martedì 07 Febbraio, 2023 - 16:21:58

Fortezze e Castelli di Puglia: La Torre Federiciana di Leverano

Fortezze e Castelli di Puglia: La Torre Federiciana di Leverano

LEVERANO (Lecce) – È conosciuta come Torre Federiciana anche se non compare tra le opere difensive militari elencate nello Statutum relativo alla manutenzione delle fortificazioni, rogato fra il 1241 ed il 1246. Secondo la tradizione sarebbe stata eretta per ordine di Federico II di Svevia nel 1220.

Alta ben 28 metri, la Torre Federiciana di Leverano vigilava sul territorio circostante, con funzioni difensive e di vedetta contro le continue incursioni condotte dai Saraceni che approdavano nella vicina Porto Cesareo. Grazie alla sua altezza, che permetteva un controllo ad ampio raggio, costituiva un avamposto difensivo della parte meridionale della Puglia, insieme alle altre fortezze dislocate su Mesagne, Oria ed Uggiano Montefusco, oltre a fornire un valido supporto tattico – difensivo, in caso di necessità, ai porti vicini ed alle piazze di Lecce, Copertino e Fulcignano.

Fortezze e Castelli di Puglia: La Torre Federiciana di LeveranoLa torre è un alto parallelepipedo a pianta quadrata, le cui facce sono orientate secondo i quattro punti cardinali ed è munita di merli sul terrazzo, mentre la sua difesa era rappresentata da un basamento quadrangolare merlato, con le pareti a scarpa e gli spigoli rinforzati e sporgenti, un tempo circondato da un fossato ora non più esistente. Un ponte levatoio, anch’esso scomparso, consentiva l’accesso. In tempi recenti è stata aggiunta una scala in pietra per consentire l’ingresso al primo piano. Oggi della torre è visibile soltanto un lato a causa dell’addossamento di successive abitazioni.

Un portale postumo al pian terreno permette di accedere all’interno, un tempo diviso in 4 piani da tre solai lignei, oggi non più presenti perché crollati, e collegati fra loro da una scala a doppia elica all’interno dello spesso muro. Tutti i piani avevano un caminetto ad eccezione del terzo. La volta è a crociera ogivale con i costoloni realizzati con conci bicromi bianchi e scuri. In epoche successive il piano terra era stato coperto da una volta a botte.

Le finestre della struttura non si presentano allineate: all’ultimo piano si tratta di bifore, attualmente chiuse o danneggiate, con davanzale, mentre agli altri piani semplici monofore.

Cosimo Enrico Marseglia

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Notizie su Cosimo Enrico Marseglia

Nato a Lecce, città in cui vive. Ha frequentato i corsi regolari dell’Accademia Militare dell’Esercito Italiano in Modena e della Scuola di Applicazione dell’Arma TRAMAT presso la cittadella militare Cecchignola in Roma, ed ha prestato servizio come ufficiale dell’Esercito presso il 3° Battaglione Logistico di Manovra in Milano, il Distretto Militare di Lecce ed il Battaglione Logistico della Brigata Pinerolo in Bari. Dopo otto anni in servizio permanente effettivo, ha lasciato la carriera militare, dedicandosi alla musica jazz ed al teatro. Attualmente collabora con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università del Salento, come esperto di Storia Militare, e dal 2009 è ufficiale commissario del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana. Scrive per L’Autiere, organo ufficiale dell’ANAI (Associazione Nazionale Autieri d’Italia), Sallentina Tellus (Rivista dell’Ordine del Santo Sepolcro), per L’Idomeneo (Rivista dell’Associazione di Storia Patria) e per altre testate. Ha già pubblicato Les Enfants de la Patrie. La Rivoluzione Francese ed il Primo Impero vissuti sui campi di battaglia (2007), Il Flagello Militare. L’Arte della Guerra in Giovan Battista Martena, artigliere del XVII secolo (2009), Battaglie e fatti d’arme in Puglia. La regione come teatro di scontro dall’antichità all’età contemporanea (2011), Devoto ad Ippocrate. Rodolfo Foscarini ufficiale medico C.R.I. fra ricerca e grande guerra (2015), Marseglia. Storia di una famiglia attraverso i secoli (2016) per la Edit Santoro, e Attacco a Maruggio. 13 giugno 1637. Cronaca di una giornata di pirateria turca nel contesto politico-sociale europeo (2010) per la Apulus, quest’ultimo insieme al Dott. Tonino Filomena

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