martedì 22 Ottobre, 2019 - 7:50:37
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Il sortilegio della speranza. Il libro di una vita, l’intervista.

 

Sciamani magia monaci. I riferimenti che hanno fatto della vita di Pierfranco Bruni non solo uno scrittore ma un filosofo che guarda alla letteratura.

Pierfranco Bruni uno dei primi collaboratori del nostro giornale, ci introduce alla lettura del suo ultimo lavoro letterario ” Il sortilegio della speranza” Ed. Tabula Fati, e lo abbiamo intervistato.

Dopo “La leggenda nera” un affascinante affresco che ricostruisce la storia, i miti e gli antimiti dell’Inquisizione nell’immaginario cinematografico,  la leggenda metafisica che consacra Bruni alla parola mistica.  Dal mondo buddista alla cultura degli sciamani. Cosa c’è della tua vita in questo tuo nuovo libro? 

«Il misticismo è dentro il mio viaggio. Non farò più critica. Ormai il mio scavo è metafisico nella esistenza della parola.
Non si scrive per raccontare la certezza. Scrivere è un sortilegio che traccia le ombre dell’anima. Per vivere la bellezza e cercare un chiaro nella foresta. La speranza è dentro la profezia. Ogni parola è un paradosso affidata alla Provvidenza. Cercare è sempre affidarsi. Il Dio è un viaggio che che portiamo nello sguardo».

So che ci sei. Non mi è dato vederti. Non mi è dato toccarti. Tu mi ascolti ed io ti percepisco. Ti sento. Mi guidi. Mi allontani e mi avvicini. La vita la vivo perché tu ci sei.  Viaggi come una cometa e mi prendi per mano. Il sortilegio è una speranza e la Provvidenza è salvezza.

Il sortilegio della speranza. Un viaggio in cui la favola diventa un raccontare tra i luoghi dell’esistere e i veri luoghi che restano quelli metafisici. Il libro si legge come un articolato percorso di racconti, ma resta, in fondo, un romanzo con varie tappe e diversi porti ai quali poter fare riferimento.

Nel libro ci sono molti personaggi, il vecchio con la barba, un marinaio, una zingara, lo sciamano, un viaggio fatto di mistero?

«Ci sono personaggi che toccano il mistero e raccontano la magia, il mito, l’alchimia, con delle precise indicazioni ontologiche, in cui gli archetipi del tempo e della pazienza si fanno espressione di una profonda liricità. Un linguaggio che, a volte, si teatralizza grazie a un dialogare tra i diversi personaggi, ma anche attraverso un io narrante, che non smette di essere presente, in un immaginario e simbolico protagonista che sempre testimonia un pensiero che è quello del cercare nell’ascolto i segni di una memoria antica nella quale fa capo la tradizione».

Oniro nell’antica mitologia era il nome del dio del sogno. Figlio del Sonno e della Notte. Nel libro racconti i tuoi sogni?

«Un libro che esprime il segno onirico della memoria da custodire e traccia una sottile linea d’ombra, dove nulla viene nascosto, ma tutto è vissuto tra il mistero e il segreto in una proiezione che ha del soprannaturale sino a toccare l’immaginario del sortilegio e la fiducia nella speranza.

Speranza e pazienza sono due percorsi che guidano anche il cammino dello sciamano o del monaco tibetano o del cappellaio magico, che cercano la luce vera nel deserto e l’amore è la via per superare le porte e le stanze che si penetrano oltre il buio».

Si tratta di un libro che traccia metafore la cui rappresentatività è legata fortemente alla distanza tra mistero e realtà. Lo scrittore ha radici alla favola. Alla fine i personaggi diventano il personaggio unico che è uno svelammento. Il cappellaio lo sciamano il monaco sono lo specchio di una assenza e presenza. Bruni chiama in causa questo personaggi per dare un senso alla morte assenza del padre. In questi personaggi vi sono i dettagli di una lontananza. Il padre è il cappellaio magico come era lo sciamano anche dei libri precedenti o il monaco con il quale non smette di dialogare. Scrittore e personaggi si intrecciano. Un intreccio che resta tra le pagine e soprattutto nella vita. Il padre è un cappellaio magico che conosce il gioco e la morte. Così la profezia si fa speranza.

Fernando Filomena

 

 

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Fernando Filomena
Direttore della testata on-line La Voce di Maruggio web development e giornalista pubblicista iscritto all’Ordine dei giornalisti e pubblicisti dell’ Emilia Romagna. Iscritto all'Associaziaone Stampa Reggiana“G. Bedeschi”. La sua occupazione principale è quella di responsabile di procedure informatiche nel settore giurilavoristico. Ha creato SosPaghe.it, sito privato di informazione sulle novità in materia di lavoro molto apprezzato a livello nazionale dagli addetti ai lavori. Attualmente vive e lavora a Reggio Emilia ma conserva un forte legame con la sua Terra dove torna ogni volta che gli impegni di lavoro glielo consentono, questa testata giornalistica ne è la prova. E’ webmaster della testata on-line La Voce di Manduria fondata insieme a Nazareno Dinoi direttore e giornalista pubblicista.

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