venerdì 22 Gennaio, 2021 - 17:02:42

La famiglia Rauti revochi la concessione del patrimonio culturale allo Stato dopo il deplorevole atto del ministro Franceschini di censurarlo dal sito

Perché la famiglia Rauti non revoca la concessione del patrimonio culturale alla Biblioteca nazionale?
Può un ministro della cultura di una Nazione che si dice democratica censurare la cultura solo perché non è correttamente politica? In Italia è accaduto.
Il Ministro dei beni culturali Dario Franceschini pare che abbia censurato il Fondo Pino Rauti dato dai familiari al dicastero della cultura. Lo abbia censurato dal sito ufficiale. Ma Pino Rauti non è stato uno studioso, storico e parlamentare delle Repubblica italiana votato da una democrazia parlamentare nata dell’antifascismo? Non è stato un politico dell’Italia antifascista? Non è stato un intellettuale con una vasta biblioteca donata al mibact?
Voglio mettere in dubbio questa notizia. Mi dico è una baggianata scritta degli “sciagurati” del “mio” giornale, ovvero del giornale al quale sono stato legato da stretta collaborazione dal 1980 a qualche anno fa e al quale resto affezionato per coerenza e lealtà. Ovvero il “Secolo d’Italia”.
Non è vero! Mi dico. Il Mibact che conoscevo io, e le direzioni generali che ho frequentato per 42 anni per stretti motivi di lavoro, collaborando con tutti i ministri e gran parte dei sottosegretari e direttori generali di grande spessore , non ha mai fatto una cosa descritta dagli “sciagurati” del mio “Secolo d’Italia”.
Non è possibile. È impensabile. Poi mi dico: e se fosse vero? Cosa dovrei dire? … che oggi il Mibact è un dicastero che non conosce la storia, che strategicamente è incolto, che non ha la forza di conoscere la cultura, quella vera, e che si dedica all’effimero.
Un ministero della cultura in dissolvenza? Un disastro! Basta vedere nelle periferie. Strutture in dissolvenza? Ma si! Le conosco bene.
Il ministro Farnceschini, che spesse volte ho difeso, testimonia una incapacità culturale profonda, aprendosi ad una straziante idealiologizzazione dei fatti e dei dati culturali. Eppure è anche uno scrittore che sul “Secolo” abbiamo recensito basandoci esclusivamente sul romanzo e che io ho recensito più volte non sdegnando mai i miei scritti, anzi.
Ma voglio credere che ci sia un errore del mio giornale. Altrimenti sarebbe grave. Saremmo in una piena dittatura con gli strumenti delle “istituzioni democratiche”, ammesso che ci siano e che il Mibact oggi sia tale. Dicuramente è o sarà una boutade del giornale…o no?
Risponda ministro Franceschini! Risponda lei e non dia sfogo a un suo addetto stampa. È una questione di cultura e non di pane cotto o frittata alla Ferrara. Quando si dice che la cultura è antiideologica. Ma perché gli eredi hanno concesso in questo momento il patrimonio Rauti a questo ministero presieduto da Franceschini?

Pierfranco Bruni

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Pierfranco Bruni
E' nato in Calabria. Ha pubblicato libri di poesia (tra i quali "Via Carmelitani", "Viaggioisola", "Per non amarti più", "Fuoco di lune", "Canto di Requiem", "Ulisse è ripartito", "Ti amero' fino ad addormentarmi nel rosso del tuo meriggio"), racconti e romanzi (tra i quali vanno ricordati "L'ultima notte di un magistrato", "Paese del vento", "Claretta e Ben", "L'ultima primavera", "E dopo vennero i sogni", "Quando fioriscono i rovi", "Il mare e la conchiglia") La seconda fase ha tracciato importanti percorsi letterari come "La bicicletta di mio padre", "Asma' e Shadi", "Che il Dio del Sole sia con te", "La pietra d'Oriente ". Si è occupato del Novecento letterario italiano, europeo e mediterraneo. Dei suoi libri alcuni restano e continuano a raccontare. Altri sono diventati cronaca. Il mito è la chiave di lettura, secondo Pierfranco Bruni, che permette di sfogliare la margherita del tempo e della vita. Il suo saggio dal titolo “Mediterraneo. Percorsi di civiltà nella letteratura contemporanea” è una testimonianza emblematica del suo pensiero. È presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”. Ricopre incarichi istituzionali inerenti la promozione della cultura e della letteratura. Ha ricevuto diversi riconoscimenti come il Premio Alla Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri per ben tre volte. Candidato al Nobel per la Letteratura.

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