giovedì 11 Agosto, 2022 - 7:05:16

I Consiglieri regionali del M5S presentano un interrogazione sul Degrado nell’area del porto

Campomarino-gennaio-31-2016-008

Il testo integrale dell’interrogazione  depositata ieri in consiglio regionale dal Movimento 5 Stelle

OGGETTO: Interrogazione ordinaria – Degrado nell’area del porto di Campomarino di Maruggio (Ta)

“Il sottoscritto Antonio Salvatore Trevisi e Marco Galante in qualità di Consiglieri Regionali del gruppo consiliare del MoVimento 5 Stelle, PREMESSO CHE:  l’articolo 452-bis del codice penale, i colpevoli di inquinamento ambientale sono puniti con reclusione da 2 a 6 anni e una multa che va da 10 mila a 100 mila euro.

La reclusione aumenta da 3 a 8 anni se dall’azione incriminata ne conseguono anche lesioni gravi verso terzi, da 4 a 9 anni se le lesioni sono gravissime e, in caso di morte della persona si arriva ad una punizione da 5 a 12 anni. Il limite massimo di reclusione è fissato a 20 anni, quando l’azione lesiva interessa più persone oltre che l’ambiente.

La natura del reato è la “compromissione o deterioramento significativi e misurabili dello stato preesistente delle acque o dell’aria, o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo o di un ecosistema, della biodiversità della flora o della fauna”;  sono considerati disastri ambientali le alterazioni irreversibili nell’equilibrio di un ecosistema con conseguenze onerose per la sua eliminazione attuabile attraverso provvedimenti eccezionali.

Si tratta di reati punibili con la reclusione da 5 a 15 anni, considerando che questi includono anche “l’offesa alla pubblica incolumità con riferimento sia alla rilevanza del fatto per l’estensione della compromissione ambientale che per i suoi effetti lesivi per le persone offese o esposte al pericolo”.

Il fatto è aggravato se commesso in area protetta o se danneggia specie animali e vegetali protette;

se davanti ad un ordinanza del giudice o ad un obbligo di legge, il colpevole non provvede alla bonifica , al recupero o ripristino dello stato naturale dei luoghi compromessi, si va incontro a reato di omessa bonifica, introdotto dalla nuova legge, e punibile con la reclusione da 1 a 4 anni e una multa da 20mila a 80mila euro. Sono previsti sconti di pena per chi si adopera per il ripristino dello stato dei luoghi;

con la nuova legge viene aggiornato anche il decreto legislativo 231 del 2001 che regola la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni. Per i nuovi ecoreati sono previsti quindi diverse sanzioni, erogabili in quote che vanno da un minimo di 258 euro ad un massimo di 1549 euro: per l’inquinamento ambientale si va da 250 a 600 quote, per il reato di disastro ambientale da 400 a 800, per associazione a delinquere aggravata (sia comune che mafiosa) da 300 a 1000 quote, e infine per traffico e abbandono di materiale radioattivo sono previste sanzioni da 250 a 600 quote.

CONSIDERATO CHE: sul territorio del comune di Maruggio (TA), ed in particolare nel porto di Campomarino di Maruggio (TA) nonché nelle zone adiacenti ad esso, sono depositate masse di rifiuti, prevalentemente solidi di ignota provenienza e nello specifico, da un’insenatura che sbocca sullo specchio d’acqua del porto stesso, è stata filmata la fuoriuscita di reflui di probabili rifiuti fognari. Fanghiglia, ampie chiazze di oli sparse all’ingresso dello scalo di alaggio e nello specchio acqueo antistante costituiscono non solo un evidente degrado ambientale, ma anche un potenziale pericolo per la tutela della salute e della pubblica incolumità;

la società “Torre Moline”, nel corso della conferenza dei servizi del giugno del 2015, ha sostenuto che i lavori di dragaggio non sono di propria competenza, ma di voler essere parte attiva per la soluzione dell’intervento, salvo verificare l’ente preposto a sostenere i costi.

Il Comune di Maruggio, ritenendo di essere dalla parte della ragione, nel settembre scorso ha avviato un atto di diffida nei confronti della Regione Puglia, chiedendo l’attivazione del procedimento di decadenza della concessione demaniale. Regione che, nell’ottobre scorso, con propria nota, ha ricordato che i lavori di dragaggio devono essere effettuati dal Comune di Maruggio e non dal concessionario;

e mentre questa “storia senza fine” continua, il degrado ambientale e igienico sanitario dilaga a discapito dei cittadini residenti, dei pescherecci, dei diportisti (che non possono usufruire dello scalo di alaggio interdetto con un’ordinanza del 29 dicembre del 2014), dei bagnanti, ma anche delle attività commerciali, danneggiate dalla situazione. Le esalazioni maleodoranti si propagano dall’insenatura del porto sino al centro della zona balneare, rendendo l’aria irrespirabile. INTERROGA L’ASSESSORE COMPETENTE E LA GIUNTA per conoscere, alla luce di quanto premesso e considerato:

quali procedure si intendono avviare al fine di tutelare e valorizzare la zona del porto di Campomarino di Maruggio (Ta) e se concretamente si sta avviando un tavolo risolutivo tra Regione, Comune di Maruggio e il concessionario Torre Moline per capire quali siano effettivamente i costi per sull’esecuzione dei lavori di dragaggio del porto turistico, in attesa che si definisca definitivamente la competenza e, di conseguenza, la paternità dell’onere in quanto si stanno solo rimpallando le responsabilità”.

I Consiglieri regionali Antonio Salvatore Trevisi e Marco Galante

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