giovedì 28 Ottobre, 2021 - 3:00:34

Le macchine del dolore. La terribile foto storia sulla Santa inquisizione – Il Video

le macchine del doloreCome ogni evento o ricorrenza importante che si rispetti, l’Associazione storico-culturale “Cerva Regia” di Manduria, a conclusione della prima manifestazione realizzata in collaborazione con il quotidiano «La Voce di Manduria», ha realizzato uno straordinario progetto fotografico sulla mostra di strumenti di tortura, «Le macchine del dolore», allestita nel cuore del centro storico di Manduria e appena conclusa. Il documento che potete vedere nella sezione WebTv della Voce, è opera di Domenico Semeraro, inseparabile compagno di viaggi nel tempo nelle rievocazioni storiche, fotografo per passione di Monteiasi (Ta), onnipresente nelle giurie tecniche dei più importanti concorsi fotografici della Puglia nonché vincitore di importanti premi nazionali e per questo definito «il Caravaggio della fotografia». Questo slide che immortala scene riprodotte sulla Santa Inquisizione, vuole essere un modo per ricordare un periodo della storia che ha seminato migliaia di vittime di morti atroci, umiliati in ogni modo possibile, sottoposti ad estenuanti interrogatori, costretti sotto tortura ad ammettere colpe talvolta inesistenti. Processi che la Chiesa cattolica ha esercitato per reprimere, intimidire, condizionare, imporre la propria ideologia con ogni mezzo, fatti storici ampiamente documentati anche nelle parole scritte al papa Innocenzo III dall’inviato capo dell’armata, Arnauld-Amaury Il 22 luglio del 1209 in Béziers dove furono uccisi oltre centomila persone (cattolici, catari-albigesi, donne, bambini): «L’indomani, festa di Santa Maria Maddalena, noi cominciammo l’assedio di Béziers, città che pareva dover per lungo tempo fermare la più numerosa delle armate. Ma non c’è forza né prudenza contro Dio! I nostri non rispettarono né rango, né sesso, né età: ventimila uomini circa furono passati al filo della spada e questa immensa carneficina fu seguita dal saccheggio e dall’incendio della città intera: giusto risultato della vendetta divina contro i colpevoli!». La lettera originale da cui è stato tratto questo documento si trova nella Biblioteca Vaticana.
Fatti che appartengono al passato e che tuttora la Chiesa stessa fa fatica a riconoscere nonostante anche Giovanni Paolo II sentì il bisogno di chiedere perdono per queste gravi azioni. Un ringraziamento a tutti gli amici che hanno accettato di posare per questo servizio: Ennio Suma, Leonardo Dinoi, Francesco Strabone, Nazareno Dinoi, Silvia Dinoi, Antonio Dinoi, Gino Buccoliero, Antonella Perchio, Lorenzo Azzone, Gianni Vico, Leonardo Distratis, Gabriella Fistetto e Serena Esposito. Ringrazio anche lo staff tecnico: Gianluca Semeraro, Giordana Semeraro, Claudio Dilorenzo, Francesca Dinoi e Rosaria Perrucci.
Katja Zaccheo

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