giovedì 26 Novembre, 2020 - 8:19:05

I nostri “cari estinti”.

 
Da sx: gli ex sindaci Saracino, Longo e Favale.

Il cosiddetto “mediocre” sotto il profilo politico è colui che, pur avendo alle sue spalle una ventennale frequentazione amministrativa, non ha approfondito alcun argomento di una certa calibratura e, quel che è peggio, nemmeno pensa di farlo.

Ci sono mediocri “governatori” delle piccole e grandi città che hanno anche dei reconditi interessi, ma non hanno l’occasione e la capacità per coltivarli come vorrebbero, tanto sono mediocri.

E’ indubbio che non pochi mediocri, proprio perchè mediocri, possono condizionare, sia pure mediocremente, il nostro vivere quotidiano. Vivendo tra loro non possiamo che accontentarci di poco. Accontentarsi di una vita mediocre in un paese economicamente mediocre non è più sopportabile. Dunque, meglio i cari estinti o i nuovi nati?

Mi viene voglia, ispirandomi ai “Cari estinti” di Giampaolo Pansa, di scrivere un libro per i miei concittadini. Un saggio dal titolo “I nostri cari estinti”, sottotitolo “Faccia a faccia con vent’anni di politica maruggese”. Non sarebbe male un romanzo storico dal titolo un pochino provocatorio “Il mio Ventennio”, raccontato da “un impiegato scorretto e politicamente corretto” o da un “impiegato corretto e politicamente scorretto”. Fate voi. In ogni caso sarebbe il frutto di vent’anni di cronaca politica e amministrativa vista dalle stanze del municipio. Un saggio o un romanzo che tenderebbe a “pesare” la mediocrità o l’operosità, l’infantilismo o il raziocinio, la viltà o il coraggio, il trasformismo o la coerenza dei nostri cari estinti. Tutto sotto il profilo politico e niente “ad personam”.

Ma chi sono i cari estinti?

I “Cari estinti” di Pansa sono i potenti che dal 1948 al 1989 hanno guidato il Paese Italia: Rumor, Fanfani, Andreotti, Moro, De Mita, Berlinguer, Craxi, Almirante, Spadolini.

I nostri “Cari estinti”, che mi verrebbe di rimetterli sulla scena ripercorrendo il loro tempo che è stato anche il mio tempo, sono quelli che hanno guidato il paese Maruggio: il pio Nicola Pastorelli, l’irriducibile Cataldo Saracino, l’irrequieto Salvatore Favale, l’eterno Vanni Longo, l’enigmatico Giuseppe Lupo, il monacale Tonio Marseglia, l’ardimentoso Dario Saracino, il mite Mario Calò, il fascista Fernando Filomena, il post-fascista Nino Marseglia e il comunista Gaetano Marsella.

Il sipario si aprirebbe con il primo governo Longo (1980) e si chiuderebbe con la nascita del primo governo provvisorio Chimienti (2003).

Li ho conosciuti talmente bene che, con l’andar del tempo, sono diventati i miei vicini di scrivania. In alcuni casi sono divenuti amici. Più li osservavo, più me li vedevo accanto. Così oggi mi domando: stavamo meglio con loro o stiamo meglio con i loro eredi? stavamo meglio quando c’erano la Dc, il Pci, il Psi, il Pri e il Msi oppure adesso con i carrozzoni personali di questo ombroso 2010? Più mediocrità oggi o ieri? Più romanticismo politico oggi o ieri? In breve, si stava meglio quando si stava peggio?

Lascio la risposta ai lettori del mio prossimo libro dal titolo un po’ malinconico: “I nostri cari estinti”.

Il vostro caro “estinto” Tonino Filomena.

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