domenica 21 Luglio, 2019 - 23:36:52
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Il Castello Tramontano di Matera

Matera oggi è Capoluogo di Provincia della Basilicata, tuttavia sino all’ultimo ventennio del XVII secolo faceva parte della Terra d’Otranto e, di conseguenza, dell’Apulia, ragion per cui ci sembra doveroso includere il suo castello fra quelli relativi alla Regione Puglia.

Il Castello Tramontano di Matera risale ai primi anni del XVI secolo e prende il nome dal Conte Gian Carlo Tramontano, che volle la sua costruzione allo scopo di difendere ed al tempo stesso tenere sotto stretto controllo la città. Come luogo venne scelta la collina del Lapillo che dominava la Matera antica. Negli intenti del conte la struttura doveva ispirarsi al Maschio Angioino di Napoli con un imponente donjon o mastio centrale e due torri ai lati, il tutto circondato da un fossato ancora oggi visibile. Nel progetto iniziale il castello avrebbe avuto una pianta triangolare, con un’altra torre al vertice occidentale, come è facile intuire dalle incomplete cortine laterali, e prevedeva anche un cunicolo sotterraneo, per fuggire indisturbati in caso di assedio, ed una cinta muraria quale ulteriore sistema di difesa. Questa, prolungandosi verso la porta urbica di accesso, doveva essere presidiata da un dispositivo di almeno 12 torri disposte ad intervalli regolari, una delle quali è stata rinvenuta durante alcuni lavori di restauro e sulla cui area venne eretto l’ex convento dell’Annunziata.

Tuttavia l’opera, rimasta incompleta, si rivelò altamente costosa ed il Conte Tramontano fece gravare le spese necessarie sulle tasche Materani che alla fine, esasperati, si rivoltarono contro e lo uccisero nel mese di dicembre del 1514. Successivamente il castello venne adibito a prigione ed è ancora possibile osservare sui muri le incisioni lasciate dai detenuti. Dopo essere stato abbandonato e trascurato per molto tempo, finalmente è stato restaurato.

La struttura presenta un torrione centrale cilindrico e due torre laterali della stessa forma unite da due cortine in linea. Altre due cortine partono dalle torri laterali ma si interrompono dopo poco, lasciando incompleta l’opera. Un toro marcapiano divide i due livelli della struttura. Le torri presentano la parte superiore coronata con beccatelli ad archetto, inoltre sono presenti tutte le caratteristiche tipiche dell’architettura militare aragonese con torri particolarmente robuste, per resistere al fuoco delle artiglierie delle armi da fuoco.

Cosimo Enrico Marseglia

 

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Notizie su Cosimo Enrico Marseglia

Cosimo Enrico Marseglia
Nato a Lecce, città in cui vive. Ha frequentato i corsi regolari dell’Accademia Militare dell’Esercito Italiano in Modena e della Scuola di Applicazione dell’Arma TRAMAT presso la cittadella militare Cecchignola in Roma, ed ha prestato servizio come ufficiale dell’Esercito presso il 3° Battaglione Logistico di Manovra in Milano, il Distretto Militare di Lecce ed il Battaglione Logistico della Brigata Pinerolo in Bari. Dopo otto anni in servizio permanente effettivo, ha lasciato la carriera militare, dedicandosi alla musica jazz ed al teatro. Attualmente collabora con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università del Salento, come esperto di Storia Militare, e dal 2009 è ufficiale commissario del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana. Scrive per L’Autiere, organo ufficiale dell’ANAI (Associazione Nazionale Autieri d’Italia), Sallentina Tellus (Rivista dell’Ordine del Santo Sepolcro), per L’Idomeneo (Rivista dell’Associazione di Storia Patria) e per altre testate. Ha già pubblicato Les Enfants de la Patrie. La Rivoluzione Francese ed il Primo Impero vissuti sui campi di battaglia (2007), Il Flagello Militare. L’Arte della Guerra in Giovan Battista Martena, artigliere del XVII secolo (2009), Battaglie e fatti d’arme in Puglia. La regione come teatro di scontro dall’antichità all’età contemporanea (2011), Devoto ad Ippocrate. Rodolfo Foscarini ufficiale medico C.R.I. fra ricerca e grande guerra (2015), Marseglia. Storia di una famiglia attraverso i secoli (2016) per la Edit Santoro, e Attacco a Maruggio. 13 giugno 1637. Cronaca di una giornata di pirateria turca nel contesto politico-sociale europeo (2010) per la Apulus, quest’ultimo insieme al Dott. Tonino Filomena

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