giovedì 12 Dicembre, 2019 - 6:15:19
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Evento di cultura fotografica “Il ritratto, il suo sguardo “

Concept di Domenico Semeraro – Organizzazione di Programma Cultura

 

Conosciamo gli esperti al tavolo di studio:

Patrizia De Luca
(Storico dell’arte, docente ordinario di storia dell’arte, autrice del volume La cattedrale di San Cataldo e Il centro storco di Taranto, entrambi editi dalla Scorpione e di numerosi articoli su argomenti di interesse notevole, riguardanti Taranto e le sue ricchezze artistiche e architettoniche).

Quello del ritratto è uno dei temi più affascinanti della storia della pittura. In questo incontro, attraverso la lettura di opere della pittura fiamminga, italiana, tedesca, spagnola, francese, norvegese, olandese, austriaca, se ne svelerà l’evoluzione stilistica ed alcune tipologie: il volto di profilo, l’immagine reale o idealizzata, il ritratto di stato, il ritratto di gruppo, i coniugi, l’autoritratto. Una carrellata di immagini dal XV al XX sec. per comprendere come lo sguardo dell’artista abbia cercato di catturare non solo l’espressione, ma soprattutto il carattere, l’interiorità degli individui alla ricerca della loro “immortalità terrena”. Papi, imperatori, aristocratici, intellettuali, mercanti, antiquari, nobildonne e ricche borghesi hanno cercato nel ritratto lo specchio di se stessi trovandovi talvolta più di quanto immaginassero della propria mente e del proprio cuore. Lo sguardo del pittore è andato spesso oltre la somiglianza rivelando qualcosa di molto profondo, il segreto di ogni individualità.

 

Erminio Biandolino
(Pittore e regista, Esperto in Arte-Terapia, tecniche di sviluppo della creatività)

Un’opera dovrebbe parlare da sé, senza mediazione alcuna. La pittura, allora? 
Posso solo dire che si presentò, in una notte di uno di quegli inverni del cuore che, pregni d’umori e tumulti e di indistinti bisogni di cambiamento, preludono all’affacciarsi di speranze ed energie nuove e a un nuovo dischiudersi di orizzonti più evoluti e vitali; e che bussò, la pittura, alla mia porta con le sue dita di rosa. E che mi mostrò , sotto il velo delle ultime ore della notte, il tralucere dei colori dell’alba. E che io l’accolsi come si accoglie un dono prezioso e inatteso: una benedizione del cuore. Posso aggiungere che presi, allora, la decisione di tenermi lontano da scuole, orientamenti di pensiero, dichiarazioni di poetica. Non volli saper nulla; volli, anzi, dimenticare, per quanto possibile, le suggestioni intellettuali che facevano ridda nei pensieri. Così è la giovinezza: ingenuamente autocentrica. Le orecchie aperte solo alla poesia, lo sguardo intento a vedere: “vedere”, infine, con stupore, leggerezza, con nuova meraviglia, come fosse la prima volta, gli occhi di nuovo bambini. Una bella febbre; densa e sensuale: una deliberata scelta di naiveté. E la luce, la nuova luce che lei, la mia pittura, “Eos” la chiamo, al modo in cui i padri chiamavano la luce che, prima, fiorisce nel grembo della notte, affaccia ai miei giorni.
Vorrei, se lo vuoi, consegnartene almeno una traccia.

 

M. Accardo (Dizionario Enciclopedico Internazionale dell’Arte)

“Le sue vernici sono irradiate di luce, di riflessi morbidi e di raffinata, vitalissima espressività. L’artista crede nella sua arte che, in pittura (vale la pena di ricordare che il Maestro è, oltre che pittore, autore e regista d’impegno e d’alta levatura per il teatro, la      radio e la televisione ), è tersa, altamente evocativa, ricca di suggestioni poetiche e di valori umani: un lavoro che non teme il crepuscolo del tempo….la luce è fedeltà di bellezza.”

 

 

 

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