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Il tradimento di Pietro nella drammatica attualità

 

Qual è il punto in difesa di Pietro? Possono esserci giustificazioni? Pietro ha tragicamente rinnegato e tradito. Rinnegato la sua storia in tre richiami eclatanti. Tradito le promesse sulle quali egli stesso aveva giurato. Oltre a ciò è stato un uomo non di poca fede. Ma un uomo senza fede. Non ha creduto. Non credere alla parola di Cristo ha significato abbandonarlo. Infatti lo ha spiato e abbandonato.
Ogni appuntamento è stato perso. Non può essere che la parola del cristiano possa poggiarsi sulla figura di Pietro. Sarebbe una parola di eterna infedeltà. Cristo ha abbandonato tutto e tutti per fedeltà in Dio.
L’esempio è Cristo. Non la Chiesa fatta nascere da Pietro. Paolo è già una bella figura. La conversione lo ha portato alla fedeltà eterna. Sono due storie completamente diverse con vissuti molto eterogenei. Non ha senso metterli insieme. È in Paolo la cristianità della fedeltà in Cristo.
Pietro resta un personaggio molto discusso che dissolve le sue azioni nel rinnegare, ovvero nel non riconoscere neppure l’ontologia della rivelazione.
Paolo è rivelante sempre da Damasco in poi. Qui il discorso si apre. Anzi si aprirebbe verso nuovi percorsi soltanto teologici. Ma concedetemi di chiuderlo. Paolo va oltre la teologia perché resta dentro una dimensione di mistero. Per Cristo è ciò che conta.

Pietro non salva. Il contrasto con Paolo è proprio sulla salvezza. Paolo è salvezza. Pietro é il rinnegatore. Non ci sono giustificazioni teologiche che possono affermare il contrario anche se la teologia da pagana a cristiana diventa sempre il mascheramento della verità.
Paolo è verità.
Pietro è non affidabilità.
Non è il “pescatore di anime”. Dimentica in un istante tutto. Dimentica per timore e per egoismo. Rinnega persino il concetto che il vero scopo della vita è la morte per un cristiano. Nella morte si vive la redenzione.
È proprio vero che bisogna salvarsi “dalla salvezza e dai salvatori” (Nikos Kazantzakis). C’è una differenza di fondo anche con Giuda. Giuda è “amico” tanto da essere chiamato da Gesù, appunto, amico. Pietro resta sempre un pescatore.
Pietro non è amico di nessuno. Acerrimo avversario di Maria Maddalena tanto che nel Vangelo di Tommaso, versetto 121, si legge: “Maria si allontani in mezzo a noi, perché le donne non sono degne della Vita”, parole attribuite a Pietro. Il concetto del bacio è fondamentale. Compare prima con la Maddalena che viene baciata sulla bocca da Gesù e poi insiste il famoso bacio di Giuda.
Pietro è distante dall’essere chiamato amico e distante da qualsiasi bacio. Anche nelle due lettere attribuite a Pietro si vivono contraddizioni e ambiguità.


Nella Prima dirà: “Come stranieri, dispersi nel mondo e pellegrini, essi sono invitati ad essere in esso testimoni della speranza”. Non dovrebbero essere “testimoni”. Ma pura Speranza e vera Profezia.
La negazione di Pietro un esempio lo lascia comunque. Quello di conoscere l’uomo. L’uomo è cattivo. È bugiardo. È falso. È ambiguo. Questa è la verità?
Persino Charles Baudelaire si occupa di Pietro nei versi “Il rinnegamento di Pietro”. La grande metafora finale resta una straordinaria provocazione: “- Per quel che mi riguarda, andrò via soddisfatto/da un mondo dove l’azione non è sorella del sogno;/ m’auguro di spada ferire e di spada perire!/ San Pietro rinnegó Gesù… e fece bene”. Non bisogna dimenticare che questa poesia proviene da “I fiori del male…”.
Cosa sono i fiori del male? La speranza tradita. Pietro in fondo è la speranza tradita. Non ci sono attenuanti. Nonostante si voglia parlare di perdono.
Cristo aveva già profetizzato una Chiesa ambigua, traditrice, rinnegare. La sua rivolta nel tempio è un atto preciso. Sceglie Pietro come la persona più condanna a ciò. Per tre volte chiede a Pietro se in lui c’è amore. Per ben tre volte Pietro rinnega. Cristo sapeva tutto. Aveva profetizzato tutto. Tranne, forse, il tragico gesto di Giuda, che con quel gesto scumbusselerá il piano profetico. Pietro resta il vero traditore.
Ne “Il Vangelo di Marcione” si legge: “Disse poi il Signore: ‘Simone, Simone, ecco Satana vi ha reclamato per vagliarvi come il grano; io però pregai per te, affinché la tua fede non manchi. Ma tu ravvediti e conferma i tuoi fratelli’. Quello allora gli disse: ‘Signore, con te sono pronto ad andare sia in prigione sia a morte’. Egli dunque gli disse: “Ti dico, Pietro: oggi non canterà un gallo, fino a che non mi avrai negato per tre volte, (dicendo) di non conoscermi'” (“Annuncio del tradimento di Pietro” 22, 31-34).
Qui è la verità. La verità è salvezza. La negazione di Pietro!

Pierfranco Bruni

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Notizie su Pierfranco Bruni

Pierfranco Bruni
E' nato in Calabria. Ha pubblicato libri di poesia (tra i quali "Via Carmelitani", "Viaggioisola", "Per non amarti più", "Fuoco di lune", "Canto di Requiem", "Ulisse è ripartito", "Ti amero' fino ad addormentarmi nel rosso del tuo meriggio"), racconti e romanzi (tra i quali vanno ricordati "L'ultima notte di un magistrato", "Paese del vento", "Claretta e Ben", "L'ultima primavera", "E dopo vennero i sogni", "Quando fioriscono i rovi", "Il mare e la conchiglia") La seconda fase ha tracciato importanti percorsi letterari come "La bicicletta di mio padre", "Asma' e Shadi", "Che il Dio del Sole sia con te", "La pietra d'Oriente ". Si è occupato del Novecento letterario italiano, europeo e mediterraneo. Dei suoi libri alcuni restano e continuano a raccontare. Altri sono diventati cronaca. Il mito è la chiave di lettura, secondo Pierfranco Bruni, che permette di sfogliare la margherita del tempo e della vita. Il suo saggio dal titolo “Mediterraneo. Percorsi di civiltà nella letteratura contemporanea” è una testimonianza emblematica del suo pensiero. È presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”. Ricopre incarichi istituzionali inerenti la promozione della cultura e della letteratura. Ha ricevuto diversi riconoscimenti come il Premio Alla Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri per ben tre volte. Candidato al Nobel per la Letteratura.

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