venerdì 27 Gennaio, 2023 - 21:32:24

La scomparsa di Gina Lollobrigida. Non un’icona ma un vissuto del cinema italiano

La scomparsa di Gina Lollobrigida. Non un'icona ma un vissuto del cinema italiano

La Bersagliera. La ricordiamo così? Non solo. L’attrice che ha accompagnato quella storia del cinema e quel cinema che era molto seguito da mia madre perché, diceva madre Maria, che apparteneva alla sua generazione. Ovvero quella nata nel 1927.

Gina (Luigia) Lollobrigida. Non solo Bersagliera dunque. Ma è stata l’attrice che è riuscita a lavorare con quei registi che hanno sempre creduto al legame tra letteratura e cinema: linguaggio delle parole e lingua delle immagini. Da Lattuada a Lizzani, da De Sica a Monicelli, da Blasetti a Germi sino a Soldati: sono soltanto alcuni dei registi con i quali ha tracciato il cinema italiano del Novecento.

Un cinema dentro il processo culturale un un attraversamento che ha visto soggetti ricavati da Brancati a D’Annunzio a Moravia, dal “realismo” alla favola. Non solo il “Pane, amore e fantasia” e ” Pane, amore e gelosia”, ma anche gli inizi con “Moglie per una notte” sino “Passaporto per l’Oriente” e nella continuità tra “Le belle della notte” per la regia di René Clair a “La romana”. Un cinema dentro i linguaggi degli anni cinquanta alla fine dei sessanta con “Un bellissimo novembre” di Mauro Bolognini.La scomparsa di Gina Lollobrigida. Non un'icona ma un vissuto del cinema italiano

Un cinema che ha fatto il cinema, quel cinema che verrà dopo e sarà oltre i generi di commedia e teatralità sulla scena della macchina da presa e, quindi, oltre il palcoscenico. Gli anni settanta sono stati anni di ricerca depositata nella esperienza dell’attrice e della espressività del cinema stesso dentro i percorsi dei campi lunghi o ravvicinati. È la stagione di “Peccato mortale” che arriverà sino agli anni novanta con “Cento e una notte” proprio del 1995.
Ma sono gli anni in cui mia madre cantava, tra le stanze della mia infanzia, “Maruzzella” di Carosone, “Come prima” di Toni Dallara, “Tu vuò fa’ l’americano” sempre di Carosone, “Papaveri e papere” di Nilla Pizzi, “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno. Insomma un decennio e oltre che ha rivoluzionato la cultura italiana con i diversi generi che hanno caratterizzato e firmato generazioni.

Cinema, televisione, musica e documentari. Una vita in un immaginario che ha posto all’attenzione cultura popolare e ricerca altra come al televisivo “Una donna in fuga” del 1996 sino a toccare nel 2018 “American Horror Story”.

Una attrice e un personaggio. Non una icona. Ma una protagonista che ha rappresentato un tempo, forse un vissuto del cinema italiano nello specchio antropologico del rapporto tra immagine, lingua e racconto. Infatti lei sapeva bene che “il cinema è un’arte immediata”.

La Bersagliera ci ha lasciato il 16 gennaio del 2023. Un ricordare una attrice e una donna che resta in un immaginario personale dentro immaginari di generazioni. Gina Lollobrigida resterà, appunto, un immaginario che non si dimentica. Già, mia madre spesso mi ha raccontato la Bersagliera al suono delle colonne sonore di un’epica e di un’epoca che fanno eco nel mio senso del nostos. Il cinema è anche rappresentare emozioni che non svaniscono. Un indelebile viaggio che è stato formazione. Cosi la Gina.

Pierfranco Bruni

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Notizie su Pierfranco Bruni

E' nato in Calabria. Ha pubblicato libri di poesia (tra i quali "Via Carmelitani", "Viaggioisola", "Per non amarti più", "Fuoco di lune", "Canto di Requiem", "Ulisse è ripartito", "Ti amero' fino ad addormentarmi nel rosso del tuo meriggio"), racconti e romanzi (tra i quali vanno ricordati "L'ultima notte di un magistrato", "Paese del vento", "Claretta e Ben", "L'ultima primavera", "E dopo vennero i sogni", "Quando fioriscono i rovi", "Il mare e la conchiglia") La seconda fase ha tracciato importanti percorsi letterari come "La bicicletta di mio padre", "Asma' e Shadi", "Che il Dio del Sole sia con te", "La pietra d'Oriente ". Si è occupato del Novecento letterario italiano, europeo e mediterraneo. Dei suoi libri alcuni restano e continuano a raccontare. Altri sono diventati cronaca. Il mito è la chiave di lettura, secondo Pierfranco Bruni, che permette di sfogliare la margherita del tempo e della vita. Il suo saggio dal titolo “Mediterraneo. Percorsi di civiltà nella letteratura contemporanea” è una testimonianza emblematica del suo pensiero. È presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”. Ricopre incarichi istituzionali inerenti la promozione della cultura e della letteratura. Ha ricevuto diversi riconoscimenti come il Premio Alla Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri per ben tre volte. Candidato al Nobel per la Letteratura.

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