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Fortezze e Castelli di Puglia: I Castelli di Molfetta

Oggi nella città di Molfetta non è possibile ammirare nessun castello, tuttavia in altre epoche la ridente cittadina in Terra di Bari ne ha avuti ben due, il primo risalente alla seconda metà del XIV secolo, durante la dominazione angioina e successivamente distrutto nel 1416 in seguito ad una rivolta dei cittadini contro il loro signore. Il maniero, dopo quell’episodio, non fu più ricostruito.

Era ubicato dove ai giorni nostri c’è la Piazza del Municipio, che un tempo era chiamata appunto Piazza Castello. Le fonti ci parlano di una poderosa struttura a pianta circolare e di forma cilindrica alta sino a 22 metri e munita di passaggi, cunicoli sotterranei e torri di vedetta, mentre un ampio fossato contribuiva ad aumentare la potenzialità difensiva. Nel 2009, durante alcuni lavori, furono rinvenuti i resti di una muraglia ad una profondità di circa due metri e mezzo, molto probabilmente appartenenti proprio al castello angioino. Nei suoi pressi inoltre sorgeva un antico forno che, a partire dai primissimi anni del XVI secolo, prese il nome di Forno del Castello in ricordo del maniero distrutto.

Il secondo castello era quello appartenente alla famiglia Gonzaga, che ebbe il Principato di Molfetta, e fu costruito a partire dal 1589 nell’area compresa fra le attuali via Respa e Piazza Vittorio Emanuele II. Successivamente la struttura fu sede del convento delle suore Orsoline sino al 1932, anno in cui venne demolito perché pericolante. Attualmente di questo castello resta solo un bastione che fu prima sede della Pretura e che oggi ospita il Comando della Polizia Municipale.

A questo punto è di rigore aprire una breve parentesi sul ramo molfettese della celebre famiglia Gonzaga. Tale diramazione genealogica prende origine dal ramo di Guastalla, in particolare Ferrante I Gonzaga, avendo combattuto in Puglia sotto gli stendardi dell’Imperatore Carlo V, fu da questi investito nel 1529 del Principato di Molfettam avendo convolato a nozze con Isabella, figlia di Ferrante Signore di Capua, Marchese di Specchia, Conte di Alessano, Duca di Termoli, nonché Principe di Molfetta, quest’ultimo titolo concesso in dote alla sposa. Ebbe così inizio la signoria della famiglia sulla città che fu gravemente vessata da tasse e balzelli al punto da impoverirne la popolazione. Alla morte di Ferrante, avvenuta nel 1557, gli successe il figlio Cesare che provvide a rinforzare la città con una nuova e più resistente cinta muraria, essendo la precedente andata in rovina dopo l’assedio del 1529. Ferrante III fu l’ultimo principe della famiglia che, pur conservando il titolo, vendette il principato alla famiglia genovese Doria nel 1640.

Cosimo Enrico Marseglia

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Notizie su Cosimo Enrico Marseglia

Cosimo Enrico Marseglia
Nato a Lecce, città in cui vive. Ha frequentato i corsi regolari dell’Accademia Militare dell’Esercito Italiano in Modena e della Scuola di Applicazione dell’Arma TRAMAT presso la cittadella militare Cecchignola in Roma, ed ha prestato servizio come ufficiale dell’Esercito presso il 3° Battaglione Logistico di Manovra in Milano, il Distretto Militare di Lecce ed il Battaglione Logistico della Brigata Pinerolo in Bari. Dopo otto anni in servizio permanente effettivo, ha lasciato la carriera militare, dedicandosi alla musica jazz ed al teatro. Attualmente collabora con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università del Salento, come esperto di Storia Militare, e dal 2009 è ufficiale commissario del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana. Scrive per L’Autiere, organo ufficiale dell’ANAI (Associazione Nazionale Autieri d’Italia), Sallentina Tellus (Rivista dell’Ordine del Santo Sepolcro), per L’Idomeneo (Rivista dell’Associazione di Storia Patria) e per altre testate. Ha già pubblicato Les Enfants de la Patrie. La Rivoluzione Francese ed il Primo Impero vissuti sui campi di battaglia (2007), Il Flagello Militare. L’Arte della Guerra in Giovan Battista Martena, artigliere del XVII secolo (2009), Battaglie e fatti d’arme in Puglia. La regione come teatro di scontro dall’antichità all’età contemporanea (2011), Devoto ad Ippocrate. Rodolfo Foscarini ufficiale medico C.R.I. fra ricerca e grande guerra (2015), Marseglia. Storia di una famiglia attraverso i secoli (2016) per la Edit Santoro, e Attacco a Maruggio. 13 giugno 1637. Cronaca di una giornata di pirateria turca nel contesto politico-sociale europeo (2010) per la Apulus, quest’ultimo insieme al Dott. Tonino Filomena

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