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Fortezze e Castelli di Puglia: Il Castello di Supersano

Il primo nucleo del Castello di Supersano risale probabilmente all’epoca angioina e fu voluto da Filippo, della famiglia normanna Montefuscoli o Montefusco, che ne ebbe il feudo da Carlo I d’Angiò. La struttura originaria era costituita dal solo Mastio o Donjon, cioè la torre centrale ancora oggi visibile, che all’epoca era completamente isolata e svolgeva funzioni prevalentemente difensive. Sul versante orientale del torrione esiste una scala, risalente all’epoca in questione, che si interrompe dopo un paio di metri, tuttavia nella parete restano le tracce dei successivi gradini all’altezza del primo piano. Alla morte di Filippo senza discendenza diretta il feudo tornò a far parte del Principato di Taranto, seguendo le vicissitudini dinastiche della corte angioina.

Quando Ladislao d’Angiò – Durazzo concesse il suddetto principato a Raimondello Orsini – del Balzo, anche Supersano finì sotto la signoria di questo condottiero, che sosteneva il potenziamento di tutte le strutture e fortificazioni militari presenti nei suoi territori. In questo periodo venne realizzata una finestra al primo piano del versante settentrionale, sovrastata dall’arme della famiglia, nonché alcuni ampliamenti purtroppo crollati in seguito. Dopo gli eventi susseguitisi nel passaggio fra la dominazione angioina e quella aragonese, il castello giunse a Giovanni Antonio Orsini del Balzo, figlio di Raimondello e di Maria d’Enghien, che lo trasmise alla figlia naturale Maria Conquista, la quale nel 1464 lo portò in dote ad Anghilberto del Balzo.
Dopo la presa turca di Otranto nel 1480, anche Supersano subì diverse scorrerie e, per meglio difenderla, dopo il 1481, anno della riconquista della cittadina adriatica, vennero potenziate le difese del castello. A tale periodo vanno attribuite le quattro torri angolari, di cui quella posta allo spigolo nordorientale è l’unica che in parte conserva l’originale pianta poligonale e con base a scarpa, oggi parzialmente coperta dall’asfalto. Attualmente le torri sudorientale e sudoccidentale risultano modificate con l’aggiunta di piani superiori ed inoltre sono inglobate in altri corpi di fabbrica. La torre nordoccidentale non esiste più perché crollata agli inizi del XX secolo.

La famiglia Orsini – del Balzo conservò il castello sino alla prima metà del XVI secolo, che successivamente passò attraverso vari casati, fra cui ricordiamo il Cardinale Pompeo Colonna, i Castriota, i Caracciolo, i Filomarino, i Gallone. Questi ultimi furono artefici di diverse modifiche al maniero. Nel 1984 la struttura è stata acquistata dal Comune di Supersano che ne ha fatto la sua sede ed ha provveduto ad effettuare lavori di restauro.
Il castello si presenta a pianta quadrangolare, tuttavia è il risultato di diversi interventi di modifica. Nel centro svetta l’originale Mastio quadrangolare. La facciata principale presenta due piani, con un’ampia balconata con ringhiera in ferro battuto a quello nobile, mentre l’accesso è garantito da un portale ad arco a tutto sesto bugnato.

Cosimo Enrico Marseglia

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Notizie su Cosimo Enrico Marseglia

Cosimo Enrico Marseglia
Nato a Lecce, città in cui vive. Ha frequentato i corsi regolari dell’Accademia Militare dell’Esercito Italiano in Modena e della Scuola di Applicazione dell’Arma TRAMAT presso la cittadella militare Cecchignola in Roma, ed ha prestato servizio come ufficiale dell’Esercito presso il 3° Battaglione Logistico di Manovra in Milano, il Distretto Militare di Lecce ed il Battaglione Logistico della Brigata Pinerolo in Bari. Dopo otto anni in servizio permanente effettivo, ha lasciato la carriera militare, dedicandosi alla musica jazz ed al teatro. Attualmente collabora con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università del Salento, come esperto di Storia Militare, e dal 2009 è ufficiale commissario del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana. Scrive per L’Autiere, organo ufficiale dell’ANAI (Associazione Nazionale Autieri d’Italia), Sallentina Tellus (Rivista dell’Ordine del Santo Sepolcro), per L’Idomeneo (Rivista dell’Associazione di Storia Patria) e per altre testate. Ha già pubblicato Les Enfants de la Patrie. La Rivoluzione Francese ed il Primo Impero vissuti sui campi di battaglia (2007), Il Flagello Militare. L’Arte della Guerra in Giovan Battista Martena, artigliere del XVII secolo (2009), Battaglie e fatti d’arme in Puglia. La regione come teatro di scontro dall’antichità all’età contemporanea (2011), Devoto ad Ippocrate. Rodolfo Foscarini ufficiale medico C.R.I. fra ricerca e grande guerra (2015), Marseglia. Storia di una famiglia attraverso i secoli (2016) per la Edit Santoro, e Attacco a Maruggio. 13 giugno 1637. Cronaca di una giornata di pirateria turca nel contesto politico-sociale europeo (2010) per la Apulus, quest’ultimo insieme al Dott. Tonino Filomena

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