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Il Castello di Irsina, antica Montepeloso

Foto dal Web
Irsina, oggi in Provincia di Matera, in epoca medievale era nota come Montepeloso, dal nome di un villaggio sul Monte Irsi. Montepeloso è comunque rimasta celebre poiché in loco fu combattuta la terza battaglia fra Normanni e Bizantini, nel giro di soli sei mesi.

Il 2 settembre 1041 le forze di Bisanzio agganciano i reparti normanni nei pressi di Montepeloso. Il giorno dopo, 3 settembre, i cavalieri normanni scatenano una violenta carica che travolge le forze bizantine, mietendo centinaia di vittime. Con tale schiacciante vittoria il dominio normanno si estende ulteriormente, includendo anche la città di Montepeloso, il cui primo conte normanno sarà un cavaliere al seguito degli Hauteville, Tristaino.

Nel 1059 al  Concilio di Melfi, il Pontefice Niccolò II, eleva la Contea di Puglia a Ducato di Puglia e Calabria e la affida alla Casata Altavilla.

Fu il Sacro Romano Imperatore Federico II di Svevia a decidere la costruzione del Castello di Irsina, probabilmente nei primi decenni del XIII secolo, sul luogo di un precedente fortilizio bizantino dell’XI secolo. Una tradizione vuole che l’imperatore avesse donato la fortezza appena costruita a San Francesco d’Assisi che, giunto in loco, vi instaurò un convento francescano. I monaci, con l’aiuto dei contadini del luogo, avrebbero reso la fortezza imprendibile, al punto che molti nobili avrebbero affidato loro le rispettive ricchezze. Non possiamo tuttavia confermare storicamente tale racconto. Durante i primi anni della dominazione angioina la fortezza diede asilo a diversi monaci rimasti fedeli alla causa sveva, che i sovrani napoletani tentarono infruttuosamente di scacciare.

Attualmente la struttura appare nel suo aspetto conventuale risalente al XVI secolo, la cui cripta è stata ottenuta dal fondo di un torrione a pianta quadrangolare del vecchio castello medievale. Successivamente sulla struttura cinquecentesca venne edificato l’attuale Palazzo Ducale Nugent che include il principale ingresso alla città, costituito dalla Porta Maggiore, detta anche di Sant’Eufemia. Il palazzo, a pianta rettangolare, è difeso a nord da una cortina e si articola intorno ad una piazza d’armi quadrangolare. In altezza si sviluppa su due piani, un pianterreno un tempo adibito a locali di servizio, ed il piano nobile quale residenza signorile. Si accede alla struttura grazie ad un portale bugnato.

Cosimo Enrico Marseglia

 

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Notizie su Cosimo Enrico Marseglia

Cosimo Enrico Marseglia
Nato a Lecce, città in cui vive. Ha frequentato i corsi regolari dell’Accademia Militare dell’Esercito Italiano in Modena e della Scuola di Applicazione dell’Arma TRAMAT presso la cittadella militare Cecchignola in Roma, ed ha prestato servizio come ufficiale dell’Esercito presso il 3° Battaglione Logistico di Manovra in Milano, il Distretto Militare di Lecce ed il Battaglione Logistico della Brigata Pinerolo in Bari. Dopo otto anni in servizio permanente effettivo, ha lasciato la carriera militare, dedicandosi alla musica jazz ed al teatro. Attualmente collabora con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università del Salento, come esperto di Storia Militare, e dal 2009 è ufficiale commissario del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana. Scrive per L’Autiere, organo ufficiale dell’ANAI (Associazione Nazionale Autieri d’Italia), Sallentina Tellus (Rivista dell’Ordine del Santo Sepolcro), per L’Idomeneo (Rivista dell’Associazione di Storia Patria) e per altre testate. Ha già pubblicato Les Enfants de la Patrie. La Rivoluzione Francese ed il Primo Impero vissuti sui campi di battaglia (2007), Il Flagello Militare. L’Arte della Guerra in Giovan Battista Martena, artigliere del XVII secolo (2009), Battaglie e fatti d’arme in Puglia. La regione come teatro di scontro dall’antichità all’età contemporanea (2011), Devoto ad Ippocrate. Rodolfo Foscarini ufficiale medico C.R.I. fra ricerca e grande guerra (2015), Marseglia. Storia di una famiglia attraverso i secoli (2016) per la Edit Santoro, e Attacco a Maruggio. 13 giugno 1637. Cronaca di una giornata di pirateria turca nel contesto politico-sociale europeo (2010) per la Apulus, quest’ultimo insieme al Dott. Tonino Filomena

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