giovedì 02 Dicembre, 2021 - 5:40:52

Le nostre vite sono fatte di assenze e il vuoto è la nostalgia che viaggia nel cuore

antica fotoNon mi spaventa il silenzio…
E neppure le ombre che restano racchiuse nel silenzio delle ore in cui l’oblio non è dimenticanza ma osservanza. Non consolazione ma indelebile ricordo.
Io non mai chiesto mai accettato mai sopportato la consolazione, mai voluto il conforto perché nulla mi può consolare confortare se non vivere con una estrema solitudine la malinconia. Io di malinconie sono impastato e sono loro che mi permettono di alzare lo sguardo e ascoltare la pietà…
Quella pietà alla quale ci si affida sempre perché sempre si ha bisogno del Dio sconosciuto per vivere nel profondo come marea e Isola o come marea nell’isola…
Se in questa mattina di novembre il silenzio mi ha svegliato io so che sei stata tu, madre mia, ad avermi chiamato per restare io e te, come tu dicevi a tu a tu, senza bisogno di parole ma con la sola consapevolezza di saperci di esserci di darci la mano avvertendo la presenza, avvertendo di esserci…
Noi sempre ci saremo in questo legame di sangue che è legame di eternità.
Tu sai che ti cerco sai che ti cerchiamo e sai che tanto ci manchi…
Ogni volta che la sera si fa tardi metto le mani nelle tasche per cercare il telefonimo convinto di doverti chiamare e chiederti come stai scusandomi magari di aver fatto tardi…
Così per Giulia… Ti cerca e ha bisogno di andare a casa per sentire il tuo profumo toccare le cose che sono state tue che sono tue e tentare di avvertire la tua presenza.
Quella presenza che è assenza.
So che è assenza perché se tanto ci manchi la tua assenza non è solo percepibile ma è reale è vera è penetrante.
Sai, Giulia l’altra mattina è stata al mercato, il martedì del mercato lungo Via Carmelitani (..
. è martedì mattina e le imposte della mia stanza si aprono a mercato già camminante… ), e passando sotto casa ha alzato la testa convinta di trovarti nell’angolo della finestra semi aperta, come solitamente tu facevi per osservare i passanti, ma tutto era spento… una casa chiusa sul mercato dei nostri anni…
Sembrava una volta una Medina con tanti venditori… un mondo arabo su un pezzo di storia che non ha mai cancellato il suo passato…
È novembre.
Scrivo nel mattino che è ancora buio e siamo io e te da soli, madre mia, per raccontarci ciò che ancora non sappiamo ciò che ancora non ci è dato sapere ciò che tu percepisci come hai sempre fatto…
Non c’era mai bisogno che io parlassi perché tu già sapevi…
Come una alchimia tra noi e bastava che sfiorassi i miei occhi per capire ciò che io vivevo nel cuore… ma tutto si attraversa e attraversare il tempo non vuol dire superarlo o abbandonarlo…
In quest’alba di novembre tutto si consuma… Sta per spuntare una luce nelle distanze e nelle distanze il silenzio e le voci hanno il rumore della nostalgia… Posso avere nostalgie?
Mi accompagnano ed io mi lascio fare compagnia pur sapendo che nulla ormai basta per tentare di capire il sogno di una notte che è sfuggita al tempo e si è incastonata nel vuoto che non è assenza di parole o di silenzi…
È semplicemente vuoto… Tragicamente vuoto! Le nostre vite sono fatte di assenze e di promesse mai mantenute. Anche con te non ho mantenuto le promesse…
La vita è fatta di assenze e il vuoto è fatto di nostalgie che lacerano il cuore…
Posso ancora riparare posso ancora provvedere…
Forse sì… ma tu madre non ci sei più…

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Notizie su Pierfranco Bruni

E' nato in Calabria. Ha pubblicato libri di poesia (tra i quali "Via Carmelitani", "Viaggioisola", "Per non amarti più", "Fuoco di lune", "Canto di Requiem", "Ulisse è ripartito", "Ti amero' fino ad addormentarmi nel rosso del tuo meriggio"), racconti e romanzi (tra i quali vanno ricordati "L'ultima notte di un magistrato", "Paese del vento", "Claretta e Ben", "L'ultima primavera", "E dopo vennero i sogni", "Quando fioriscono i rovi", "Il mare e la conchiglia") La seconda fase ha tracciato importanti percorsi letterari come "La bicicletta di mio padre", "Asma' e Shadi", "Che il Dio del Sole sia con te", "La pietra d'Oriente ". Si è occupato del Novecento letterario italiano, europeo e mediterraneo. Dei suoi libri alcuni restano e continuano a raccontare. Altri sono diventati cronaca. Il mito è la chiave di lettura, secondo Pierfranco Bruni, che permette di sfogliare la margherita del tempo e della vita. Il suo saggio dal titolo “Mediterraneo. Percorsi di civiltà nella letteratura contemporanea” è una testimonianza emblematica del suo pensiero. È presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”. Ricopre incarichi istituzionali inerenti la promozione della cultura e della letteratura. Ha ricevuto diversi riconoscimenti come il Premio Alla Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri per ben tre volte. Candidato al Nobel per la Letteratura.

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