lunedì 06 Dicembre, 2021 - 5:43:53

Il muraglione del Conte D’Ayala – Le origini di questa struttura alta quattro metri

Il Muraglione del Conte a Campomarino di Maruggio
immagine da google maps

Origini del “muraglione del Conte” (brano tratto dal libro di Tonino Filomena “Gli occhi della memoria”).

(…) In questa prima tornata elettorale degli anni ’60 si sono svolte anche le elezioni per il consiglio provinciale di Taranto. E’ stato eletto consigliere il “nostro” giovane Antonio Micelli [socialista]. E’ stata ultimata da poco la costruzione della “Litoranea Orientale Salentina”. Campomarino, che conta stabilmente 200 abitanti (5.000 in estate), è servito. L’amministrazione provinciale, a cui va il merito di averla realizzata, ha già invitato i sindaci dei Comuni (tra cui il nostro) a “vigilare” nel proprio territorio per evitare che «la zona panoramica interessata non sia deturpata dal sorgere di costruzioni irrazionali ed antiestetiche, segnalando immediatamente ogni inizio di costruzione in murature lungo la fascia che intercorre tra la strada ed il litorale marino». Detto, fatto. Il “muraglione del Conte” è quasi fatto! Il Conte ha detto Augh! Perciò nessuno deve parlare. Nessuno parla perché il Conte è Conte. Il Conte è uno che conta. Il “nostro” sindaco [comunista], invece, ha “parlato”. Ha trasgredito le «buone maniere». In seguito a «numerose segnalazioni da parte di cittadini», ha scritto una nota, sia pure piccola, piccola, indirizzata al presidente della Provincia di Taranto (9 maggio 1962) e, quindi, implicitamente anche a suo cognato consigliere provinciale Antonio Micelli. Ha scritto: «Lungo la strada Litoranea Salentina, a circa 400 metri da Campomarino, il Conte D’Ayala Valva Roberto, sta costruendo un muraglione in muratura alto circa 4 metri e per una lunghezza di circa 350 metri. Il muraglione, così messo, deturpa la bellezza di quel tratto della litoranea e toglie completamente la visibilità della costa». Il consiglio comunale (un po’ coniglio) si mette a posto l’anima con un «Voto di protesta da inviare a tutti gli organi preposti, provinciali, regionali e nazionali». Ma il nostro sindaco per nulla intimorito dalla sua consiliatura o conigliatura (o coglionatura) dei suoi consiglieri, ribadisce: «Il muro così costruito sembra una fortezza militare […]. Il Conte D’Ayala continua indisturbato la costruzione. Abbiamo timore che l’opera venga completata in dispregio di tutte le leggi». Povero sindaco Lomartire. Non c’è stato verso. Il muro ha irrimediabilmente «deturpato quel tratto della litoranea». Fino a quando i “Conti tornano”, questi potranno sempre dire: «Popolo sovrano, tìnimiènti ‘stù muraioni e stàtti cittu, cittu! (in vernacolo: «Popolo di Maruggio, guarda questo muraglione e stai zitto, zitto!»). Augh! (…)

marubbiando

 

 

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Un commento

  1. Tonino Roberto

    Eh! questa prepotenza mi ricorda il Marchese del Grillo (sempre a proposito di prepotenti titolati) … io so io e voi non siete un ca ….. E di questi prepotenti in ogni paese ce ne stanno, certo che ce ne stanno, basta girare per accorgersi di tante incongruenze e sopraffazioni … e si capisce subito chi è il beneficiario; generalmente uno solo, gli altri sono quelli che (bestemmiano) subiscono supinamente. Invocare la legge? Si, la legge c’è e certe volte funziona, ma chiedere giustizia costa e non sempre la si ottiene; molte volte, invece della giustizia si ottiene la grazia (testa rotta e ….). Popolo di pecoroni quello che non è capace di far valere i propri diritti e che sopporta con rassegnazione tutte le angherie … dite che questo succede soltanto al sud? Eppure al sud c’è tantissima gente istruita che è stata fuori per molti anni, sa parlare anche bene ed ha sempre pronta la soluzione in tasca. Si vede che, gli intellettuali illuminati nostrani, col tempo, vengono pure influenzati dai residenti abituali; da quelli che in tutta la loro vita, non hanno mai visto Cristo (peccato che, una volta che era arrivato da queste parti … si è fermato scoraggiato ad Eboli e non è andato oltre. E certo che poteva anche fare un altro strappo e arrivare in queste lande abbandonate a portare la luce … ma anche l’acqua e la fogna visto che c’era).

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