giovedì 20 Giugno, 2019 - 14:15:35
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Le ricette di Anna – Una ricetta della tradizione pugliese: i Maltagliati alle mandorle

 

I Maltagliati alle mandorle sono dei dolci simili ai famosi cantuccini toscani, ma sicuramente più friabili dei loro cugini maremmani che, a volte a mangiarli, la bisogna stare attenti che, se tu fai il bischero, la ti può saltare anche un dente! Li fa sempre la mi mamma, ma non so perché la si chiamino così.

RICETTA
Difficoltà: Medio-Alta perché bisogna cuocerli due volte
Durata: 1h e più

INGREDIENTI
Farina 00 500 gr
Zucchero 250 gr
Mandorle non pelate 300 gr e più
Lievito per dolci 2 bustine
Olio d’oliva pre-riscaldato 4 cucchiai
Uova 3
Scorza di 1 Limone grattugiato e più
Latte 100 ml

Siamo pronti? Prendiamo la nostra farina e facciamo una montagna, uniamola allo zucchero e impastiamo finché non sentiremo lo zucchero tra le mani, a cui poi aggiungeremo la scorza di limone grattugiato. Prendiamo le mandorle e facciamole tostare per bene anche su una padella antiaderente sul fuoco. Poi le prendiamo e le tritiamo grossolanamente, anzi io consiglio di tenerne un po’ proprio intere da aggiungere alla fine, così le paste verranno ancora più croccanti, che non capisco perché le mandorle debbano scomparire nell’impasto anziché sentirle sotto i denti, facendole quindi rimanere ben visibili, che è sempre un bel vedere! Uniamo tutte le mandorle tostate all’impasto e aggiungiamo anche le due bustine di lievito in polvere e impastiamo per bene tutte queste polveri.

Facciamo un vulcano e aggiungiamo al centro le uova, sbattendole con una forchetta, i 4 cucchiai di olio e impastiamo per bene, versando di tanto in tanto il latte a filo, a seconda di quanto ne serva. Alla fine dobbiamo ottenere un impasto morbido e omogeneo, per quanto sia possibile.

A questo punto, dopo aver lavorato di braccia, che altro che palestra dove alla fine si fanno solo gesti astratti senza realizzare un bel nulla di immediato, formiamo dei serpentelli o filoncini spessi 4/5 cm, mettiamoli su una teglia imburrata e infarinata o rivestita di carta da forno e schiacciamoli leggermente sulla sommità, se vogliamo li possiamo cospargere con un tuorlo sbattuto in un po’ di acqua, e inforniamo in forno pre-riscaldato a 200° per 20 minuti circa, spiandoli di tanto in tanto, che non si devono cuocere moltissimo, che poi bisogna re-infornarli. Occhio!

Una volta sfornati, lasciamoli raffreddare tipo 5 minuti e poi iniziamo a tagliarli, con un normale coltello da tavola con la lama seghettata, mi raccomando, non con quelli lisci di alta cucina che si usano adesso, altrimenti rischiamo di farli sbriciolare tutti. Rimettiamo le teglie di nuovo nella teglia uno vicino all’altro, tanto non lievitano più, magari coricati a pancia in su, e cuociamo di nuovo a 180° per 20 minuti circa, stando attenti alla doratura e a non bruciacchiarli. Ogni tanto bisogna spiarli. E niente il gioco è fatto. Grazie Anna, mia mamma.

Jenne Marasco

 

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Notizie su Jenne Marasco

Jenne Marasco
Jenne Marasco nata a Sava dove tutt’ora risiede. Laureata in Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università di Lecce, Indirizzo Storico Artistico. Ha conseguito la maturità scientifica al Liceo De Sancits Galilei di Manduria. Ha lavorato in ambito culturale per Eventi e Festival di Cinema occupandosi di Comunicazione, Ufficio Stampa, Organizzazione, Recensioni di Cinema e di Storia del Territorio. Ha collaborato alla realizzazione di documentari su personaggi di rilievo come il poeti e artisti salentini, e su tematiche storiche dedicate alla memoria. Ha collaborato come assistente alla regia al documentario “Viviamo in un incantesimo” (omaggio a Vittorio Bodini 2014). Ama molto leggere ha la grande passione della scrittura.

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