Kriminal e con lui Zakimort fu eros forse più di Eva. Non so se abbiano influito di più Eloisa e Beatrice o Eva e Zakimort. Ma insieme sono pagine di letteratura e di vita. Sono metafora di una geografia che insistono nel mio pensiero. Sono convinto che Diabolik non sia meno di Poirot, se pur nella diversità delle posizioni, ma Maigret è una icona per una sottile intelligenza che scava tra le pagine ancor non scritte e neppure lette.

Capitain Miki dialogò con gli uomini del Nevada ma capì che i Nativi d’America avevano la pazienza della magia. Rileggo tutto ripartendo da ciò che avevo abbandonato tra gli scaffali della vita e cerco ciò che mi ha reso ciò che sono oggi. Ma è chiaro che accanto ai racconti di Diabolik ho sempre posto Zarathustra e accanto a Capitan Miki la storia della Colonna infame. Il resto è noioso come ebbero a dire Leopardi e Franco Califano.

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Notizie su Pierfranco Bruni

E' nato in Calabria. Ha pubblicato libri di poesia (tra i quali "Via Carmelitani", "Viaggioisola", "Per non amarti più", "Fuoco di lune", "Canto di Requiem", "Ulisse è ripartito", "Ti amero' fino ad addormentarmi nel rosso del tuo meriggio"), racconti e romanzi (tra i quali vanno ricordati "L'ultima notte di un magistrato", "Paese del vento", "Claretta e Ben", "L'ultima primavera", "E dopo vennero i sogni", "Quando fioriscono i rovi", "Il mare e la conchiglia") La seconda fase ha tracciato importanti percorsi letterari come "La bicicletta di mio padre", "Asma' e Shadi", "Che il Dio del Sole sia con te", "La pietra d'Oriente ". Si è occupato del Novecento letterario italiano, europeo e mediterraneo. Dei suoi libri alcuni restano e continuano a raccontare. Altri sono diventati cronaca. Il mito è la chiave di lettura, secondo Pierfranco Bruni, che permette di sfogliare la margherita del tempo e della vita. Il suo saggio dal titolo “Mediterraneo. Percorsi di civiltà nella letteratura contemporanea” è una testimonianza emblematica del suo pensiero. È presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”. Ricopre incarichi istituzionali inerenti la promozione della cultura e della letteratura. Ha ricevuto diversi riconoscimenti come il Premio Alla Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri per ben tre volte. Candidato al Nobel per la Letteratura.

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